Archivio mensile:aprile 2016

Carpi-Empoli 1-0

35° Giornata di Serie A, Carpi-Empoli

Mister Castori schiera il Carpi con il modulo 4-4-1-1

               Belec

Letizia   Romagnoli   Poli   Gagliolo

Pasciuti  Crimi  Bianco  Di Gaudio

               Lollo

             Mbakogu

Marco Giampaolo dispone l’Empoli con il consueto 4-3-1-2

                     Pelagotti

Zambelli   Cosic   Costa   Mario Rui

   Zielinski   Paredes   Buchel

                Saponara

   Mchelidze         Pucciarelli

Il Carpi ha un iniziale miglior approccio alla partita, puntando sull’aggressione alta e rendendosi subito pericoloso su corner: Mbakogu anticipa i difensori avversari, disposti a zona, e sfiora il gol di testa. L’Empoli ricerca il possesso palla sfruttando in particolare la densità a centrocampo: il mediano basso Paredes viene cercato e si propone costantemente nella fase di costruzione, andando poi a trovare spesso la palla verticale sul vertice alto del rombo Saponara. Col passare dei minuti l’Empoli acquista il controllo della partita seppur al minuto 25 rimane in 10 per espulsione della punta Mchelidze. Nella stessa occasione viene espulso anche Mister Castori. Giampaolo decide di non variare lo schieramento tattico nonostante l’inferiorità numerica (modulo 4-3-1-1). In questa fase i quattro centrocampisti azzurri riescono a sopperire all’uomo in meno grazie alla grande abilità nel palleggio. I terzini Mario Rui e Zambelli appoggiano l’azione per cui l’Empoli controlla agevolmente la partita e sfiora anche il gol del vantaggio con uno spunto personale di Buchel, ben liberato da Saponara.

Nessuna variazione all’intervallo, il primo cambio arriva al 54’ quando Castori sostituisce Crimi e passa al modulo 4-4-2 inserendo la seconda punta Lasagna. Lollo arretra sulla linea dei centrocampisti di fianco a Bianco che si sposta sul centro destra. Al 62’ sulla fascia destra Pasciuti mette un bel cross per Mbakogu che sbaglia da buona posizione. Al 64’ Castori effettua una seconda modifica, inserendo De Guzman al posto di Di Gaudio e passa al modulo 3-4-1-2. La difesa a tre è composta da Poli – Romagnoli – Gagliolo. Pasciuti esterno destro, la coppia centrale rimane invariata, Letizia si sposta sull’esterno sinistro. De Guzman trequartista dietro le due punte. Quattro minuti dopo Giampaolo effettua il primo cambio, inserendo Croce al posto di Buchel. Il cambio di Castori non ha però effetto positivo, il Carpi si allunga sul campo e lascia maggiore spazio alle ripartenze avversarie. In particolare, Pucciarelli sfiora il gol del vantaggio, bella parata del portiere Belec.

Al 78’ Castori modifica la situazione e ritorna al modulo 4-4-2. Esce Mbakogu sostituito da Mancosu, si ricostituisce la catena di destra Letizia – Pasciuti, De Guzman si allarga esterno sinistro a centrocampo, Gagliolo torna terzino sinistro. Proprio dalla fascia destra arriva il cross di Pasciuti che Lasagna mette in rete per il gol dell’1-0 (84′). Giampaolo reagisce subito allo svantaggio inserendo un attaccante, Maccarone, al posto di Paredes. L’Empoli si dispone col modulo 4-2-1-2, Zielinski (centro destra) e Croce (centro sinistra) in mezzo, Saponara dietro le due punte. All’87’ terzo cambio dell’Empoli, Bittante per Zambelli.  Al 90’ il Carpi resta in 10 per l’espulsione di Lollo. Per i minuti finali la squadra emiliana si dispone col 4-4-1, Pasciuti si accentra a fianco di Bianco, Mancosu si abbassa esterno destro di centrocampo.

Il Carpi resiste e porta a casa la vittoria per 1-0, tre punti importantissimi che consentono di mantenere il vantaggio sul terzultimo posto.

Giampaolo-Castori-e1461403030192

La passione ha la virtù di essere contagiosa. Un uomo appassionato è capace di trascinare un’intera squadra con il suo entusiasmo traboccante. Ma oltretutto, la passione è ambiziosa, e ha la capacità di scovare facilmente le opportunità perchè i suoi sensori sono sempre attivi.

Jorge Valdano, LE UNDICI VIRTU’ DEL LEADER, Isbn Edizioni 2014

Hertha Berlino-Bayern Monaco 0-2

WP_20160423_011Olympiastadion di Berlino, 31°Giornata di Bundesliga, Hertha Berlino quarta in classifica ospita il Bayern Monaco di Pep Guardiola.

Mister Pal Dardai schiera l’Hertha con modulo 4-4-1-1

Kraft

Pekarik   Langkamp   Lustenberger   Plattenhardt

Mittelstadt  Cigerci   Stark     Stocker

 Weiser

           Ibisevic

Pep Guardiola dispone il Bayern con modulo 4-2-3-1

             Neuer

Rafinha   Benatia   Tasci   Kimmich

           Vidal   Thiago Alcantara

   Muller       Gotze                  Douglas Costa

                       Lewandowski

L’Hertha Berlino parte con grande aggressività per disturbare sul nascere la costruzione dal basso del Bayern Monaco. In particolare, quando la palla arriva ai terzini del Bayern vengono chiusi tutti gli appoggi vicini e i giocatori di Guardiola devono uscire con utilizzo del portiere. La manovra del Bayern passa poi attraverso i due centrocampisti centrali che si alternano nel dare appoggio basso ai difensori. In attacco, Lewandowski si occupa di attaccare la profondità tutte le volte che un compagno riceve palla e può vedere la profondità. In alternativa, è Muller che effettua questo tipo di movimento, mentre Douglas Costa predilige la posizione larghissima a sinistra. In alcune situazioni, Lewandowski e Muller invertono le posizioni. Non ci sono occasioni da gol, ad eccezione di un corner dell’Hertha e di un’occasione per Thiago. Al 20’ Guardiola inverte i propri terzini, Kimmich passa a destra e Rafinha a sinistra. Come da abitudine, il Bayern mantiene costantemente il possesso palla, la squadra ha un baricentro avanzato e questo la espone al rischio di ripartenza veloce su palla recuperata: in particolare, il trequartista Weiser si rende più volte pericoloso con azioni personali. Intorno alla mezzora, l’Hertha abbassa il proprio baricentro ma si difende bene senza rischiare nulla. Il primo tempo termina 0-0 ed all’intervallo Dardai effettua una sostituzione, esce Ibisevic ed entra al suo posto Schleber.

Dopo due minuti del secondo tempo la partita si sblocca: azione corale del Bayern che muove palla dalla fascia sinistra per poi liberare pochi metri fuori area Vidal che calcia a rete, tiro deviato da un avversario e gol dell’1-0. Subito il gol, Hertha Berlino non modifica il suo atteggiamento né la disposizione.  Al 57’ Guardiola effettua un doppio cambio: Alaba sostituisce Rafinha nel ruolo di terzino sinistro mentre Ribery entra nel ruolo di attaccante esterno sinistro, Muller lascia il campo e Douglas Costa si sposta a giocare attaccante esterno destro a piede invertito. Al 64’ secondo cambio di Dardai, esce Stocker ed entra il più offensivo Kalou. L’Hertha Berlino non riesce a rendersi pericoloso, la squadra di Guardiola controlla la partita pur senza creare grandi occasioni. Al 78’ una grandissima giocata di Douglas Costa chiude la partita: dopo aver ricevuto palla sull’esterno, rientra un paio di metri dentro il campo ed incrocia sull’angolo opposto, palla nel sette, un grande gol! All’80’ minuto Dardai inverte l’attaccante Schleber con Kalou. All’ 83’ terzo cambio dell’Hertha, entra Kohls per Cigarci. Un minuto dopo Guardiola effettua l’ultima sostituzione, esce Lewandowski e la squadra si dispone ora col 4-3-3. Gotze diventa la prima punta, il neo entrato Martinez si posiziona mediano basso, Vidal e Thiago Alcantara, entrambi ammoniti, si alzano ad interni di centrocampo.

Finisce 0-2, una grande prova di forza della squadra di Guardiola contro una formazione quarta in classifica che si è difesa con grande ordine, pur senza rendersi pericolosa in attacco ad eccezione dei primi venti minuti.

fbl-ger-bundesliga-herta-berlin-bayern-munich-foto-53-666x444

Modena-Perugia 3-0

37° Giornata del campionato di serie B, si affrontano Modena e Perugia.

Mister Bergodi schiera il Modena con il modulo 4-3-1-2

     Manfredini

Osuji   Gozzi   Marzoratti   Rubin

   Nardini  Giorico   Bentivoglio

    Mazzarani

   Stanco            Granoche

Mister Bisoli dispone il Perugia con il 4-2-3-1

                 Rosati

Del Prete  Volta  Belmonte  Spinazzola

              Zebli    Prcic

Aguirre     Della Rocca    Drolè

                    Bianchi

Entrambe le squadre prediligono giocate in verticale, non ricercando, almeno inizialmente, la costruzione dal basso. Nessuna delle squadre ha il predominio del campo, si ricerca grande aggressività sull’avversario. Nei primi minuti il Perugia si rende pericoloso con azione personale di Aguirre, il Modena sfiora il gol con una girata aerea di Mazzarani. Col passare dei minuti il Modena si rende più pericoloso, sfruttando in particolare la situazione di superiorità numerica che si viene a creare sulla parte sinistra del campo (anche a causa dell’assenza di lavoro in fase difensiva di Aguirre) , dove Bentivoglio si allarga in appoggio al mediano basso Giorico, il terzino sinistro Rubin si alza in fascia ed il trequartista Mazzarani o la punta Stanco si propongono per la giocata verticale. Inoltre il Modena crea pericoli all’avversario su corner, situazione nella quale il Perugia si dispone a zona ma i giocatori non sono reattivi nel colpire la palla. Proprio da un corner, battuto con scambio corto Mazzarani – Giorico – Mazzarani, arriva il vantaggio modenese di Granoche.

Immediatamente dopo essere passato in svantaggio (29’), Bisoli effettua una modifica allo schieramento, portando Della Rocca sul lato sinistro, spostando Aguirre a sostegno della punta centrale con Drolè dalla parte destra. E’ proprio su questo lato, a causa di un intervento falloso dovuto a copertura fatta in ritardo dello stesso Drolè, che il Modena si procura un calcio di rigore. Granoche si fa respingere il tiro ma ribatte in rete per il 2-0 (32’). Si arriva all’intervallo senza particolari occasioni, eccezion fatta per i tiri da fuori di Mazzarani e Prcic. All’intervallo Bisoli toglie dal campo uno spaesato Drolè ed inserisce Fabinho sull’esterno sinistro, Della Rocca si sposta esterno destro. Al 53’ nuova inversione degli esterni Fabinho (dx)- Della Rocca (sn). Allo stesso minuto Bergodi è costretto a togliere l’infortunato Mazzarani ed inserire al suo posto Belingheri. Al 56’ Fabinho si rende pericoloso con un’azione personale sulla fascia destra ed arriva al tiro.

Al 58’ Bisoli effettua la seconda sostituzione, inserendo Ardemagni al posto di Bianchi. Dal 65’ circa il Perugia ha il predominio del campo: in questa fase la circolazione della palla è più fluida e la squadra in trasferta riesce a muovere da un lato all’altro per arrivare a liberare i terzini che si inseriscono. E’ una fase di sofferenza del Modena, spezzata però dal terzo gol di Granoche, arrivato subito dopo il terzo cambio di Bisoli, Molina per Della Rocca. (74’). Sul 3-0 Bergodi effettua il secondo cambio, Luppi per Stanco. Nonostante lo svantaggio pesante il Perugia continua a fare la partita ma senza creare occasioni gol. Ultimo cambio per Bergodi all’85’, esce Bentivoglio sostituito da Besea interno destro, Nardini si sposta interno sinistro.

Finisce 3-0 per il Modena, una vittoria nel complesso meritata.

1461069583301.jpg--modena_perugia__fischio_d_inizio_ore_20_30_

Società e allenatore devono lavorare insieme

Commento di Roberto Civitarese, il mental coach dei calciatori professionisti, Radio Blu

A un certo punto si rompe il rapporto tra allenatore e dirigenza, questo crea instabilità nella mente dei calciatori. Sono professionisti e pagati, vero, ma quando uno tira al massimo per tanto tempo basta un granellino di sabbia per inceppare gli ingranaggi.

Società e allenatore devono lavorare insieme, ad esempio Allegri non è mai stato messo in discussione dai propri dirigenti. Questo rafforza le convinzioni del gruppo. In queste situazioni bisogna dare certezze, non dubbi.

viola

Sassuolo-Genoa 0-1

Per la 32° Giornata di Serie A si incontrano Sassuolo e Genoa.

Mister Di Francesco conferma il modulo 4-3-3

 Consigli

Vrsaljko  Cannavaro  Acerbi  Peluso

  Biondini   Magnanelli   Duncan

Berardi         Defrel         Sansone

Gasperini schiera il Genoa con il modulo 3-5-2

      Perin

   Marchese   Munoz   De Maio

Fiamozzi Rigoni Rincon Dzemaili Gabriel Silva

      Matavz          Suso

Entrambe le squadre privilegiano la costruzione del gioco dal basso. A centrocampo si delineano tre duelli individuali: nella metàcampo avversaria, il Sassuolo lavora sui tre centrocampisti del Genoa in contrapposizione uomo contro uomo, per cui è Magnanelli ad uscire dalla posizione di mediano basso per andare a prendere il mediano basso avversario Rincon. Nella propria metàcampo invece il comportamento dei tre centrocampisti è a protezione della zona, con scalate in funzione della palla.

Il Genoa in fase di non possesso palla lavora con una prima uscita della propria punta sul terzino avversario; sul giro palla, (ES. lato sinistro) sul terzino opposto fa un’uscita veloce l’interno di centrocampo, l’esterno si abbassa con l’attaccante esterno, il centrale difensivo di destra esce alto a metàcampo per prendere l’interno destro avversario. Nella fase di possesso palla, il Genoa ricerca nello sviluppo l’uscita sul lato debole avversario, sfruttando l’ampiezza data da esterno di centrocampo con interno che porta la superiorità numerica.

La partita è bella nonostante non ci siano tante occasioni da gol: al 29’ il Sassuolo sfiora il vantaggio con Sansone sul quale effettua una grande parata Perin. Da segnalare che questa azione nasce da una riconquista bassa da parte di Peluso, il quale non butta via la palla pur in situazione di pressione ma la gioca a Duncan che fa partire l’azione. Al 42’ il Genoa passa in vantaggio, Dzemaili appoggia in rete il tiro di Matavz ribattuto dal palo.

Nessuna modifica dei due allenatori all’intervallo. Il secondo tempo inizia con il Sassuolo che mantiene il possesso palla e dopo pochi minuti chiude gli avversari nella loro metàcampo costringendoli prevalentemente alla difesa del risultato. Solo in rare circostanze il Genoa riesce a ripartire. In questa fase si mette in luce soprattutto Duncan che è autore di numerosi inserimenti in zona centrale. Probabilmente per limitare questa situazione, Gasperini al 64’ inserisce un giocatore con caratteristiche più difensive, Ansaldi, per Rigoni. Al 71’ il mister del Genoa effettua il secondo cambio, Pavoletti per Matavz. Da alcuni minuti Suso ha abbassato la sua posizione andando a giocare nella zona del mediano basso Magnanelli, trasformando quindi il modulo rossoblu in 3-5-1-1.

Al 74’ Di Francesco sostituisce Berardi con Politano. Al 79’ il mister del Sassuolo passa al 4-2-4: esce Biondini, in mezzo Magnanelli (centro sinistra) e duncan (centro destra), Politano attaccante esterno destro, Sansone attaccante esterno sinistro, Defrel ed il neo entrato Falcinelli punte centrali. Un minuto dopo Gasperini decide l’ultimo cambio: entra Tachsidis che si posiziona mediano basso davanti la difesa, l’ottimo Rincon si sposta interno destro, Ansaldi si abbassa esterno destro e Fiamozzi si sistema nella posizione occupata da Marchese, centrale difensivo di destra.

Nonostante i continui attacchi il Sassuolo non riesce a trovare il gol, anche per l’ottima prova difensiva della squadra di Gasperini. Finisce 0-1.

Gasperini-Di-Francesco-e1460060862826