Archivi categoria: Le mosse dei mister

Roma-Real Madrid 0-2

17 febbraio 2016, Ottavi di Finale Champions League, Roma-Real Madrid
Spalletti schiera la Roma con il modulo 4-3-3
Szczesny
Florenzi Manolas Rudiger Digne
Pjanic Vainqueur Nainggolan
Salah Perotti El Sharawy
Zidane debutta in Champions League e dispone il Real Madrid con modulo 4-3-3
Navas
Carvajal Varane Ramos Marcelo
Modric Kroos Isco
JamesRodriguez Benzema CristianoRonaldo
Schieramenti speculari ma interpretazione molto differente da parte delle due squadre. Nella Roma l’attaccante centrale, Perotti, si muove in realtà a tutto campo e nella fase di non possesso si preoccupa di chiudere la giocata sul mediano basso avversario, Kroos. La linea di pressione giallorossa è alta, e funziona in maniera molto efficace creando anche alcune possibilità per ripartire. I terzini, preoccupati di togliere profondità ai diretti avversari, hanno minore spinta offensiva rispetto agli avversari. Gli attaccanti esterni alternano le corse in profondità a tagli dentro il campo: in particolare, Perotti ed El Sharawy si scambiano più volte la posizione.
Il Real Madrid mantiene maggiormente la palla: è un possesso attento, non velocissimo ma molto preciso, il cui sbocco più interessante è sulla fascia sinistra, dove Marcelo gioca altissimo e nelle combinazioni con Ronaldo riesce a liberarsi. Impressionante è come in una squadra di grandi talenti i principi del gioco siano rispettati: colpisce il perfetto scaglionamento dei giocatori in campo che permette di mantenere il possesso nonostante la grande organizzazione del pressing avversario. Inoltre l’imprevedibilità è una costante dei madrileni, che fanno continuo uso di finte, movimenti ad inganno e contromovimenti.
Nonostante la differenza tecnica evidente, il primo tempo è molto equilibrato e le occasioni da gol si equivalgono. Solo nella fase che va dal 25’ al 30’ la Roma va in sofferenza e non riesce più a ripartire.

Dopo l’intervallo la partita riparte con lo stesso tema poi, al minuto 57, Cristiano Ronaldo prende il tempo a Florenzi sulla corsia sinistra, rientra rapidamente sul destro ed incrocia sul palo opposto per il vantaggio del Real.
Al 63’ entrambi i mister effettuano il primo cambio: Zidane sostituisce Isco (buona gara) con Kovacic mantenendo invariata la disposizione tattica, Spalletti invece toglie dal campo El Sharawy per inserire una prima punta di peso, Dzeko, passando al modulo 4-2-3-1 con Pjanic e Vainqueur centrocampisti centrali, Naingolan avanzato dietro Dzeko, Salah a destra e Perotti a sinistra.
Da qui in avanti le due squadre si allungano in campo e ne consegue una serie di numerose occasioni da gol per entrambe. Al 77’ Spalletti modifica nuovamente lo schieramento tornando al 4-3-3: esce Vainqueur, importante per il lavoro difensivo davanti la coppia centrale, entra De Rossi che va a giocare centrale difensivo di destra, Rudiger si allarga terzino destro, Nainggolan arretra a vertice basso del centrocampo, Florenzi avanza ad interno destro con Pjanic interno sinistro. L’avanzamento di Florenzi dà subito buon esito, tanto che il capitano romanista in un inserimento centrale viene atterrato in area, sospetto rigore.
Secondo cambio di Zidane all’81’, entra Jese per james Rodriguez, ed è proprio il neo entrato che cinque minuti dopo chiude la partita: ricevuta palla dietro la metàcampo lo spagnolo parte in progressione di 40 metri, erronemamente accompagnata da Digne, e chiude con un diagonale sul palo opposto. (0-2)
Spalletti effettua ora il terzo cambio già preparato: Totti per Florenzi. Zidane due minuti dopo sostituisce il grande Cristiano Ronaldo con Casemiro che va a prendere la posizione di interno sinistro mentre Kovacic si allarga a sinistra.
Finisce così 0-2 per il Real, buonissima prova della Roma con un po’ di rammarico perché sotto porta Dzeko e Salah non hanno sfruttato a dovere delle favorevoli situazioni.

Spalletti-Zidane

Cesena-Perugia 2-1

26°Giornata del campionato di Serie B, Cesena-Perugia; calorosa accoglienza per l’ex allenatore del Cesena Pierpaolo Bisoli, ora alla guida del Perugia, autore di tre promozioni alla guida dei bianconeri.

bentornato mister

Massimo Drago schiera il Cesena con il modulo 4-3-3
Gomis
Perico Lucchini Magnusson Renzetti
Kessie Sensi Cascione
Ciano Djuric Ragusa
Pierpaolo Bisoli dispone i suoi con modulo 3-5-2
Rosati
Belmonte Volta Rossi
Del Prete Rizzo Prcic Zebli Spinazzola
Aguirre Ardemagni
In fase di non possesso palla, il Cesena si dispone con un 4-2-3-1 con uscita alta di Sensi sul playmaker avversario Prcic. Nei primi 20 minuti miglior approccio alla partita del Perugia che mantiene un miglior possesso palla, più veloce e preciso rispetto agli avversari. Nella seconda parte del primo tempo il Cesena si rende più pericoloso, soprattutto sulla corsia di sinistra, nella zona di campo tra Belmonte e Del prete . Le occasioni più pericolose sono però da tiri da fuori di Sensi e Ciano su punizione. La partita si mantiene comunque molto equilibrata.
Al 41’ viene espulso per doppia ammonizione il mediano basso del Perugia Prcic: Bisoli decide di non modificare la disposizione tattica, chiedendo solo ai due attaccanti Aguirre ed Ardemagni di attendere dentro la propria metà campo e le uscite dei centrocampisti.
All’intervallo Bisoli conferma la propria scelta ed il Perugia incomincia bene anche il secondo tempo andando in vantaggio al 54’: cross di sinistro da destra di Del Prete, giocata cercata più volte dall’esterno, colpo di testa vincente di Ardemagni. Subito dopo essere passato in vantaggio, Bisoli sostituisce Zebli con Della Rocca, nessuna modifica allo schieramento.
Al 58’ Drago effettua un doppio cambio e modifica il proprio modulo passando al 4-2-3-1. Escono Perico e Ragusa, Kessie si sposta terzino destro, Sensi e Cascione sono i due centrocampisti centrali sempre in appoggio al portatore palla, Ciano resta attaccante esterno destro, Falco trequartista centrale e Garritano a sinistra dietro la punta centrale Djuric.
In questa fase della partita il Cesena deve costruire gioco contro una squadra che si difende bene: lo spazio più interessante per i bianconeri è la trequarti dove possono andare a prendere palla tutti e tre i trequartisti bianconeri. Per coprire meglio questa zona, Bisoli effettua un secondo cambio, inserendo Molina per Aguirre: il Perugia si dispone 3-5-1 con Della Rocca mediano centrale, Molina interno destro e Rizzo (grande prestazione dal punto di vista dell’intensità) interno sinistro.
Dopo aver sfiorato il gol, il Cesena trova il pareggio al 78’ con Falco. All’81’ Bisoli effettua il terzo cambio, sostituendo uno stanco Del prete con Milos, che si rende subito efficace con alcune progressioni sulla fascia destra. Due minuti dopo Drago sostituisce Sensi con Kone.
All’89’ la rete decisiva del Cesena, grande progressione palla al piede di Renzetti sul lato sinistro, cross sul secondo palo e Ciano segna di testa.
Finisce 2-1 una partita nella quale il Perugia ha disputato un’ottima prestazione ma, nel computo globale delle occasioni da gol, il Cesena ha meritato i tre punti.

bisoli drago

Virtus Castelfranco-Bellaria 1-1

26° Giornata del campionato di Serie D , Girone D, Castelfranco-Bellaria
Chezzi, mister del Castelfranco, dispone i suoi con un 4-2-3-1
Gibertini
Sacenti A.Vinci Benedetti Laruccia
Lauricella Cortese
Oubakent Spadafora G.Vinci
Rolfini
Cioffi schiera invece il Bellaria con modulo 4-3-3
Calderoni
Saitta Brandi Petrarca Raimondo
Merito Santoni Diop
Indelicato Zogu Suriano
Partita condizionata da un fortissimo vento e da un terreno di gioco in cattive condizioni. Entrambe le squadre ricercano giocate in verticale, il Castelfranco si rende pericoloso subito con palloni in profondità alle spalle della coppia difensiva centrale, in particolare Rolfini si va ad inserire tra terzino dx e centrale di dx Brandi, mettendolo in difficoltà. Entrambe le squadre non creano particolari occasioni, se non su palle inattive: proprio da una punizione da destra nasce il vantaggio del Castelfranco al 20’.
Il Castelfranco pare avere il controllo dell’incontro anche in virtù di una superiorità tecnica, in particolare dei due centrocampisti centrali Lauricella e Cortese. Al minuto 29 episodio determinante che cambia la partita, fallo al limite dell’area di Zogu su A.Vinci ma l’arbitro inverte la decisione fischiando rigore ed espulsione. Gibertini para il tiro di Suriano, il giocatore più talentuoso del Bellaria, ma il Castelfranco è in dieci e si abbassa a difendere il vantaggio, puntando sulle ripartenze. Gli uomini di Chezzi si sistemano con modulo 4-4-1, Benedetti si sposta sul centro dx, Laruccia passa centrale centro sn, G.Vinci arretra a terzino sinistro e Spadafora si allarga ad esterno sn di centrocampo. Il primo tempo si chiude comunque sull’1-0.
All’intervallo Cioffi sostituisce Raimondo con D’Angelo nella stessa posizione di terzino sinistro. Dopo due minuti del secondo tempo, un clamoroso errore del terzino sinistro G.Vinci permette ad indelicato di pareggiare. Al 49’ Chezzi effettua il primo cambio, probabilmente per rafforzare la difesa, facendo entrare il centrale dif Biagini per Spadafora, con Laruccia e G.Vinci che tornano nelle posizioni di inizio partita.
Al 60’ secondo cambio del Castelfranco, Martina entra al posto di G.Vinci. Il cambio ha un esito importante perché il neo entrato si rende pericoloso sul lato sinistro con iniziative personali.
Al 62’ si ristabilisce la parità numerica, Brandi centrale difensivo del Bellaria è espulso per doppia ammonizione. Da qui in avanti sarà la squadra di casa a dominare la partita, schiacciando gli avversari nella propria metà campo. Cioffi effettua subito un cambio togliendo dal campo Indelicato ed inserendo nel ruolo di terzino destro Bustamante; il modulo è 4-4-1 con Suriano che si sposta sul lato destro, Merito si allarga a sinistra e la coppia centrale di centrocampo è composta da Santoni e Diop.
Il Bellaria abbassa ancora di più il proprio baricentro mentre il Castelfranco prova con un discreto possesso di palla a trovare superiorità numerica. L’occasione più importante avviene ancora da palla ferma. Cioffi decide poi al 79’ di fare un terzo cambio togliendo la punta Zogu (autore di una buona partita) per Facondini che si va a sistemare esterno dx a centrocampo mentre Merito si sposta a sinistra e Suriano fa la punta centrale provando a rendersi pericoloso nelle rare situazioni di contropiede.
Finisce 1-1 resta l’impressione che il Castelfranco sia stato fortemente penalizzato da alcuni episodi arbitrali.

bellaria-igea-marina-virtus-castelfranco-6888879.png

Bologna-Fiorentina 1-1

24. Giornata di campionato, al Dall’Ara si affrontano Bologna e Fiorentina.
Mister Donadoni conferma il modulo 4-3-3
Da Costa
Mbaye Gastaldello Maietta Masina
Donsah Diawara Taider
Mounier Destro Giaccherini
Paulo Sousa (squalificato) schiera invece la Fiorentina con un inedito 4-4-2
Tatarusanu
Roncaglia G.Rodriguez Astori Pasqual
Bernardeschi B.Valero Vecino Tello
M.Fernandez Babacar
Per mettere in difficoltà il possesso palla viola, caratteristica principale della Fiorentina, il Bologna parte con un pressing ultra-offensivo nei primi dieci minuti. Superata questa fase, senza aver avuto importanti occasioni da gol, i rossoblu si abbassano e decidono di attendere gli avversari.
La Fiorentina mantiene il possesso non forzando quasi mai le giocate; l’impressione è che la strategia sia quella di attendere che il Bologna si scopra, viste le caratteristiche dei giocatori d’attacco, più portati al gioco in campo aperto. Infatti la prima occasione pericolosa dei viola, a metà primo tempo, nasce sulla fascia destra dove Tello, velocissimo, prende il tempo a Mbaye e si invola verso la porta, parata di da Costa. Subito dopo c’è una seconda grossa occasione per Babacar, nata da una bella azione corale della Fiorentina, sviluppata sulla destra.
In numerose occasioni Mati Fernandez e Bernardeschi si scambiano la posizione.
In fase di non possesso, la Fiorentina attua un pressing ben organizzato, che coinvolge tutti i giocatori; il lavoro alternato delle due punte toglie spazio al playmaker rossoblu Diawara.
All’intervallo Sousa effettua una sostituzione, entra Kalinic per Babacar.
Al 56’ episodio importante, viene espulso per doppia ammonizione Mati Fernandez. La Fiorentina rimane in campo senza variazioni, modulo 4-4-1.
Nonostante l’inferiorità, al 59’ arriva il gol dello 0-1, azione lineare con Borja Valero che gioca palla verticale per Kalinic che controlla di petto ed allarga sulla destra per Tello, palla in mezzo per Bernardeschi che segna.
Al 63’ arriva l’immediato pareggio rossoblu, l’azione è simile, con Fiorentina schierata a difesa dell’area Giaccherini da sinistra decide di allargare sul lato opposto, Mbaye gioca sulla sovrapposizione di Donsah che va sul fondo e gira all’indietro per lo stesso Giaccherini che ha seguito l’azione, 1-1.
Due minuti dopo Donadoni effettua il secondo cambio, entra Floccari per Mounier; un minuto dopo si decide l’inversione degli esterni d’attacco, Floccari a sinistra e Giaccherini a destra.(Durerà per 10 minuti, poi torneranno ad invertirsi)
In questa fase il copione è chiaro, la Fiorentina in inferiorità numerica si difende ed il Bologna fa la partita, cercando di girare velocemente palla da un lato all’altro. In questa fase i terzini del bologna sono più liberi di alzarsi e Diawara soprattutto gode di maggiore libertà per impostare l’azione. (sup. centrale). I viola faticano a ripartire nonostante davanti dispongano di Kalinic molto bravo nel tenere palla. Soprattutto Bernardeschi pare accusare la stanchezza ma Sousa all’81’ decide di sostituire Tello con Zarate e disporre la Fiorentina con un 4-3-2, Borja Valero vertice basso, Bernardeschi interno sn, Vecino interno dx probabilmente più adatto per caratteristiche fisiche ad andare a chiudere sulle avanzate del terzino sn Masina. Il cambio crea qualche problema alla fase difensiva del Bologna, per la posizione di Zarate, abile a ricevere palla tra le due linee.
All’82’ ultimo cambio di Donadoni, sostituzione di Taider con un centrocampista più tecnico, Brienza. Per alcuni minuti il Bologna pare disporsi con un 4-2-3-1 con Brienza avanzato rispetto a Donsah e Diawara.
Il Bologna crea un paio di occasioni senza trovare il gol. Al 90’ esce lo stremato Bernardeschi ed entra Tomovic che si va a posizionare nell’inedita posizione di interno dx di centrocampo.
Finisce 1-1, un pareggio giusto ma rimane il rammarico del Bologna di non aver sfruttato meglio i 35 minuti di superiorità numerica.

Donadoni-Sousa-600x300

Carpi-Palermo 1-1

Allo Stadio Braglia si gioca la terza giornata di ritorno.
Castori conferma il modulo tipo del Carpi 4-4-1-1
Belec
Zaccardo Romagnoli Poli Gagliolo
Letizia Bianco Cofie Di Gaudio
Lollo
Mbakogu
Tedesco, al debutto da allenatore del Palermo, propone modulo 4-3-3 per il Palermo
Sorrentino
Struna Goldaniga Gonzalez Lazaar
Hiljemark Jajalo Chochev
Vazquez Gilardino  Quaison
Il Carpi ha un approccio alla gara nettamente migliore rispetto agli avversari e si rende pericoloso su un paio di situazioni nate da palla recuperata. Il Palermo alterna alla costruzione bassa del gioco anche la soluzione del lancio lungo, senza però creare particolari problemi.
C’è però una situazione tattica che crea problemi al Carpi, Vazquez va infatti a giocare sotto Gilardino e si apre uno spazio a destra che viene ben attaccato da Hiljemark. Da questa posizione nasce l’azione del gol del vantaggio del Palermo (24’). Il Carpi paga il contraccolpo del gol subito, anche perché questa partita riveste per i biancorossi un’importanza fondamentale per il prosieguo del campionato. Fino a fine primo tempo il Palermo controlla la partita.
All’intervallo Castori effettua un cambio, inserendo un altro attaccante, Lasagna, che va ad affiancare Mbakogu davanti, esce il centrocampista Cofie, sul centro destra della linea di centrocampo arretra Lollo, Bianco si sposta sul centro-sn. Inoltre, come già successo per alcuni minuti del primo tempo, Gagliolo e Poli invertono le loro posizioni.
Al 56’ Tedesco sostituisce Quaison con Chochev. Al 60’ Castori, evidentemente non contento della prova di Mbakogu, sostituisce questo con Mancosu. Nonostante la ricerca di una maggiore offensività, il Carpi non crea pericoli agli avversari: importante la posizione di Jajalo mediano basso davanti la difesa che costituisce, un vero e proprio schermo davanti ai due difensori centrali.
Nonostante Gilardino dimostri di essere in condizione e risultare fondamentale nel far salire la squadra, mister Tedesco decide di toglierlo dal campo al minuto 67: entra Cristante, il Palermo si dispone con un 4-4-1-1 con Trajkovski punta centrale e Vazquez dietro di lui, coppia centrale di centrocampo Cristante centro-dx e Jajalo centro-sn, Hiljenmark si allarga a destra e Chochev esterno sinistro.
Castori effettua subito un ultimo cambio, sostituisce Poli con Crimi che va a posizionarsi sull’esterno destro, e, non avendo caratteristiche di corsa,tende quindi ad accentrarsi. Dopo un minuto arriva l’azione del rigore per il Carpi. Segna Mancosu ed è 1-1. Da qui, negli ultimi venti minuti, inizia un’altra partita con entrambe le squadre che giocano il tutto per tutto e ci sono situazioni da gol continue. In particolare il Palermo ha due clamorose occasioni da gol, sfruttando anche la mancata copertura di Zaccardo sulla sua fascia. Anche il Carpi allo scadere potrebbe vincere con Di Gaudio.
Finisce 1-1, risultato nel complesso giusto ma il Palermo sembrava potesse controllare agevolmente la partita dopo essere passata in vantaggio.

castori tedesco

Reggiana-Lumezzane 2-0

25/01/2016 Reggiana-Lumezzane Posticipo della 19.Giornata di LegaPro, Girone A
Mister Colombo schiera la Reggiana con modulo 3-5-2
Perilli
Spanò Sabotic Frascatore
Mogos Bartolomei Parola Maltese Mignanelli
Siega Arma
Mister Nicolato schiera il Lumezzane con modulo 4-1-4-1
Furlan
Rapisarda Belotti Baldan Pippa
Baldassin
Mancosu Genevier Varas Valotti
Cruz
La partita inizia con un copione molto chiaro: il Lumezzane attende dentro la propria metàcampo, la Reggiana mantiene senza soluzione di continuità il possesso palla. E’ un possesso però molto lento, spesso per linee orizzontali, perciò non si generano occasioni da gol. Al 20’ è il Lumezzane che sfiora il gol su azione di contropiede, Cruz centra la traversa.
Negli ultimi 15 minuti la Reggiana si rende molto più pericolosa, riuscendo ad arrivare tra le linee degli avversari. Numerose occasioni, un palo colpito da Siega e, al 45’ il gol del vantaggio Reggiana con Siega (migliore in campo).
All’intervallo mister Nicolato effettua un cambio, sotituendo Mancosu con Terracino. Il Lumezzane si ripresenta in campo con atteggiamento più offensivo, i due esterni sono alti a formare un 4-3-3.
Sugli esterni il Lumezzane si rende pericoloso, a destra c’è un 1vs1 svantaggioso per la Reggiana, dove Frascatore è opposto al veloce Terracino. Inoltre la posizione di Varas è intermedia tra centrocampo e attacco, andando spesso a giocare dietro la punta centrale Cruz. Anche l’altro interno Genevier gioca spesso alto, creando però una zona utile per l’avversario Maltese.
Al 58’ secondo cambio Lumezzane, esce Genevier, entra Mantovani, Lumezzane che si dispone quindi 4-2-3-1.
Per rispondere alla difficoltà sul lato destro, nella Reggiana Mignanelli limita le sue avanzate e tiene la posizione, così da evitare l’uscita esterna di Frascatore.
Al 65’ il Lumezzane torna allo schieramento 4-3-3, Mantovani è il mediano basso davanti la difesa, Baldassin (migliore in campo Lumezzane) e Varas interni di centrocampo.
La Reggiana copre meglio in campo: Bartolomei colpisce il palo dopo bella azione con scambio al volo Siega, arma ed inserimento sul lato debole del centrocampista. Al 72’ su corner, Spanò segna di testa il 2-0.
Il Lumezzane nonostante il doppio svantaggio continua a spingere ed ha una clamorosa occasione fallita da Valotti. 80’ primo cambio di Colombo, entra Rampi al posto dell’esterno Mogos.
Al 90’ terzo cambio di Nicolato, Russu deve sostituire per infortunio Terracino. Anche Colombo effettua una sostituzione, esce Siega tra gli applausi ed entra Silenzi.
Finisce 2-0, vittoria meritata della Reggiana ma buona prova degli avversari.

reggiana-lumezzane

Novara-Crotone 0-1

Big match della 23. Giornata di serie B, Novara-Crotone
Baroni, forse per contrastare la doppia coppia di esterni avversari, schiera il Novara col modulo 4-4-2 rispetto al solito 4-2-3-1, scegliendo due esterni di centrocampo che possano garantire maggiore copertura.
Da Costa
Dickmann Troest Poli Garofalo
Faragò Buzzegoli Viola Corazza
Gonzalez Galabinov
Juric conferma la stessa formazione (4-3-3) del Crotone che ha battuto il Cagliari nell’ultima partita
Cordaz
Yao Claiton Ferrari
Balasa Capezzi Barberis Martella
Ricci     Budimir          Stoian
Il Novara attende nella propria metàcampo con le due linee di difesa e centrocampo, lasciando al Crotone il possesso palla e ricercando in modo quasi sistematico il lancio lungo sulla punta, in alcuni casi alzando tanto i due esterni di centrocampo a formare un 4-2-4.
Rispetto alle abitudini, nei rossoblu i due attaccanti esterni partono larghissimi (mentre Ricci solitamente va a giocare spesso sotto la prima punta).
Partita sostanzialmente equilibrata, le occasioni più pericolose sono due tiri da fuori di Galabinov e Barberis.
Al 34’ si sblocca la partita, da corner del Crotone la palla arriva al limite area sui piedi di Ricci che controlla e tira (0-1). I giocatori del Novara, schierati a zona dentro area piccola, hanno colpe per l’uscita in netto ritardo sul tiratore. Questa situazione si ripete poco dopo, ma Ricci non concretizza. Negli ultimi dieci minuti il Crotone potrebbe raddoppiare e pare avere la partita in pugno, ma nel secondo tempo la situazione cambia completamente.
All’intervallo Juric decide di togliere dal campo l’ammonito Capezzi sostituendolo con Balzano che però non approccia bene la partita, sbagliando le prime giocate.
Baroni al 51’ inserisce una seconda punta centrale di peso, Evacuo, sostituendo l’esterno sinistro Corazza e spostando al suo posto Gonzalez. Si accentua la ricerca del lancio lungo ma il Novara riesce anche ad essere più aggressivo e comincia a costruire una serie di palle gol sventate dal bravo portiere Cordaz.
Il Crotone non riesce a ripartire e Juric al 61′ decide di inserire sulla fascia destra Di Giorgio togliendo Stoian, cambio che produce qualche pericolo alla squadra avversaria. E’ comunque il Novara a dominare la partita, creando un vero assedio all’area rossoblu. Al 69’ Baroni toglie l’ammonito Buzzegoli ed inserisce Lanzafame esterno alto a destra con Faragò che passa centrocampista centrale. Al 73’ Juric decide di inserire un centrale difensivo più forte di testa, Cremonesi, per Yao, per poter contrastare le due punte fisiche avversarie. Ultima sostituzione di Baroni all’81’ con passaggio al modulo 4-3-1-2: esce Gonzalez, entra Adojan mezzala sinistra con Viola mediano basso e Faragò mezzala destra, Lanzafame trequartista dietro le punte. Il Novara paga un po’ la stanchezza del secondo tempo giocato ad alto ritmo, ma riesce comunque a creare alcune occasioni da gol su corner, anche se rischia grosso su un contropiede con Martella che centra la traversa.
Finisce la partita 0-1, ma il Novara avrebbe certamente meritato il pari per il maggior numero di occasioni create rispetto agli avversari.

novara-crotone

Sassuolo-Torino 1-1

Al Mapei Stadium si gioca l’ultima partita del Girone d’Andata di Serie A, Sassuolo-Torino.
Entrambi gli allenatori propongono il modulo tipo della propria squadra.
Di Francesco schiera il Sassuolo col 4-3-3
Consigli
Vrsaljko Cannavaro Acerbi Peluso
Biondini Magnanelli Duncan
Berardi         Defrel             Sansone
Ventura schiera il Torino col 3-5-2
Ichazo
Maksimovic Glik Moretti
Zappacosta Acquah Gazzi Benassi Gaston Silva
Immobile Belotti
Di Francesco decide di mantenere alte le proprie tre punte, che vanno a disturbare l’inizio azione avversario in un 3 contro 3 centrale. Questo costringe la squadra di Ventura a rinunciare alla costruzione dal basso. Le tre punte in fase difensiva non rientrano, probabilmente perché Di Francesco li vuole sfruttare in ripartenza alta, nonostante ciò il Sassuolo riesce a mantenere una situazione di superiorità numerica difensiva poiché Gazzi, mediano basso del Torino, gioca bloccato davanti la difesa.

La partita inizia col Sassuolo che mantiene maggiormente il possesso palla, inizialmente creando qualche pericolo sul proprio lato destro, dove Gaston Silva in un paio di occasioni va a chiudere centralmente sulla mezzala e lascia perciò libero l’esterno. (uscita di Benassi sul terzino destro)

Sistemata questa situazione, è poi il Torino ad essere più pericoloso, cercando la ripartenza con lancio lungo verticale sulle due punte che, come abitudine di Ventura, giocano vicinissime tra di loro.
Inoltre il Torino ha 1 vs 1 favorevole sul proprio lato destro, con Zappacosta.

Il possesso del Sassuolo è più lento del solito, qualche tocco di troppo sia da parte dei centrocampisti che dei difensori ; inoltre la disposizione avversaria tende a chiudere lo spazio trequarti centrale. Gli unici pericoli nascono perciò da palle inattive (corner e punizioni).
Il Torino va avanti al 22’ con Belotti ed ha anche due grosse occasioni per raddoppiare. Arriva invece il pareggio del Sassuolo al 40’ con Acerbi sugli sviluppi di un calcio di punizione.

Nell’intervallo i due tecnici non fanno alcuna modifica: il Sassuolo fa un migliore possesso palla rispetto al primo tempo limitando così le ripartenze avversarie. In particolare, si rende pericoloso Duncan che in un paio di occasioni va a sfruttare lo spazio che si crea dietro la mezzala destra Acquah. Da questa situazione nasce un’occasione pericolosa, Duncan va sul fondo e serve all’indietro Defrel che però calcia centrale sul portiere. Sull’azione successiva Toro pericoloso con un’azione simile, Immobile va sul fondo e gira dentro per Belotti, gol sfiorato.

La partita si mantiene in equilibrio: Al 74’ la prima mossa è di Di Francesco che sostituisce Berardi (crampi) con Falcinelli che va a fare la punta centrale e Defrel si allarga a destra (forse più adatto per caratteristiche).
In questa fase il Sassuolo è più pericoloso! All’80’ tre cambi contemporanei:
Di Francesco inserisce un centrocampista più tecnico Laribi per il più difensivo Biondini.
Ventura fa due cambi: esce Benassi, ammonito, sostituito da Baselli. Inserisce anche un centrale difensivo, Bovo, che entra al posto dell’esterno Zappacosta, nella cui posizione si sposta Maksimovic.
All’83’ grande occasione per il Sassuolo, cross da destra di Vrsaljko e colpo di testa di Sansone fuori.
All’88’ ultimo cambio di Di Francesco, entra l’attaccante esterno Politano per Defrel.
Finisce così, 1-1.

EUROPA LEAGUE Torino vs Brommapojkarna

Carpi-Udinese 2-1

Menomale che il calcio ci regala ancora storie bellissime.

Fabrizio Castori, 61 anni, 9 promozioni conquistate sul campo e debuttante in serie A, esonerato frettolosamente dopo sole 6 partite e richiamato in tutta fretta un mese dopo, si ritrova col neopromosso Carpi ancora in corsa per la salvezza al termine del girone d’andata.

Lorenzo Pasciuti, centrocampista del Carpi, scrive una pagina leggendaria nella storia del calcio, diventando il primo calciatore a segnare con la stessa squadra in 5 categorie diverse, dalla D alla A.

La partita:

Castori schiera il CARPI  4 4 1 1 confermando la stessa impostazione dello scorso anno in serie B

Belec

Zaccardo  Romagnoli  Gagliolo  Letizia

Pasciuti            Cofie    Bianco     Di gaudio

Lollo

Mbakogu

Colantuono dispone l’UDINESE  con 3 5 2

Karnezis

Piris   Danilo   Felipe

Widmer                   Lodi                Ali Adnan

Badu             B. fernandes

Perica      Therau

Mentre l’Udinese propone un palleggio lento e con numerose imprecisioni, il Carpi gioca un grande primo tempo per intensità ed applicazione, sfruttando gli errori avversari e chiudendo in vantaggio 1-0 dopo aver sfiorato più volte il secondo gol.

Gli uomini di Castori cercano soprattutto la superiorità sugli esterni, sovrapposizioni sulla fascia destra che mandano al cross Zaccardo, bravura nel 1 vs 1 di Di Gaudio sulla sinistra.

Come successo in parte anche nel primo tempo, la ripresa vede il Carpi schiacciarsi molto negli ultimi 25 metri con le due linee di difesa e centrocampo strette tra di loro.

Prima mossa di Castori al 50’: sostituzione di un centrocampista centrale, Bianco, arretramento di Lollo di fianco a Cofie ed inserimento di un’altra punta, Lasagna, allo scopo di poter ripartire meglio.

Al 51’ Colantuono sostituisce una punta Perica con un’ altra punta Di Natale. La mossa di Castori sembra aver dato i suoi frutti, Udinese non crea importanti occasioni ed il Carpi è sempre vivo nelle ripartenze.

Al 61’ entra Zapata al posto di Widmer, Colantuono passa al 4 3 1 2 Thereau trequartista dietro Di Natale e Zapata, Piris si allarga a fare il terzino destro, Ali Adnan si abbassa a fare il terzino sinistro.

Come affronta la presenza del trequartista Castori? C’è un ulteriore problema tattico, Fernandes mezzala dx, gioca molto largo; il mister biancorosso sceglie di rimanere con due linee di quattro giocatori, passa al 451 o fa altro?

Castori decide dopo pochi minuti (65’) di far entrare Crimi al posto di Di Gaudio, passando al 5 3 2 con Zaccardo che si accentra a fare il terzo centrale di difesa, Pasciuti si abbassa a fare esterno destro di difesa, Cofie mediano basso, crimi mezzala dx e lollo mezzala sn.

Al 70’ segna Lollo su una grande giocata prima di Crimi poi di Lasagna.

Al 72’ si riapre la partita, da un rimpallo la palla capita sui piedi di Zapata, 2-1.

Carpi stretto in difesa a difendere il risultato ma su un corner rischia grosso e palo Udinese.

80’ terzo cambio di Colantuono, entra Marquinho al posto di Fernandes.

Il leit motiv è sempre lo stesso, Udinese in forcing, alternando manovra e palla lunga, Carpi che difende e tenta la ripartenza con le due punte.

Al 90’ ultimo cambio di Castori, aggiunta di un altro saltatore di testa, Suagher difensore centrale per Mbakogu. Pasciuti si alza a mezzala destra, crimi passa mezzala sinistra e lollo torna dietro la punta.

Finisce così, 2-1 x il carpi, vittoria meritata!

carpi-udinese