Archivi categoria: Le mosse dei mister

Cesena-Pro Vercelli 2-1

39° Giornata di Serie B, allo Stadio Manuzzi si affrontano Cesena e Pro Vercelli.

Mister Drago parte inizialmente con il modulo 4-3-1-2

           Gomis

Perico   Lucchini   Magnusson   Renzetti

    Kessie    Sensi    Kone

          Falco

  Ciano             Djuric

Mister Foscarini schiera la Pro Vercelli con il modulo 4-3-1-2

          Pigliacelli

Berra   Coly   Legati   Mammarella

   Ardizzone  Budel  Scavo

         Rossi

   Marchi                  Beretta

Le due squadre si affrontano con moduli speculari, anche se per il Cesena si può parlare di disposizione asimmetrica in quanto Ciano tende a giocare largo a destra mentre Djuric per caratteristiche gioca molto accentrato. Il Cesena predilige maggiormente la costruzione dal basso, per poi ricercare il proprio trequartista Falco che riesce a smarcarsi agevolmente tra la linea di difesa ed il centrocampo avversario. La Pro Vercelli pare infatti avere un centrocampo tecnico ma lento, concedendo quindi spazi al Cesena. In attacco Marchi mette in grande difficoltà i difensori avversari, rendendosi pericoloso in particolare sulla propria fascia destra. La Pro Vercelli sfiora inoltre il gol su due situazioni di palla inattiva: uno schema su corner libera Marchi a limite area, successivamente Ardizzone ha l’occasione a pochi passi dalla porta. Al 31’ Drago effettua una modifica allo schieramento, passando al 4-2-3-1, allargando Konè a sinistra: il modulo si addice maggiormente alle caratteristiche di Ciano e Djuric, mentre Sensi sul centro sinistra e Kessie sul centro destra sono i due centrali di centrocampo. Al 43’ il Cesena passa in vantaggio con un tiro di Kessie dal limite area. Nessuna modifica all’intervallo da parte dei due mister; nella ripresa parte meglio il Cesena che riesce a mantenere con più efficacia il possesso palla e costringe gli avversari ad abbassare il loro baricentro. Al 63’ Foscarini decide il primo cambio e toglie dal campo il mediano basso Budel, nella cui posizione viene arretrato Rossi, inserendo nel ruolo di trequartista Mustacchio. La Pro Vercelli appare però in difficoltà, incapace di creare occasioni da gol; al 70’ arriva l’inevitabile raddoppio del Cesena che crea una superiorità numerica sulla fascia sinistra dove il terzino Renzetti si sovrappone a Konè e dal fondo gira all’indietro per Falco che batte a rete. Foscarini reagisce con una seconda sostituzione: Malonga al posto di Marchi (71’). Drago effettua il primo cambio al 75’: Ragusa al posto di Djuric. Al 77’ Foscarini effettua l’ultimo cambio e decide di passare ad un offensivo 4-4-2. Entra Sprocati al posto di Rossi e va a posizionarsi esterno sinistro di centrocampo, Mustacchio passa esterno destro a centrocampo, Malonga e Beretta punte centrali, Ardizzone (centro destra) e Scavone (centro sinistra) in mezzo. In questa fase è comunque il Cesena ad avere il controllo del campo ed a sfiorare il terzo gol con Ciano. All’83’ Drago sostituisce Falco con Garritano e tre minuti dopo toglie Sensi e passa al modulo 4-3-3: il neo entrato Valzania interno destro, Kessie mediano basso, Konè interno sinistro, Ciano a destra, Ragusa punta centrale e Garritano si allarga attaccante esterno sinistro. Negli ultimi minuti la Pro Vercelli riesce a rendersi pericolosa ed al 90’ riapre la partita: bel cross di Mammarella dalla sinistra, Mustacchio prima colpisce il palo di testa poi ribatte in rete per il 2-1. Negli ultimi minuti un po’ di normale sofferenza per il Cesena ma la partita termina 2-1. Risultato giusto per quanto visto dalla mezzora in avanti, mentre nella prima parte di gara la Pro Vercelli si era fatta preferire.

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Carpi-Empoli 1-0

35° Giornata di Serie A, Carpi-Empoli

Mister Castori schiera il Carpi con il modulo 4-4-1-1

               Belec

Letizia   Romagnoli   Poli   Gagliolo

Pasciuti  Crimi  Bianco  Di Gaudio

               Lollo

             Mbakogu

Marco Giampaolo dispone l’Empoli con il consueto 4-3-1-2

                     Pelagotti

Zambelli   Cosic   Costa   Mario Rui

   Zielinski   Paredes   Buchel

                Saponara

   Mchelidze         Pucciarelli

Il Carpi ha un iniziale miglior approccio alla partita, puntando sull’aggressione alta e rendendosi subito pericoloso su corner: Mbakogu anticipa i difensori avversari, disposti a zona, e sfiora il gol di testa. L’Empoli ricerca il possesso palla sfruttando in particolare la densità a centrocampo: il mediano basso Paredes viene cercato e si propone costantemente nella fase di costruzione, andando poi a trovare spesso la palla verticale sul vertice alto del rombo Saponara. Col passare dei minuti l’Empoli acquista il controllo della partita seppur al minuto 25 rimane in 10 per espulsione della punta Mchelidze. Nella stessa occasione viene espulso anche Mister Castori. Giampaolo decide di non variare lo schieramento tattico nonostante l’inferiorità numerica (modulo 4-3-1-1). In questa fase i quattro centrocampisti azzurri riescono a sopperire all’uomo in meno grazie alla grande abilità nel palleggio. I terzini Mario Rui e Zambelli appoggiano l’azione per cui l’Empoli controlla agevolmente la partita e sfiora anche il gol del vantaggio con uno spunto personale di Buchel, ben liberato da Saponara.

Nessuna variazione all’intervallo, il primo cambio arriva al 54’ quando Castori sostituisce Crimi e passa al modulo 4-4-2 inserendo la seconda punta Lasagna. Lollo arretra sulla linea dei centrocampisti di fianco a Bianco che si sposta sul centro destra. Al 62’ sulla fascia destra Pasciuti mette un bel cross per Mbakogu che sbaglia da buona posizione. Al 64’ Castori effettua una seconda modifica, inserendo De Guzman al posto di Di Gaudio e passa al modulo 3-4-1-2. La difesa a tre è composta da Poli – Romagnoli – Gagliolo. Pasciuti esterno destro, la coppia centrale rimane invariata, Letizia si sposta sull’esterno sinistro. De Guzman trequartista dietro le due punte. Quattro minuti dopo Giampaolo effettua il primo cambio, inserendo Croce al posto di Buchel. Il cambio di Castori non ha però effetto positivo, il Carpi si allunga sul campo e lascia maggiore spazio alle ripartenze avversarie. In particolare, Pucciarelli sfiora il gol del vantaggio, bella parata del portiere Belec.

Al 78’ Castori modifica la situazione e ritorna al modulo 4-4-2. Esce Mbakogu sostituito da Mancosu, si ricostituisce la catena di destra Letizia – Pasciuti, De Guzman si allarga esterno sinistro a centrocampo, Gagliolo torna terzino sinistro. Proprio dalla fascia destra arriva il cross di Pasciuti che Lasagna mette in rete per il gol dell’1-0 (84′). Giampaolo reagisce subito allo svantaggio inserendo un attaccante, Maccarone, al posto di Paredes. L’Empoli si dispone col modulo 4-2-1-2, Zielinski (centro destra) e Croce (centro sinistra) in mezzo, Saponara dietro le due punte. All’87’ terzo cambio dell’Empoli, Bittante per Zambelli.  Al 90’ il Carpi resta in 10 per l’espulsione di Lollo. Per i minuti finali la squadra emiliana si dispone col 4-4-1, Pasciuti si accentra a fianco di Bianco, Mancosu si abbassa esterno destro di centrocampo.

Il Carpi resiste e porta a casa la vittoria per 1-0, tre punti importantissimi che consentono di mantenere il vantaggio sul terzultimo posto.

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Hertha Berlino-Bayern Monaco 0-2

WP_20160423_011Olympiastadion di Berlino, 31°Giornata di Bundesliga, Hertha Berlino quarta in classifica ospita il Bayern Monaco di Pep Guardiola.

Mister Pal Dardai schiera l’Hertha con modulo 4-4-1-1

Kraft

Pekarik   Langkamp   Lustenberger   Plattenhardt

Mittelstadt  Cigerci   Stark     Stocker

 Weiser

           Ibisevic

Pep Guardiola dispone il Bayern con modulo 4-2-3-1

             Neuer

Rafinha   Benatia   Tasci   Kimmich

           Vidal   Thiago Alcantara

   Muller       Gotze                  Douglas Costa

                       Lewandowski

L’Hertha Berlino parte con grande aggressività per disturbare sul nascere la costruzione dal basso del Bayern Monaco. In particolare, quando la palla arriva ai terzini del Bayern vengono chiusi tutti gli appoggi vicini e i giocatori di Guardiola devono uscire con utilizzo del portiere. La manovra del Bayern passa poi attraverso i due centrocampisti centrali che si alternano nel dare appoggio basso ai difensori. In attacco, Lewandowski si occupa di attaccare la profondità tutte le volte che un compagno riceve palla e può vedere la profondità. In alternativa, è Muller che effettua questo tipo di movimento, mentre Douglas Costa predilige la posizione larghissima a sinistra. In alcune situazioni, Lewandowski e Muller invertono le posizioni. Non ci sono occasioni da gol, ad eccezione di un corner dell’Hertha e di un’occasione per Thiago. Al 20’ Guardiola inverte i propri terzini, Kimmich passa a destra e Rafinha a sinistra. Come da abitudine, il Bayern mantiene costantemente il possesso palla, la squadra ha un baricentro avanzato e questo la espone al rischio di ripartenza veloce su palla recuperata: in particolare, il trequartista Weiser si rende più volte pericoloso con azioni personali. Intorno alla mezzora, l’Hertha abbassa il proprio baricentro ma si difende bene senza rischiare nulla. Il primo tempo termina 0-0 ed all’intervallo Dardai effettua una sostituzione, esce Ibisevic ed entra al suo posto Schleber.

Dopo due minuti del secondo tempo la partita si sblocca: azione corale del Bayern che muove palla dalla fascia sinistra per poi liberare pochi metri fuori area Vidal che calcia a rete, tiro deviato da un avversario e gol dell’1-0. Subito il gol, Hertha Berlino non modifica il suo atteggiamento né la disposizione.  Al 57’ Guardiola effettua un doppio cambio: Alaba sostituisce Rafinha nel ruolo di terzino sinistro mentre Ribery entra nel ruolo di attaccante esterno sinistro, Muller lascia il campo e Douglas Costa si sposta a giocare attaccante esterno destro a piede invertito. Al 64’ secondo cambio di Dardai, esce Stocker ed entra il più offensivo Kalou. L’Hertha Berlino non riesce a rendersi pericoloso, la squadra di Guardiola controlla la partita pur senza creare grandi occasioni. Al 78’ una grandissima giocata di Douglas Costa chiude la partita: dopo aver ricevuto palla sull’esterno, rientra un paio di metri dentro il campo ed incrocia sull’angolo opposto, palla nel sette, un grande gol! All’80’ minuto Dardai inverte l’attaccante Schleber con Kalou. All’ 83’ terzo cambio dell’Hertha, entra Kohls per Cigarci. Un minuto dopo Guardiola effettua l’ultima sostituzione, esce Lewandowski e la squadra si dispone ora col 4-3-3. Gotze diventa la prima punta, il neo entrato Martinez si posiziona mediano basso, Vidal e Thiago Alcantara, entrambi ammoniti, si alzano ad interni di centrocampo.

Finisce 0-2, una grande prova di forza della squadra di Guardiola contro una formazione quarta in classifica che si è difesa con grande ordine, pur senza rendersi pericolosa in attacco ad eccezione dei primi venti minuti.

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Modena-Perugia 3-0

37° Giornata del campionato di serie B, si affrontano Modena e Perugia.

Mister Bergodi schiera il Modena con il modulo 4-3-1-2

     Manfredini

Osuji   Gozzi   Marzoratti   Rubin

   Nardini  Giorico   Bentivoglio

    Mazzarani

   Stanco            Granoche

Mister Bisoli dispone il Perugia con il 4-2-3-1

                 Rosati

Del Prete  Volta  Belmonte  Spinazzola

              Zebli    Prcic

Aguirre     Della Rocca    Drolè

                    Bianchi

Entrambe le squadre prediligono giocate in verticale, non ricercando, almeno inizialmente, la costruzione dal basso. Nessuna delle squadre ha il predominio del campo, si ricerca grande aggressività sull’avversario. Nei primi minuti il Perugia si rende pericoloso con azione personale di Aguirre, il Modena sfiora il gol con una girata aerea di Mazzarani. Col passare dei minuti il Modena si rende più pericoloso, sfruttando in particolare la situazione di superiorità numerica che si viene a creare sulla parte sinistra del campo (anche a causa dell’assenza di lavoro in fase difensiva di Aguirre) , dove Bentivoglio si allarga in appoggio al mediano basso Giorico, il terzino sinistro Rubin si alza in fascia ed il trequartista Mazzarani o la punta Stanco si propongono per la giocata verticale. Inoltre il Modena crea pericoli all’avversario su corner, situazione nella quale il Perugia si dispone a zona ma i giocatori non sono reattivi nel colpire la palla. Proprio da un corner, battuto con scambio corto Mazzarani – Giorico – Mazzarani, arriva il vantaggio modenese di Granoche.

Immediatamente dopo essere passato in svantaggio (29’), Bisoli effettua una modifica allo schieramento, portando Della Rocca sul lato sinistro, spostando Aguirre a sostegno della punta centrale con Drolè dalla parte destra. E’ proprio su questo lato, a causa di un intervento falloso dovuto a copertura fatta in ritardo dello stesso Drolè, che il Modena si procura un calcio di rigore. Granoche si fa respingere il tiro ma ribatte in rete per il 2-0 (32’). Si arriva all’intervallo senza particolari occasioni, eccezion fatta per i tiri da fuori di Mazzarani e Prcic. All’intervallo Bisoli toglie dal campo uno spaesato Drolè ed inserisce Fabinho sull’esterno sinistro, Della Rocca si sposta esterno destro. Al 53’ nuova inversione degli esterni Fabinho (dx)- Della Rocca (sn). Allo stesso minuto Bergodi è costretto a togliere l’infortunato Mazzarani ed inserire al suo posto Belingheri. Al 56’ Fabinho si rende pericoloso con un’azione personale sulla fascia destra ed arriva al tiro.

Al 58’ Bisoli effettua la seconda sostituzione, inserendo Ardemagni al posto di Bianchi. Dal 65’ circa il Perugia ha il predominio del campo: in questa fase la circolazione della palla è più fluida e la squadra in trasferta riesce a muovere da un lato all’altro per arrivare a liberare i terzini che si inseriscono. E’ una fase di sofferenza del Modena, spezzata però dal terzo gol di Granoche, arrivato subito dopo il terzo cambio di Bisoli, Molina per Della Rocca. (74’). Sul 3-0 Bergodi effettua il secondo cambio, Luppi per Stanco. Nonostante lo svantaggio pesante il Perugia continua a fare la partita ma senza creare occasioni gol. Ultimo cambio per Bergodi all’85’, esce Bentivoglio sostituito da Besea interno destro, Nardini si sposta interno sinistro.

Finisce 3-0 per il Modena, una vittoria nel complesso meritata.

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Sassuolo-Genoa 0-1

Per la 32° Giornata di Serie A si incontrano Sassuolo e Genoa.

Mister Di Francesco conferma il modulo 4-3-3

 Consigli

Vrsaljko  Cannavaro  Acerbi  Peluso

  Biondini   Magnanelli   Duncan

Berardi         Defrel         Sansone

Gasperini schiera il Genoa con il modulo 3-5-2

      Perin

   Marchese   Munoz   De Maio

Fiamozzi Rigoni Rincon Dzemaili Gabriel Silva

      Matavz          Suso

Entrambe le squadre privilegiano la costruzione del gioco dal basso. A centrocampo si delineano tre duelli individuali: nella metàcampo avversaria, il Sassuolo lavora sui tre centrocampisti del Genoa in contrapposizione uomo contro uomo, per cui è Magnanelli ad uscire dalla posizione di mediano basso per andare a prendere il mediano basso avversario Rincon. Nella propria metàcampo invece il comportamento dei tre centrocampisti è a protezione della zona, con scalate in funzione della palla.

Il Genoa in fase di non possesso palla lavora con una prima uscita della propria punta sul terzino avversario; sul giro palla, (ES. lato sinistro) sul terzino opposto fa un’uscita veloce l’interno di centrocampo, l’esterno si abbassa con l’attaccante esterno, il centrale difensivo di destra esce alto a metàcampo per prendere l’interno destro avversario. Nella fase di possesso palla, il Genoa ricerca nello sviluppo l’uscita sul lato debole avversario, sfruttando l’ampiezza data da esterno di centrocampo con interno che porta la superiorità numerica.

La partita è bella nonostante non ci siano tante occasioni da gol: al 29’ il Sassuolo sfiora il vantaggio con Sansone sul quale effettua una grande parata Perin. Da segnalare che questa azione nasce da una riconquista bassa da parte di Peluso, il quale non butta via la palla pur in situazione di pressione ma la gioca a Duncan che fa partire l’azione. Al 42’ il Genoa passa in vantaggio, Dzemaili appoggia in rete il tiro di Matavz ribattuto dal palo.

Nessuna modifica dei due allenatori all’intervallo. Il secondo tempo inizia con il Sassuolo che mantiene il possesso palla e dopo pochi minuti chiude gli avversari nella loro metàcampo costringendoli prevalentemente alla difesa del risultato. Solo in rare circostanze il Genoa riesce a ripartire. In questa fase si mette in luce soprattutto Duncan che è autore di numerosi inserimenti in zona centrale. Probabilmente per limitare questa situazione, Gasperini al 64’ inserisce un giocatore con caratteristiche più difensive, Ansaldi, per Rigoni. Al 71’ il mister del Genoa effettua il secondo cambio, Pavoletti per Matavz. Da alcuni minuti Suso ha abbassato la sua posizione andando a giocare nella zona del mediano basso Magnanelli, trasformando quindi il modulo rossoblu in 3-5-1-1.

Al 74’ Di Francesco sostituisce Berardi con Politano. Al 79’ il mister del Sassuolo passa al 4-2-4: esce Biondini, in mezzo Magnanelli (centro sinistra) e duncan (centro destra), Politano attaccante esterno destro, Sansone attaccante esterno sinistro, Defrel ed il neo entrato Falcinelli punte centrali. Un minuto dopo Gasperini decide l’ultimo cambio: entra Tachsidis che si posiziona mediano basso davanti la difesa, l’ottimo Rincon si sposta interno destro, Ansaldi si abbassa esterno destro e Fiamozzi si sistema nella posizione occupata da Marchese, centrale difensivo di destra.

Nonostante i continui attacchi il Sassuolo non riesce a trovare il gol, anche per l’ottima prova difensiva della squadra di Gasperini. Finisce 0-1.

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Carpi-Sassuolo 1-3

Derby Modenese al Braglia, 31° Giornata della Serie A, Carpi-Sassuolo.

Mister Castori decide di schierare il Carpi con il modulo 4-5-1

   Belec

Letizia   Romagnoli   Gagliolo   Poli

Di Gaudio Bianco Porcari Kofie Pasciuti

      Mancosu

*Porcari pare sia stato scelto in extremis a sostituire Lollo infortunatosi nel riscaldamento.

Eusebio Di Francesco schiera il Sassuolo con il consueto modulo 4-3-3

     Consigli

Vrsaljko   Acerbi   Peluso   Longhi

      Biondini Magnanelli Duncan

Berardi        Defrel        Sansone

I primi minuti vedono un approccio aggressivo del Carpi ma, al 4’ minuto, complice un errato posizionamento di Romagnoli, il Sassuolo passa in vantaggio con Sansone. Qui la partita cambia completamente, il Sassuolo mantiene costantemente il possesso palla, la squadra di Castori non riesce ad opporsi con la necessaria efficacia. La pressione dei biancorossi avviene spesso in ritardo ed il continuo movimento coordinato dei giocatori di Di Francesco fa si che il Sassuolo possa comandare la partita. In fase di non possesso palla, non esiste una marcatura specifica sul mediano basso Magnanelli, escono a turno Bianco, Porcari e Kofie.

Gli unici problemi per il Sassuolo nascono dalla coppia centrale difensiva improvvisata e non ben assortita per caratteristiche: sia Peluso che Acerbi sono infatti giocatori alti, dalle lunghe leve, e possono essere messi in difficoltà in situazione di rapida ripartenza, sia contro Mancosu che contro Di Gaudio. L’occasione più pericolosa per il Carpi capita sui piedi di Kofie che sfrutta un’uscita in ritardo di Acerbi ma calcia fuori.

Al minuto 25 il Carpi pareggia con Gagliolo che mette in rete di testa una punizione laterale. Il gol non cambia però la partita, ed al minuto 36, a seguito di un’aggressione altissima degli attaccanti, il Sassuolo torna in vantaggio con Defrel. Il primo tempo si chiude 1-2, risultato stretto per la squadra di Di Francesco.

All’intervallo Castori effettua un cambio di modulo, inserisce l’attaccante Lasagna al posto di Porcari e passa al 4-4-2, la coppia di centrocampo si risistema con Kofie centro-destra e Bianco centro-sinistra. Pur senza creare clamorose occasioni da gol, il Carpi dimostra di poter riaprire la partita: nel secondo tempo i biancorossi sono più efficaci nel pressing alto e la costruzione dal basso sistematica (dal 1’ al 90’!) del Sassuolo è messa in difficoltà. In particolare, al 52’, nonostante un momento di difficoltà nelle ultime giocate, Consigli non rinuncia servire palla a terra i suoi compagni.

Al 63’ Castori effettua il secondo cambio, toglie Di Gaudio, nonostante mostrasse brillantezza nelle situazioni di 1vs1, ed inserisce Verdi. Al 67’ Di Francesco ricompone la coppia difensiva titolare inserendo Cannavaro: esce Longhi, Peluso si allarga terzino sinistro. Al 73’ il gol che chiude la partita: corner per il Sassuolo, Acerbi colpisce di testa dentro l’area piccola sfruttando l’errato intervento di Romagnoli. Al 78’ Castori effettua il terzo cambio, esce Mancosu sostituito da De Guzman, attaccante più portato al raccordo col centrocampo. Secondo cambio di Di Francesco all’80’, Politano sostituisce Berardi; quattro minuti dopo esce Biondini, al suo posto Pellegrini.

Finisce 3-1 per il Sassuolo una partita che, se escludiamo una ventina di minuti del secondo tempo, è sembrata nettamente squilibrata: la squadra di Di Francesco conferma di essere una delle più belle della Serie A 2015/2016 per gioco espresso, il Carpi stasera non ha fatto vedere quelli che sono stati finora i suoi punti di forza, ovvero intensità ed aggressività.

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Vicenza-Cagliari 0-2

32esima Giornata di Serie B, Vicenza-Cagliari.

Mister Lerda debutta sulla panchina del Vicenza dopo l’esonero di Marino ed opta per il modulo 5-3-2.

         Benussi

Laverone  Adejo  Ligi  Sampirisi Pinato

                Vita   Moretti   Bellomo

                  Ebagua  Galano

Rastelli schiera il Cagliari con il consueto 4-3-1-2.

                       Storari

Pisacane  Salamon  Ceppitelli  Murru

         Tello  Fossati   Cinelli

                     Joao Pedro

           Farias                    Sau

La partita inizia con un miglior approccio del Vicenza che sceglie di aggredire il Cagliari per impedire la costruzione di gioco dal basso. Nella fase offensiva, i biancorossi ricercano la soluzione del cambio gioco sull’esterno opposto, grazie soprattutto alle capacità tecniche del mediano Moretti. Il Cagliari ricerca il gioco manovrato, teso a servire i tre giocatori offensivi: in alcuni casi forse eccessivamente invece di ricercare l’ampiezza coi terzini. Nella fase di non possesso il Cagliari sceglie di attendere coi due attaccanti fino a pochi metri avanti la metacampo, il trequartista Joao Pedro compie un lavoro importante di schermo sul mediano avversario Moretti.

Dopo il primo quarto d’ora, complice anche il caldo improvviso, il ritmo cala ed il Cagliari mantiene con più efficacia il possesso palla; il Vicenza chiude però gli spazi agli avversari e non concede così occasioni da rete. Sulla fascia destra, Pinato soffre in uno contro uno Farias ed è costretto a fermarlo fallosamente tanto che al 42’ viene espulso per doppia ammonizione.  Lerda provvede immediatamente ad un cambio, togliendo dal campo Galano per inserire Signori. Il Vicenza si risistema in un 4-4-1 con Sampirisi che si allarga terzino sinistro, a centrocampo Vita si allarga a destra, Moretti (centro dx) e Signori (centro-sn) in mezzo, Bellomo si allarga esterno sinistro ed Ebagua è l’unica punta.

All’intervallo Rastelli effettua un cambio inserendo un attaccante Melchiorri per Tello. Non cambia la disposizione in campo, Joao Pedro arretra interno sn, Cinelli si sposta interno dx, Farias arretra trequartista.

Nonostante l’inferiorità numerica il Vicenza si difende bene, il Cagliari mantiene il possesso ma non con la necessaria velocità tanto che l’occasione più pericolosa è un tiro da fuori area di Salomon. Al 60’ Rastelli sostituisce Joao Pedro con Munari nella stessa posizione.

Al 68’ il Cagliari va in vantaggio grazie ad una grande intuizione di Fossati, il quale, di prima, mette palla dietro le spalle della linea difensiva liberando così Melchiorri che dal fondo mette in mezzo per Cinelli che insacca. (71′)Lerda reagisce allo svantaggio inserendo una punta Raicevic per Bellomo passando così al 4-3-2 (Moretti mediano basso, Vita interno destro e Signori interno sinistro). Rastelli decide di contrastare la presenza di due attaccanti forti di testa con l’inserimento di un terzo centrale difensivo (81’) Krajnic al posto di Sau: il Cagliari si dispone quindi col 5-3-2, Salamon centrale difensivo, alla sua destra Ceppitelli e alla sua sinistra Krajnic. Contemporaneamente anche Lerda effettua l’ultimo cambio sostituendo Vita con il più offensivo Sbrissa. Il Vicenza ci prova generosamente ma, costretta a scoprirsi, concede più spazi e su un contropiede subisce il secondo gol di Melchiorri.

Finisce 0-2, risultato troppo severo per il Vicenza che ha contrastato bene la forte squadra avversaria nonostante 48 minuti di inferiorità numerica.

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Novara-Vicenza 4-0

Novara e Vicenza si affrontano per la 30°Giornata di Serie B
Mister Baroni dispone i suoi uomini con modulo 4-4-2
Da Costa
Faraoni Troest Dall’Orco Garofalo
Faragò Casarini Viola Corazza
Gonzalez Lanzafame
Marino schiera il Vicenza con modulo 5-2-3
Vigorito
Laverone Sampirisi Brighenti Ligi Pinato
Moretti Signori
Galano Ebagua Giacomelli
Il Novara ha un miglior approccio alla partita nel primo quarto d’ora, cercando giocate rapide per poi attaccare la profondità. Marino propone una difesa a cinque che consente la superiorità numerica difensiva. Dopo una buona occasione con Corazza, è però il Vicenza ad entrare in partita; sfruttando la superiorità difensiva, i biancorossi conquistano il possesso palla ed il Novara va in difficoltà. I padroni di casa cercano infatti un’aggressione alta ma mancano le distanze giuste e gli avversari riescono con un buon giro palla a mandarli a vuoto. Grazie al buon scaglionamento esterno-attaccante esterno, il Vicenza crea problemi nelle due zone di trequarti del Novara, tra terzino-mediano ed esterno. Dalla fascia sinistra nasce prima il cross di Pinato colpito da Ebagua che centra la traversa, poi il cross rasoterra di Giacomelli per Galano che mette fuori. Il primo tempo si chiude sullo 0-0.
All’intervallo Baroni decide un cambio, entra una prima punta di peso, Evacuo, esce Lanzafame, allo scopo di avere un’alternativa di gioco usata spesso dal Novara, il lancio lungo. Al 48’ episodio importante, Pinato viene ammonito per la seconda volta e deve uscire dal campo. Marino passa al modulo 4-4-1, Sampirisi si sposta terzino sinistro, Brighenti e Ligi sono i due centrali, Laverone terzino destro, Galano e Giacomelli si abbassano sulla linea dei centrocampisti. Il Novara alza i ritmi e trova subito il gol al 50’ con una grande giocata di Gonzalez che mette in porta Corazza per il vantaggio. Al 57’ Baroni decide la seconda sostituzione, Dickmann per l’ammonito Faraoni. Nonostante la superiorità numerica il Novara non riesce però a gestire il possesso palla ed il Vicenza rimane in partita, tanto da creare una pericolosissima palla gol da destra, cross di Ebagua per galano solo dentro l’area. (65’) Marino decide al 77’ il primo cambio: inserisce un’altra prima punta, Raicevic, togliendo Giacomelli. Vicenza che si risistema 4-3-2 Moretti mediano basso, Galano interno sn e Signori interno destro. L’intento è quello di rinunciare alla costruzione bassa e cercare il lancio lungo sulle due punte. Questa situazione si verifica dopo pochi minuti e, da una spizzicata di Raicevic, Ebagua si libera davanti al portiere ma mette fuori la clamorosa occasione del pareggio.
Secondo cambio di Marino all’82’, esce Moretti ed entra Bellomo interno dx, Signori scala mediano basso.
Un minuto dopo Baroni modifica il proprio schieramento per riportare parità numerica a centrocampo: 4-3-3 con Viola mediano basso, Faragò interno destro e Casarini interno sinistro, Gonzalez si allarga attaccante esterno destro, Evacuo unica punta e Corazza esterno sinistro. La mossa dà i suoi frutti poichè il Vicenza è sbilanciato e subisce prima il 2-0 all’86’ con Evacuo, poi in successione altri due gol di Faragò eViola. Al 91’ ultimo cambio di Baroni: esce Troest sostituito da Mantovani.
4-0 per il Novara, sicuramente un passivo troppo pesante per il Vicenza che ha giocato pressochè tutto il secondo tempo in inferiorità numerica e nonostante questo ha dato impressione di poter pareggiare la gara.

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Fiorentina-Napoli 1-1

A Firenze si gioca il posticipo della 27’ Giornata di Serie A, Fiorentina-Napoli

Paulo Sousa schiera la Fiorentina con modulo 4-2-3-1

      Tatarusanu

Roncaglia   G.Rodriguez   Astori   Alonso

             Badelj     Vecino

Tello      MatiFernandez       BorjaValero

                Kalinic

Sarri dispone il Napoli con il consueto 4-3-3

  Reina

Hysaj   Albiol   Koulibaly   Ghoulam

      Allan   Jorginho   Hamsik

Callejon      Higuain     Insigne

La partita è bellissima, si affrontano due squadre propositive, che tentano di costruire gioco in qualsiasi zona di campo e, in fase difensiva, operano un pressing ultra-offensivo.

Dopo 5 minuti la Fiorentina giustifica il proprio miglior approccio alla partita con il vantaggio: corner di Borja Valero, Marcos Alonso sorprende la difesa a zona del Napoli. Clamorosamente il Napoli pareggia dopo pochissimi secondi, grazie ad un errore dello stesso Alonso.

Le squadre si dividono quasi equamente il possesso palla, la Fiorentina nella fase di costruzione alza Tello Mati Fernandez Borja Valero e Alonso sulla difesa avversaria, da lì iniziano poi i movimenti di smarcamento. Sulla fascia destra del Napoli la posizione avanzata del terzino Alonso genera qualche problema a Hysaj e Callejon, anche perché Allan tende per caratteristiche ad alzarsi in pressing. La Fiorentina si rende pericolosa grazie alla ricerca dell’ampiezza e, sulla propria fascia destra, si rende pericolosa con Tello fortissimo in 1vs1.

La partita è giocata a ritmi altissimi ed i pochi errori in fase di costruzione diventano occasioni per la ripartenza della squadra in non possesso. Proprio su uno sbaglio in impostazione di Koulibaly nasce l’occasione clamorosa di Kalinic che colpisce la traversa. Qualche minuto dopo, seconda traversa colpita da Tello.

Il Napoli gioca il calcio di possesso che l’ha resa protagonista quest’anno, seppur con qualche lentezza di troppo:  le occasioni più pericolose nascono da rapida ricerca della profondità.

Il secondo tempo ricomincia senza variazioni da parte dei due allenatori; al 60’ il Napoli sfiora il gol prima con Callejon poi con Higuain. Al 66’ Sarri decide il primo cambio, entra David Lopes a sostituire Allan. Tre minuti dopo anche Sousa effettua la prima sostituzione, Bernardeschi va a posizionarsi nel ruolo di Mati Fernandez  che poco prima aveva sfiorato il gol con un bel tiro da fuori.

Al 77’ Sarri sostituisce Callejon, che si è sacrificato tantissimo nella fase difensiva, con Mertens. Dopo qualche minuto Mertens si invertirà di fascia con Insigne; proprio dalla nuova posizione Insigne avrà l’ultima palla gol, servita da Gabbiadini, entrato al 90’ al posto di Higuain. Anche Sousa effettua un cambio al 90’, esce Badelj sostituito da Ilicic.

Finisce 1-1 una partita bellissima: la Fiorentina ha dimostrato una miglior gestione dell’attacco a difesa schierata, il Napoli probabilmente non è nel miglior momento della stagione e più volte è mancata un po’ di lucidità. Le occasioni da gol si equivalgono, pareggio giusto.

sousa sarri

Reggiana-FeralpiSalò 3-0

Reggiana e Feralpi Salò si affrontano per la 24’Giornata del campionato di LegaPRO

Colombo schiera la Reggiana col modulo 3-5-2

 Perilli

    Spanò   Parola   Sabotic

Mogos Bruccini Pazienza Maltese Siega

        Arma   Letizia

Diana dispone la Feralpisalò con modulo 4-3-3

Caglioni

Tantardini Leonarduzzi Ranellucci Allievi

   Fabris  Settembrini   Maracchi

Bracaletti     Romero       Cesaretti

La Feralpisalò mantiene il possesso palla mentre la Reggiana adotta una tattica attendista, baricentro della squadra basso, difesa a 5 giocatori, la prima uscita sugli esterni è ad opera degli interni di centrocampo. Dei tre centrocampisti della squadra di Diana, Settembrini e Maracchi rimangono in appoggio mentre Fabris si alza sistematicamente in avanti.  Nei primi 15 minuti i granata sono precipitosi nella costruzione e commettono numerosi errori. In fase di non possesso, la Feralpi lascia la costruzione ai tre difensori centrali avversari, al punta Romero si occupa di chiudere la giocata sul mediano basso, i due attaccanti esterni chiudono la giocata centrale-esterno.

La partita si decide dal 14’ al 23’ quando la Reggiana segna tre gol: dapprima sugli sviluppi di un corner con Arma, poi su azione successiva sempre ad un corner, infine con una bella combinazione sulla fascia sinistra Maltese-Siega (i due migliori in campo).

La situazione da cui nasce il secondo gol si ripeterà più volte nell’arco dell’incontro: spesso Maltese e Bruccini recuperano palla, senza pressione, sull’esterno, dove gli attaccanti esterni della Feralpi saranno lenti nel riposizionamento, e rimettono da lì palla in area con forti cross.

Sul 3-0, la Reggiana sfrutta la superiorità numerica dei tre difensori centrali, gli attaccanti avversari non modificano il loro comportamento.

All’intervallo Diana effettua il primo cambio sostituendo Maracchi con Quadri che va a sistemarsi mediano basso con Settembrini che si sposta interno sinistro. Al 52’ Tortori sostituisce Cesaretti. La Reggiana riesce a chiudere ogni spazio agli avversari per cui Diana decide con il terzo cambio di cambiare modulo passando al 4-2-4 (65’): esce l’attaccante esterno Bracaletti,  Fabris passa attaccante esterno destro, Tortori va a giocare centrale di fianco a Romero, il neo-entrato Bertolucci si posiziona attaccante esterno sinistro. Quadri e Settembrini sono i due centrocampisti centrali. Anche questa scelta non dà i suoi frutti, anzi è la Reggiana che si rende maggiormente pericolosa in un paio di occasioni.

Al 72’ Colombo effettua il primo cambio sostituendo Letizia con Nolè. Secondo cambio all’84’ con Danza che sostituisce Pazienza. Nel finale, (91’), Mecca sostituisce Maltese.

Finisce 3-0 una partita sostanzialmente decisa in nove minuti e che la FeralpiSalo, nonostante un buon inizio di gara, non è mai riuscita a riaprire.

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