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Chiediamolo al… MISTER

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Fabio Lopez è un allenatore italiano che dal 2006 ha intrapreso una carriera professionistica fuori dai confini nazionali, un’esperienza unica che lo ha portato a confrontarsi con culture calcistiche e popolazioni molto diverse tra loro.

CT della Nazionale del Bangladesh con la quale ha partecipato alle Qualificazioni Mondiali, Allenatore nella massima serie di Lituania, Malaysia, Indonesia, Maldive, in tutte le sue esperienze è riuscito ad imporsi con grande professionalità ed ha ottenuto dovunque ottimi risultati.

Ha accettato con grande gentilezza la richiesta di rispondere a tre nostre domande.

Alla luce delle tue diverse esperienze estere, quali ritieni essere gli aspetti principali che un allenatore deve considerare per svolgere al meglio il suo lavoro ?

Difficile poter rispondere in modo sintetico a questa domanda. Sono certo che una dote indispensabile per affrontare determinate situazioni, parlo soprattutto di paesi extraeuropei, è una grande capacità di adattamento che consenta di adeguarti velocemente alla cultura differente e alle esigenze societarie. Chi è abituato al grado di professionalità del nostro calcio deve sapere che si troverà spesso a lavorare ad un livello molto inferiore. In particolare, ho più volte dovuto constatare la mancanza di rispetto dei ruoli, le gerarchie non sono ben definite e succede che i rapporti tra societàgiocatori e società-mister non siano quelli auspicabili. Spesso in questi paesi l’allenatore viene considerato un mero esecutore di ordini sul campo e questo fa si che sia difficile farsi apprezzare, farsi conoscere e far conoscere il nostro vero ruolo. E’ questo il motivo principale delle frequenti rescissioni di contratto che riguardano soprattutto noi allenatori provenienti dal calcio europeo. Nella maggior parte dei casi i club tendono ad avere un atteggiamento da padre padrone nei confronti dei giocatori, dimenticando che noi alleniamo degli atleti e non delle macchine e questo a mio parere è fonte di risultati negativi. Per poter lavorare in questi contesti bisogna adattarsi ma essere forti caratterialmente.

Entrando più nello specifico sul campo, che tipo di lavoro hai svolto nel corso degli anni?

Ho guidato spesso club di livello calcistico medio alto, pur non avendo mai allenato squadre attrezzate per la vittoria del campionato. Dal punto di vista metodologico, in sintesi posso dire che il 75-80 % del lavoro è svolto con la palla, spesso sin dal riscaldamento. Non disdegno comunque il lavoro atletico a secco, in determinati momenti della stagione. Tatticamente amo avere giocatori adattabili in più ruoli, è una convinzione che mi porto dietro da tanti anni e che sostengo con forza. Per fare un esempio pratico, già anni fa ero convinto che giocatori come De Rossi potessero giocare sia nella zona centrale del campo sia più indietro nel ruolo di difensore centrale. I fatti mi hanno dato ragione…allo stesso modo penso che tanti famosi esterni d’attacco possono giocare anche nel ruolo di difensore esterno. Nella tattica in fase di non possesso palla ritengo fondamentale lavorare sulla chiusura delle linee di passaggio, forzando la squadra avversaria a giocare palla nelle zone da me preferite e da loro deboli: esercitare quindi un pressing ad invito, anche alto, con l’obiettivo di indirizzare l’avversario forzandone le aree di gioco per ridurre spazi e tempi di giocata, allo scopo di facilitare il recupero palla e la transizione positiva.

L’Idea di gioco è sempre modificabile, molto dipende dalle qualità individuali, certo ritengo fondamentale NON PRENDERE GOAL quindi lavoro molto e costantemente nella fase di non possesso. Il lavoro sulla fase offensiva parte dalla costruzione dell’azione e dai principi di occupazione dello spazio dei giocatori, poi è giusto lasciare spazio alla fantasia dei singoli.

Cosa pensi e che esperienza hai riguardo alla Analisi Video?

Considero il supporto del videoanalista tattico sicuramente importante per il buon funzionamento della squadra, al pari degli altri componenti dello staff; tutti utili ma nessuno determinante di per sé. E’ la somma di questi fattori, coordinata dalla figura del mister, che determina la bontà del lavoro. Sicuramente è importante poter disporre di dati che riguardano sia la squadra avversaria ma anche la nostra, poiché ti permette di individuare determinati problemi sui quali andare a lavorare sul campo.

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LA VIDEOANALISI

LUNEDI 26 SETTEMBRE 2016 ore 19 Bologna

Serata dedicata all’Analisi Video nel Calcio, strumento quanto mai attuale che può migliorare concretamente il lavoro dell’allenatore.

Attraverso gli interventi di esperti verranno illustrati i vantaggi derivanti dall’utilizzo del supporto video e dalla successiva analisi dati.

Nozioni pratiche, di facile realizzazione, sono alla portata di tutte le categorie!

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I RELATORI:

 

LORENZO FAVARO

Allenatore UEFA B, Match Analyst Video Analista Tattico, Cofondatore di SportAnalisi

 

LORENZO MAGI

Allenatore UEFA B, CT Under 17 San Marino, ex Allenatore SG Rimini

 

STEFANO ESPOSITO

Allenatore UEFA A, Allenatore Lega Pro (Tuttocuoio, Pistoiese) LND (Giorgione), SG Padova, Cittadella, Castel San Pietro.

PROGRAMMA DELLA SERATA

18:45 Registrazione partecipanti

19:00 Lorenzo Favaro, “Il calcio ai raggi X: dalla sintesi alla videoanalisi”. Soluzioni in merito a:
– Modalità di preparazione di un servizio di analisi video all’avanguardia e funzionale alle prestazioni sportive a prescindere dalla categoria;
– Organizzazione dell’analisi video in tempo reale e/o al termine della gara e degli allenamenti;
– Valutazione delle inquadrature tattiche, a reparti o individuali per la Match Analysis in riprese HD.
– panoramica di Software specifici di video analisi presenti nel mercato

19:50 Lorenzo Magi, “La videoanalisi per lo studio delle caratteristiche della squadra avversaria”.
Esempi pratici tratti dall’esperienza di CT delle Nazionali Under16 ed Under 17 di San Marino

20:30 Break aperitivo

21:00 Stefano Esposito, “Analisi dati e video come supporto al lavoro settimanale della propria squadra”
-Esempi di programmazione dell’allenamento in seguito ad analisi dati (video e non) estrapolati dalla partita: esperienza concreta nelle prime squadre di Tuttocuoio e Pistoiese – Lega Pro e in tanti anni di settore giovanile professionistico.
– Presentazione per la prima volta in Italia della App Quanter, attualmente presente solo nei paesi scandinavi, che si appresta a diventare un supporto indispensabile per i mister di ogni livello e categoria.

22:00 “Microfono aperto”

…Tutto questo era musica nuova per le orecchie dei giocatori, che non erano abituati a tanta mole di lavoro durante la settimana. Eppure solo così potevo far capire la bellezza di quel nuovo modo di giocare al calcio. Quando ci sono dei cambiamenti e condizioni nuove, c’è bisogno di trasmettere tutto il tuo sapere con una determinazione feroce, senza tentennamenti. Carlo Ancelotti alla fine confessò: “Era così determinato! Arrigo era tanto convinto che alla fine ci ha convinto!”

Arrigo Sacchi, CALCIO TOTALE, Mondadori 2015.