Archivio mensile:febbraio 2016

Virtus Castelfranco-Bellaria 1-1

26° Giornata del campionato di Serie D , Girone D, Castelfranco-Bellaria
Chezzi, mister del Castelfranco, dispone i suoi con un 4-2-3-1
Gibertini
Sacenti A.Vinci Benedetti Laruccia
Lauricella Cortese
Oubakent Spadafora G.Vinci
Rolfini
Cioffi schiera invece il Bellaria con modulo 4-3-3
Calderoni
Saitta Brandi Petrarca Raimondo
Merito Santoni Diop
Indelicato Zogu Suriano
Partita condizionata da un fortissimo vento e da un terreno di gioco in cattive condizioni. Entrambe le squadre ricercano giocate in verticale, il Castelfranco si rende pericoloso subito con palloni in profondità alle spalle della coppia difensiva centrale, in particolare Rolfini si va ad inserire tra terzino dx e centrale di dx Brandi, mettendolo in difficoltà. Entrambe le squadre non creano particolari occasioni, se non su palle inattive: proprio da una punizione da destra nasce il vantaggio del Castelfranco al 20’.
Il Castelfranco pare avere il controllo dell’incontro anche in virtù di una superiorità tecnica, in particolare dei due centrocampisti centrali Lauricella e Cortese. Al minuto 29 episodio determinante che cambia la partita, fallo al limite dell’area di Zogu su A.Vinci ma l’arbitro inverte la decisione fischiando rigore ed espulsione. Gibertini para il tiro di Suriano, il giocatore più talentuoso del Bellaria, ma il Castelfranco è in dieci e si abbassa a difendere il vantaggio, puntando sulle ripartenze. Gli uomini di Chezzi si sistemano con modulo 4-4-1, Benedetti si sposta sul centro dx, Laruccia passa centrale centro sn, G.Vinci arretra a terzino sinistro e Spadafora si allarga ad esterno sn di centrocampo. Il primo tempo si chiude comunque sull’1-0.
All’intervallo Cioffi sostituisce Raimondo con D’Angelo nella stessa posizione di terzino sinistro. Dopo due minuti del secondo tempo, un clamoroso errore del terzino sinistro G.Vinci permette ad indelicato di pareggiare. Al 49’ Chezzi effettua il primo cambio, probabilmente per rafforzare la difesa, facendo entrare il centrale dif Biagini per Spadafora, con Laruccia e G.Vinci che tornano nelle posizioni di inizio partita.
Al 60’ secondo cambio del Castelfranco, Martina entra al posto di G.Vinci. Il cambio ha un esito importante perché il neo entrato si rende pericoloso sul lato sinistro con iniziative personali.
Al 62’ si ristabilisce la parità numerica, Brandi centrale difensivo del Bellaria è espulso per doppia ammonizione. Da qui in avanti sarà la squadra di casa a dominare la partita, schiacciando gli avversari nella propria metà campo. Cioffi effettua subito un cambio togliendo dal campo Indelicato ed inserendo nel ruolo di terzino destro Bustamante; il modulo è 4-4-1 con Suriano che si sposta sul lato destro, Merito si allarga a sinistra e la coppia centrale di centrocampo è composta da Santoni e Diop.
Il Bellaria abbassa ancora di più il proprio baricentro mentre il Castelfranco prova con un discreto possesso di palla a trovare superiorità numerica. L’occasione più importante avviene ancora da palla ferma. Cioffi decide poi al 79’ di fare un terzo cambio togliendo la punta Zogu (autore di una buona partita) per Facondini che si va a sistemare esterno dx a centrocampo mentre Merito si sposta a sinistra e Suriano fa la punta centrale provando a rendersi pericoloso nelle rare situazioni di contropiede.
Finisce 1-1 resta l’impressione che il Castelfranco sia stato fortemente penalizzato da alcuni episodi arbitrali.

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Yo siempre les digo a los muchachos que el fútbol para nosotros es movimiento, desplazamiento. Que hay que estar siempre corriendo. A cualquier jugador, y en cualquier circunstancia, le encuentro un motivo para estar corriendo. En el fútbol no existe circunstancia alguna para que un jugador esté parado en la cancha.

Io dico sempre ai ragazzi che il calcio per noi è movimento, spostamento. Bisogna sempre correre. Ogni giocatore, in ogni circostanza, ha sempre una buona ragione per correre. Nel calcio non esiste una sola circostanza in cui un giocatore possa permettersi di stare fermo in campo.

Marcelo Bielsa, Las razones del Loco. Claves para entender a Marcelo Bielsa, RIL Editores, 2009

 

Bologna-Fiorentina 1-1

24. Giornata di campionato, al Dall’Ara si affrontano Bologna e Fiorentina.
Mister Donadoni conferma il modulo 4-3-3
Da Costa
Mbaye Gastaldello Maietta Masina
Donsah Diawara Taider
Mounier Destro Giaccherini
Paulo Sousa (squalificato) schiera invece la Fiorentina con un inedito 4-4-2
Tatarusanu
Roncaglia G.Rodriguez Astori Pasqual
Bernardeschi B.Valero Vecino Tello
M.Fernandez Babacar
Per mettere in difficoltà il possesso palla viola, caratteristica principale della Fiorentina, il Bologna parte con un pressing ultra-offensivo nei primi dieci minuti. Superata questa fase, senza aver avuto importanti occasioni da gol, i rossoblu si abbassano e decidono di attendere gli avversari.
La Fiorentina mantiene il possesso non forzando quasi mai le giocate; l’impressione è che la strategia sia quella di attendere che il Bologna si scopra, viste le caratteristiche dei giocatori d’attacco, più portati al gioco in campo aperto. Infatti la prima occasione pericolosa dei viola, a metà primo tempo, nasce sulla fascia destra dove Tello, velocissimo, prende il tempo a Mbaye e si invola verso la porta, parata di da Costa. Subito dopo c’è una seconda grossa occasione per Babacar, nata da una bella azione corale della Fiorentina, sviluppata sulla destra.
In numerose occasioni Mati Fernandez e Bernardeschi si scambiano la posizione.
In fase di non possesso, la Fiorentina attua un pressing ben organizzato, che coinvolge tutti i giocatori; il lavoro alternato delle due punte toglie spazio al playmaker rossoblu Diawara.
All’intervallo Sousa effettua una sostituzione, entra Kalinic per Babacar.
Al 56’ episodio importante, viene espulso per doppia ammonizione Mati Fernandez. La Fiorentina rimane in campo senza variazioni, modulo 4-4-1.
Nonostante l’inferiorità, al 59’ arriva il gol dello 0-1, azione lineare con Borja Valero che gioca palla verticale per Kalinic che controlla di petto ed allarga sulla destra per Tello, palla in mezzo per Bernardeschi che segna.
Al 63’ arriva l’immediato pareggio rossoblu, l’azione è simile, con Fiorentina schierata a difesa dell’area Giaccherini da sinistra decide di allargare sul lato opposto, Mbaye gioca sulla sovrapposizione di Donsah che va sul fondo e gira all’indietro per lo stesso Giaccherini che ha seguito l’azione, 1-1.
Due minuti dopo Donadoni effettua il secondo cambio, entra Floccari per Mounier; un minuto dopo si decide l’inversione degli esterni d’attacco, Floccari a sinistra e Giaccherini a destra.(Durerà per 10 minuti, poi torneranno ad invertirsi)
In questa fase il copione è chiaro, la Fiorentina in inferiorità numerica si difende ed il Bologna fa la partita, cercando di girare velocemente palla da un lato all’altro. In questa fase i terzini del bologna sono più liberi di alzarsi e Diawara soprattutto gode di maggiore libertà per impostare l’azione. (sup. centrale). I viola faticano a ripartire nonostante davanti dispongano di Kalinic molto bravo nel tenere palla. Soprattutto Bernardeschi pare accusare la stanchezza ma Sousa all’81’ decide di sostituire Tello con Zarate e disporre la Fiorentina con un 4-3-2, Borja Valero vertice basso, Bernardeschi interno sn, Vecino interno dx probabilmente più adatto per caratteristiche fisiche ad andare a chiudere sulle avanzate del terzino sn Masina. Il cambio crea qualche problema alla fase difensiva del Bologna, per la posizione di Zarate, abile a ricevere palla tra le due linee.
All’82’ ultimo cambio di Donadoni, sostituzione di Taider con un centrocampista più tecnico, Brienza. Per alcuni minuti il Bologna pare disporsi con un 4-2-3-1 con Brienza avanzato rispetto a Donsah e Diawara.
Il Bologna crea un paio di occasioni senza trovare il gol. Al 90’ esce lo stremato Bernardeschi ed entra Tomovic che si va a posizionare nell’inedita posizione di interno dx di centrocampo.
Finisce 1-1, un pareggio giusto ma rimane il rammarico del Bologna di non aver sfruttato meglio i 35 minuti di superiorità numerica.

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Carpi-Palermo 1-1

Allo Stadio Braglia si gioca la terza giornata di ritorno.
Castori conferma il modulo tipo del Carpi 4-4-1-1
Belec
Zaccardo Romagnoli Poli Gagliolo
Letizia Bianco Cofie Di Gaudio
Lollo
Mbakogu
Tedesco, al debutto da allenatore del Palermo, propone modulo 4-3-3 per il Palermo
Sorrentino
Struna Goldaniga Gonzalez Lazaar
Hiljemark Jajalo Chochev
Vazquez Gilardino  Quaison
Il Carpi ha un approccio alla gara nettamente migliore rispetto agli avversari e si rende pericoloso su un paio di situazioni nate da palla recuperata. Il Palermo alterna alla costruzione bassa del gioco anche la soluzione del lancio lungo, senza però creare particolari problemi.
C’è però una situazione tattica che crea problemi al Carpi, Vazquez va infatti a giocare sotto Gilardino e si apre uno spazio a destra che viene ben attaccato da Hiljemark. Da questa posizione nasce l’azione del gol del vantaggio del Palermo (24’). Il Carpi paga il contraccolpo del gol subito, anche perché questa partita riveste per i biancorossi un’importanza fondamentale per il prosieguo del campionato. Fino a fine primo tempo il Palermo controlla la partita.
All’intervallo Castori effettua un cambio, inserendo un altro attaccante, Lasagna, che va ad affiancare Mbakogu davanti, esce il centrocampista Cofie, sul centro destra della linea di centrocampo arretra Lollo, Bianco si sposta sul centro-sn. Inoltre, come già successo per alcuni minuti del primo tempo, Gagliolo e Poli invertono le loro posizioni.
Al 56’ Tedesco sostituisce Quaison con Chochev. Al 60’ Castori, evidentemente non contento della prova di Mbakogu, sostituisce questo con Mancosu. Nonostante la ricerca di una maggiore offensività, il Carpi non crea pericoli agli avversari: importante la posizione di Jajalo mediano basso davanti la difesa che costituisce, un vero e proprio schermo davanti ai due difensori centrali.
Nonostante Gilardino dimostri di essere in condizione e risultare fondamentale nel far salire la squadra, mister Tedesco decide di toglierlo dal campo al minuto 67: entra Cristante, il Palermo si dispone con un 4-4-1-1 con Trajkovski punta centrale e Vazquez dietro di lui, coppia centrale di centrocampo Cristante centro-dx e Jajalo centro-sn, Hiljenmark si allarga a destra e Chochev esterno sinistro.
Castori effettua subito un ultimo cambio, sostituisce Poli con Crimi che va a posizionarsi sull’esterno destro, e, non avendo caratteristiche di corsa,tende quindi ad accentrarsi. Dopo un minuto arriva l’azione del rigore per il Carpi. Segna Mancosu ed è 1-1. Da qui, negli ultimi venti minuti, inizia un’altra partita con entrambe le squadre che giocano il tutto per tutto e ci sono situazioni da gol continue. In particolare il Palermo ha due clamorose occasioni da gol, sfruttando anche la mancata copertura di Zaccardo sulla sua fascia. Anche il Carpi allo scadere potrebbe vincere con Di Gaudio.
Finisce 1-1, risultato nel complesso giusto ma il Palermo sembrava potesse controllare agevolmente la partita dopo essere passata in vantaggio.

castori tedesco

Mi piace trovarmi spesso di fronte a nuove difficoltà, a problemi inaspettati, mi piace lavorare in condizioni e situazioni così diverse, spesso complesse e anche rischiose, ma sempre stimolanti. In fondo, ma non vorrei essere frainteso o accusato di snobismo, è un gioco. Nel senso più vero. Come gli scacchi o il bridge. Attività libere, non condizionate, senza secondi fini, che si praticano solo perchè piacciono. E perchè piace vincere, come mi piace vincere nel mio lavoro. Dimostrare che si può fare, che si può riuscire in qualcosa di utile anche quando sembra impossibile, quando le porte sembrano tutte chiuse. Accettare la sfida, misurarsi con le difficoltà.

Gino Strada, PAPPAGALLI VERDI, 1999 Feltrinelli.