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Chiediamolo al…BLOGGER

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LUCA BERTOLINI è Allenatore UEFA B, autore del sito lucamistercalcio.com, collaboratore del portale Allfootball ed ha inoltre pubblicato il libro “ONE SETUP TRAINING SYSTEM”. Dirigerà il Modulo di ORGANIZZAZIONE DELL’ALLENAMENTO all’interno di GENIUS COACH LAB.  Ha risposto con generosità a tre domande di GENIUS COACH ed è a disposizione di tutti gli utenti che volessero approfondire i quesiti posti, scrivendo a geniuscoach2016@gmail.com

Hai recentemente pubblicato un libro per WORLD CLASS COACHING, portale statunitense che dal 1998 ospita i contributi di allenatori provenienti da oltre settanta paesi. Quali tematiche affronti ?

Nel libro “One Setup Training System” il mio intento era quello di rivolgermi agli allenatori dilettanti, quelli che arrivano al campo reduci dal lavoro, quelli che non hanno spesso a disposizione spazi e strutture adeguate, ciò nonostante vogliono proporre alla squadra una seduta efficace e divertente. Ho provato quindi a pensare ad un modo di lavorare, non pretendo di chiamarlo metodologia, che potesse essere utile, basato sull’ottimizzazione degli spazi e dei tempi dell’allenamento. Nel libro ho raccolto una serie di 20 sedute di allenamento, sviluppate su una metà campo, per una squadra di 20 giocatori di cui 2 portieri e su forme geometriche che, secondo me, richiamano gli sviluppi del gioco del calcio.

Triangoli e quadrati per lavorare su trasmissioni, ricezioni ed interscambi di posizione dei giocatori, rettangoli per lavorare su profondità ed ampiezza e sedute atletiche che prevedono sempre l’utilizzo del pallone. Il vantaggio di queste sedute è che la struttura di base è sempre la stessa, dal riscaldamento alle partite a tema finali.

Il tuo blog lucamistercalcio.com sta avendo un ottimo successo visto le 300.000 visualizzazioni totali in un anno e mezzo di attività: ce lo presenti?

Quando ho deciso di iniziare questa esperienza, su consiglio della mia compagna, nel Dicembre 2014, ho voluto creare un blog che contenesse proposte trasversali alle varie categorie del settore giovanile e che potessero essere utilizzabili anche nelle prime squadre. Come spiego nella pagina di presentazione, non è tanto importante l’esercitazione in sè, quando parliamo di tecnica individuale, applicata o tattica individuale, quanto gli obiettivi che le sottendono e le richieste che facciamo ai nostri giocatori. Il mio obiettivo è quello di proporre spunti agli allenatori che vedono le mie esercitazioni, in modo che siano poi loro stessi a metterle in pratica con le loro idee. A volte, durante l’elaborazione grafica, capita che quello che diventerà un articolo, il risultato finale dell’esercitazione, è differente da quel che inizialmente avevo pensato; ma va bene così e ripeto, mi piace l’idea che siano gli altri allenatori a capire cosa allena e come allena una data proposta. Questa verrà poi adattata sul campo in base alle proprie idee.

 Cosa proporrai agli allenatori che parteciperanno al prossimo GENIUS COACH LAB?

Vorrei partire da una delle sedute di allenamento che ho inserito nel libro per introdurre e condividere con gli allenatori questo mio modo di organizzare l’allenamento. Penso che parlarne insieme, lavorando su aspetti pratici quali l’ottimizzazione degli spazi e di tempi di svolgimento possa essere occasione di crescita per tutti noi. Vorrei condividere con gli allenatori presenti la fortuna che ho avuto nel poter perseguire un contatto così particolare come quello che ho avuto con l’editore americano per cui ho scritto il libro. Credo che alcune delle sedute più interessanti siano quelle che prevedono la divisione della metà campo in 3 rettangoli, cosa che non si trova molto spesso, in cui i giocatori possono liberamente muoversi, prestando attenzione agli interscambi negli spazi delimitati. In questo modo, transizioni, coperture preventive ed equilibrio vengono allenati contemporaneamente.

17-18 GIUGNO – 9 LUGLIO 2016 GENIUS COACH LAB

LABORATORIO GENIUS COACH è un’occasione di interazione e condivisione tra allenatori.

Prima delle meritate vacanze, lavoreremo fianco a fianco con tre “geniali” colleghi in vista della prossima stagione, partendo da proposte di organizzazione dell’allenamento, aspetti tecnici e tattici, comunicazione e gestione del calciatore singolo e della squadra.

Portare le proprie idee, Ascoltare le esperienze altrui e Rielaborare per crescere insieme.

GENIUS COACH LAB

Modulo di ORGANIZZAZIONE dell’ALLENAMENTO – diretto da LUCA BERTOLINI

E’ possibile svolgere intere sessioni di allenamento con la medesima organizzazione strutturale degli spazi per tutte le esercitazioni? Si possono limitare i tempi morti per rendere le sedute sempre più efficaci?

L’allenatore dilettante, nella stragrande maggioranza dei casi, non ha il tempo e gli spazi necessari per lavorare come vorrebbe.

Assieme al Mister vedremo come strutturare una seduta d’allenamento che comprenda fase di attivazione,  esercitazioni tecniche e tattiche, partite a tema e libere, tutto in una metà campo!

Modulo di TECNICA E TATTICA CALCISTICA – diretto da STEFANO ESPOSITO

Le esercitazioni tecnico-tattiche proposte da allenatori famosi sono sempre adatte alla nostra squadra? E’ sempre possibile trovare su internet o sui libri l’esercitazione giusta per il nostro allenamento?

Spesso noi allenatori andiamo a vedere allenamenti o partecipiamo a convegni in cerca delle ricette giuste per il nostro lavoro: chi meglio di noi può però essere lo “chef” più adatto a conoscere i nostri ingredienti (giocatori) per combinarli in una ricetta (squadra) che soddisfi il nostro palato (la nostra visione di gioco).

Lavoreremo insieme a Mister Esposito per rendere ancora più completi ed efficaci i nostri strumenti d’allenamento.

Modulo di COMUNICAZIONE E GESTIONE – diretto da MORENO MARCHESINI

Quante volte ci è capitato di non ottenere dalla nostra squadra la prestazione attesa? Siamo stati in grado di capire il motivo? E’ possibile avere dai nostri calciatori un rendimento elevato con continuità pressochè costante?

Seppur con colpevole ritardo, anche in Italia si sta rafforzando la convinzione che la  componente psicologica è determinante per la prestazione di qualsiasi calciatore dunque l’allenatore deve svilupparla in maniera metodica, al pari degli aspetti tattici, tecnici e condizionali.

Il Mental Coach, attraverso un lavoro di interazione, ci aiuterà a capire come determinate competenze in ambito comunicativo e gestionale possono rendere il nostro lavoro di allenatore ancora più piacevole e determinante!

INFO:  http://www.geniuscoachblog.com   geniuscoach2016@gmail.com   3398469791

Chiediamolo al… MISTER

Esposito (1)

Conosciamo meglio mister STEFANO ESPOSITO, Allenatore Professionista UEFA A, che dirigerà il Modulo di TECNICA E TATTICA CALCISTICA all’interno di GENIUS COACH LAB. Esposito è stato nelle ultime due stagioni Allenatore in Seconda in LEGA PRO (Tuttocuoio e Pistoiese); in precedenza ha allenato 2 anni in serie D il Giorgione dopo avere ottenuto la promozione dall’Eccellenza. Proviene da una lunga e fruttuosa gavetta nei settori giovanili: Professionistici di Padova, Cittadella e Castel San Pietro; Dilettantistici alla Fortitudo e al Progresso. E’ stato collaboratore per la rivista “Il Nuovo Calcio” e relatore in numerosi convegni fra cui lo Stage nazionale di aggiornamento AIAC di Sportilia.

Ha risposto con generosità a tre domande di GENIUS COACH ed è a disposizione di tutti gli utenti che volessero approfondire i quesiti posti, scrivendo a geniuscoach2016@gmail.com

Ci racconti la tua esperienza in Lega Pro al fianco di mister Alvini?

L’esperienza con mister Alvini è nata per caso sui banchi del Corso Uefa A a Coverciano dove ci siamo conosciuti e fin da subito “studiati”, rimanendo incuriositi reciprocamente riguardo le nostre metodiche di allenamento piuttosto diverse ma, cosa fondamentale, complementari e indirizzate verso un’idea di calcio affine. Così tre anni fa Alvini si è persuaso a chiedermi se poteva interessarmi un’esperienza da staff in Lega Pro con lui ed io ho accettato. Ho inteso questa opportunità soprattutto come sfida con me stesso: avevo la possibilità di confrontarmi con una prima squadra a livello Professionistico, conoscerne meglio le dinamiche e infine vedere se le mie competenze a livello calcistico e psicologico potevano esserne adeguate. Dopo questi 2 anni e mezzo devo dire che è stata un’esperienza davvero interessante sotto tutti i punti di vista. Per quel che riguarda il campo, ad esempio, avevo responsabilità dirette nella metodologia degli allenamenti (gestione di esercitazioni tecniche/situazionali e partite a tema, improntate ogni settimana sulla partita successiva) e nello studio, con relative proposte pratiche, dei calci piazzati a favore e contro.

Mi sono poi spesso occupato, in affiancamento all’analista, della visione delle ultime (4/5) partite degli avversari e della successiva preparazione di relazione e video da portare alla squadra. Il confronto continuo dal punto di vista tattico è stato fruttuoso e stimolante, anche perchè Alvini è un innamorato maniacale di questo aspetto e davvero vi eccelle.

Anche nel momento della partita si lavorava nei minimi dettagli, curando ogni aspetto collettivo ed individuale, sia dal punto di vista tattico che psicologico. Infine, fuori dal campo supportavo il mister nella gestione dello spogliatoio, soprattutto nei rapporti col singolo calciatore. Ripensando a questi anni credo sinceramente di essere riuscito ad entrare al meglio, e con profitto per il nostro lavoro comune, in un ruolo per me nuovo ed inedito, con meno responsabilità di quelle che sono sempre stato abituato a fronteggiare da primo allenatore ma non per questo meno interessante e fonte di crescita.

Alla luce della tua lunga esperienza nel settore giovanile, qual è il tuo giudizio sulla situazione attuale?

Sinceramente penso che il livello dei giovani che arrivano in prima squadra si è abbassato e chiaramente questo determina  un fenomeno a cascata: in serie A e B arrivano i migliori ma in pochi trovano spazio quindi spesso preferiscono o sono costretti ad accettare la Lega Pro per testarsi con gli adulti da protagonisti. Solo chi dimostra di avere le qualità e la testa necessaria riesce a giocare con continuità. Purtroppo nei dilettanti vanno gli altri, soprattutto perchè necessari come fuori quota più che altro, finendo spesso per non giocare appena passano di età. Per fortuna che ogni anno succede ancora che qualcuno riesce ad emergere dai dilettanti, o per una maturazione ritardata o perchè nei Prof hanno errato le valutazioni. Diverso invece il discorso per i ragazzi africani che appaiono dal nulla ma con grandi motivazioni e a volte anche qualità spesso fisiche, riuscendo così a bruciare le tappe. Io comunque continuo ad essere dell’idea che bisognerebbe investire e credere di più nei giovani e in squadre giovani, sebbene anche se constato che la voglia di lavorare duro e soffrire è sempre più un bene raro…e senza queste qualità difficilmente si riesce ad emergere.

Quali sono le differenze principali che hai potuto vedere passando ad allenare adulti professionisti rispetto a dilettanti di eccellenza e serie D?

Innanzitutto mi sembra di poter dire, alla luce delle tante partite viste fra Lega Pro e Serie D (soprattutto Toscana, Emilia Romagna e Veneto), che il divario tra Prof e Dilettanti è aumentato: forse ha inciso la scomparsa della Lega Pro 2.

E’ quasi scontato affermare che fare il calciatore a tempo pieno determina una differenza sia a livello comportamentale che mentale. Non è detto che questo aspetto renda il lavoro dell’allenatore più facile però è chiaro che la gestione dei tempi e degli allenamenti è sicuramente migliore e questo ti permette di pretendere dai giocatori sempre il massimo in ogni momento ed aspetto. Questo fa la differenza!

Chiaro che poi ci sono altri fattori da considerare quali il diverso tasso di qualità dei giocatori o la possibilità di allenarsi in strutture adeguate. C’è una regola non scritta che vale sempre: come ti alleni si vede in campo, sia a livello di squadra sia a maggior ragione individuale. E a questo proposito faccio un’osservazione trasversale a prof e dilettanti, adulti e giovani: noto che in allenamento c’è sempre meno voglia di pensare, per assurdo parecchi giocatori preferiscono correre  piuttosto che affrontare esercitazioni più impegnative a livello cognitivo. Mi farebbe piacere confrontarmi a tal proposito durante il GENIUS COACH LAB con gli allenatori e relatori che interverranno: si dice sempre che la differenza in partita la fanno le qualità tecniche e temperamentali sia individuali che collettive ma non pensate che possa essere determinante la capacità di sapere ragionare e scegliere?