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Cesena-Carpi 1-0

Terza giornata del campionato di Serie B, il Cesena ospita il Bari.

Mister Massimo Drago sceglie il modulo 4-3-3

Agazzi

Perticone   Capelli   Ligi   Renzetti

 Cinelli   Schiavone   Konè

Vitale     Djuric      Di Roberto

Mister Fabrizio Castori, festeggiatissimo ex, dispone il Carpi con il modulo 4-5-1

Colombi

Struna   Romgnoli   Gagliolo   Poli

Letizia  Crimi  Mbaye  Bianco Di Gaudio

Catellani

Partita ricca di spunti tattici nella quale i due allenatori hanno più volte modificato la propria squadra nel tentativo di avere la meglio sull’avversario.

Partenza positiva dei padroni di casa che riescono fin dai primi minuti a costruire gioco e ad ottenere un paio di corner; in particolare il taglio dentro il campo degli attaccanti esterni coordinato con l’inserimento dei terzini porta il Cesena ad arrivare sul fondo. Il Carpi punta sulle ripartenze, attendendo gli avversari all’interno della propria metacampo per poi ripartire rapidamente. Anche il Cesena nella fase difensiva concede tanti metri agli avversari, le punte iniziano a lavorare 10 metri avanti la propria metacampo. In fase di possesso palla iniziale, Cinelli si alza sulla linea d’attacco a creare un 4 contro 4 che abbassa la linea avversaria e crea spazi di gioco. Dopo un quarto d’ora nel quale i suoi giocatori hanno spesso corso a vuoto, in balia del possesso palla avversario, Castori decide di alzare Crimi in opposizione al mediano basso avversario Schiavone, il modulo è ora il consueto 4-4-1-1. Al 16’ veloce contropiede del Carpi, Catellani calcia forte, Agazzi devia in corner. Grande equilibrio nella fase centrale del primo tempo. Al 29’ Drago porta Vitale a giocare stabilmente da trequartista: Di Roberto si sposta a destra, il modulo è un asimmetrico 4-3-1-2 con Kone che sulla parte sinistra si occupa delle uscite sull’esterno. Al 35’ Castori risponde alla modifica abbassando nuovamente Mbaye mediano basso, Bianco interno dx e Crimi interno sn (4-5-1). La contrapposizione al trequartista viene comunque fatta con uno dei due difensori centrali, il terzino sinistro Poli lavora contro il diretto avversario Di Roberto, l’altro centrale difensivo gioca 1 contro 1 con Djuric visto le caratteristiche simili. Il primo tempo termina 0-0.

Il Cesena si schiera nel secondo tempo con modulo 4-2-3-1: stessa linea difensiva, Schiavone centro-dx e Kone centro-sn in mezzo, Cinelli attaccante esterno destro, Vitale trequartista, Di Roberto attaccante esterno sinistro, Djuric punta centrale. Il Carpi riparte con il 4-4-1-1 come a metà primo tempo, Crimi trequartista dietro Catellani. Al 58’ Castori inserisce l’attaccante Lasagna per poter essere più incisivo nelle ripartenze, esce Di Gaudio, il modulo ora è 5-3-2: difesa da destra a sinistra Struna Poli Romagnoli Gagliolo Letizia, a centrocampo si ricompone il terzetto inziale con Mbaye mediano basso, Crimi interno destro e Bianco interno sinistro. Nonostante aumenti il potenziale offensivo della squadra, il Carpi non si rende pericoloso grazie anche ad un’ottima applicazione delle coperture preventive da parte dei padroni di casa.

E’ invece il Cesena a gestire bene il possesso palla e a schiacciare gli avversari nella loro metacampo. Al 73’ Drago inserisce Garritano per Vitale; cinque minuti dopo effettua il secondo cambio, dentro Cascione al posto di Schiavone. Secondo cambio per Castori al minuto 82: Pasciuti per Catellani. All’86’ il Cesena passa in vantaggio: su cross da destra di Cinelli, grande giocata di Djuric che effettua un primo movimento di preparazione ad allargarsi per poi anticipare l’avversario Poli e battere Colombi. Immediatamente entrambi i mister modificano i loro schieramenti. Drago passa al 5-3-1-1: entra il centrale difensivo Rigione (centro-dx) che si dispone al fianco di Capelli e di ligi (centro-sn). Schiavone si abbassa interno dx, Cascione è il mediano basso, Konè interno sn. Castori toglie Poli ed inserisce un altro attaccante, Comi al fianco di Lasagna: il modulo è 4-4-2 con linea difensiva da destra a sinistra Struna Romagnoli Gagliolo Letizia, linea di centrocampo da destra a sinistra Pasciuti Mbaye Bianco Crimi. Il Cesena si difende con ordine e non rischia nulla nei restanti minuti, portando a casa una vittoria meritata.

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Vicenza-Carpi 0-2

Prima giornata del campionato di Serie B, al Romeo Menti si affrontano Vicenza e Carpi.

Mister Franco Lerda schiera il Vicenza con modulo 4-3-3

        Benussi

Bianchi   Bogdan   Fontanini  Pucino

          Siega   Rizzo    Signori

Galano          Raicevic         Vita

Mister Fabrizio Castori dispone il Carpi con modulo 4-4-2

     Colombi

Poli   Romagnoli   Gagliolo   Letizia

Pasciuti     Lollo   Bianco       Bifulco

            De Marchi   Catellani

Dopo soli 25 secondi il Carpi ha una grande occasione per andare in vantaggio, De Marchi scatta sul filo del fuorigioco e si invola verso la porta ma il suo tiro diagonale esce a lato. L’inizio del Carpi è positivo, l’aggressione a centrocampo dà i suoi frutti e al 9’ da una palla recuperata in mezzo nasce l’azione che  porta Catellani a sfiorare il gol con una girata aerea. Il Vicenza rinuncia alla costruzione dal fondo ed in fase offensiva ha come costante di gioco il lancio lungo addosso o per la testa della punta centrale Raicevic. Galano parte da destra ma tende spesso ad accentrarsi mentre Vita a sinistra gioca largo e ricerca 1contro1 col diretto avversario. Il Carpi ha linee di gioco verticali, Catellani attacca prevalentemente la parte sinistra del campo sfruttando lo spazio creato dal movimento incontro di Bifulco, De Marchi attacca centralmente e sul lato destro. Col passare dei minuti il Vicenza guadagna campo e grazie al talentuoso Galano riesce anche a rendersi pericoloso con un paio di conclusioni da lontano. Dopo aver abbassato il proprio baricentro, solo nel finale il Carpi torna ad attaccare e sfiora il gol al 45’ con un corner a rientrare. Nessuna modifica da parte dei due mister nell’intervallo; nel secondo tempo il Vicenza parte meglio, la squadra in attacco riesce a svolgere buone combinazioni in velocità, il Carpi si difende. Castori lamenta una mancanza di aggressività nella fase difensiva da parte delle punte e decide così di rinforzare il centrocampo inserendo Mbaye al minuto 56 per l’attaccante De Marchi. Il neo-entrato prende il posto di Lollo che si alza in posizione di trequartista dietro Catellani. Due minuti dopo, inserimento di Letizia in fascia sinistra sul quale Galano prova a rientrare ma invano, cross dentro l’area di rigore, Bogdan buca l’intervento e Bifulco è bravissimo nel controllo orientato e successivo tiro in porta: Carpi in vantaggio. Al 67’ Castori effettua un secondo cambio, dentro Lasagna per Bifulco infortunato: cambia il modulo, si passa al 3-5-2 con i difensori schierati da dx a sn Poli-Romagnoli-Gagliolo, Pasciuti esterno destro, Mbaye mediano basso, Lollo interno dx, Bianco interno sn, Letizia esterno sinistro. In attacco Catellani e Lasagna. Neanche il tempo di sistemarsi e Bianco raddoppia con un tiro dal limite area su respinta da calcio d’angolo.

Lerda modifica il suo schieramento per cercare di recuperare lo svantaggio (69’): dentro Fabinho che si posiziona attaccante esterno sinistro, fuori Siega, Galano si accentra seconda punta dietro Raicevic, Vita si sposta a destra. Il modulo è il 4-2-3-1, a centrocampo si sistemano Rizzo centrodx e signori centrosn. Al 73’ da destra nasce una sovrapposizione Vita-Bianchi che porta il terzino al cross, Raicevic colpisce ma non segna.

La posizione di Mbaye davanti alla difesa costituisce un ulteriore schermo aereo per i lanci lunghi del Vicenza a cercare Raicevic. Al 76’ Lerda inserisce un altro attaccante Cernigoi con caratteristiche simili a quelle di Raicevic: l’obiettivo è avere una doppia opzione aerea in area di rigore avversaria. Esce Vita, Galano si allarga attaccante esterno destro, il modulo è 4-2-4.Terza sostituzione di Castori al minuto 83: Fedele al posto di Bianco. Al minuto 84 l’occasione più pericolosa del Vicenza: cross tagliato da sinistra di Signori, Galano colpisce al volo davanti a Colombi che respinge.  Finisce 0-2 per il Carpi, una vittoria meritata se consideriamo le occasioni da gol, il Vicenza paga una scarsa produzione offensiva.

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Bologna-Trapani 2-0

Bologna e Trapani si affrontano per il terzo turno della Coppa Italia.

Mister Roberto Donadoni schiera il Bologna con modulo 4-3-3

 Mirante

Krafth   Gastaldello   Maietta   Masina

   Taider    Pulgar   Nagy

Verdi            Destro                 Krejci

Mister Serse Cosmi sceglie il modulo 5-3-2 per il Trapani

Guerrieri

Balasa   Fazio  Pagliarulo  Casasola  Rizzato

             Machin  Scozzarella   Nizzetto

             Coronado  De Cenco

Primo tempo a senso unico giocato molto bene dal Bologna: circolazione della palla rapida a pochi tocchi, ricerca del lato debole avversario, numerose palle gol create anche se non concretizzate. Il modulo 4-3-3 diventa spesso in fase offensiva 4-2-3-1 con Verdi che va a giocare centralmente sotto la prima punta Destro e Taider che si allarga a destra. Il Trapani non riesce a controbattere: la squadra ha baricentro basso, tenta un’iniziale aggressione con le due punte e gli interni di centrocampo ma il costante arretramento degli esterni difensivi sulla linea dei centrali consente al Bologna di trovare facilmente linee di passaggio.

Già nei primi dieci minuti il Bologna potrebbe andare più volte a rete, con Destro e poi con il taglio centrale di Krejci. L’occasione migliore capita a Verdi, liberato da un grande assist di Destro, ma il tiro finisce fuori. La rete del meritato vantaggio arriva solo al 41’, a seguito di una palla persa in partenza dell’azione dai giocatori del Trapani.    

Al ritorno dagli spogliatoi, Cosmi presenta una modifica allo schieramento del Trapani: dispone i suoi con il modulo 4-3-1-2, Fazio si allarga terzino destro, Pagliarulo (cn-dx) e Casasola (cn-sn) centrali, Rizzato terzino sinistro, Scozzarella mediano basso, il neo-entrato Barillà interno sinistro, Nizzetto interno destro e Machin vertice alto del rombo di centrocampo, presumibilmente con l’intenzione di contrastare il mediano basso avversario Pulgar. Invariata la coppia d’attacco, esce Balasa.

Al 47’ il Bologna raddoppia con Taider, al termine di una prolungata azione corale nella quale la squadra di casa, con pazienza, ha girato palla, a pochi tocchi individuali, in attesa del varco.

La modifica di Cosmi permette alla sua squadra di alzare il baricentro e costruire maggiormente il gioco. Il Bologna si abbassa e si rende pericoloso in contropiede, in particolare con Verdi che colpisce un palo. Donadoni effettua il primo cambio al minuto 63: esce Krejci sostituito da Di Francesco. Al 68’ Cosmi fa un cambio in attacco, Curiale per De Cenco. Al 75’ secondo cambio di Donadoni che passa al 4-2-3-1, esce Pulgar sostituito da Donsah, centrale di destra a centrocampo insieme a Nagy, Taider si allarga a destra, Di Francesco seconda punta dietro Destro. E’ una modifica che dura però pochi minuti per poi ritornare al modulo di partenza 4-3-3. (80’) Cosmi inserisce Ciaramitaro interno destro e toglie il giovane talentuoso Machin la cui posizione viene presa da Nizzetto. Anche Donadoni effettua la terza sostituzione (83’), dentro Brienza per Destro. Una vittoria netta, più di quanto il punteggio dica, 2-0, testimoniata anche dalle dichiarazioni di Cosmi nel dopo partita.    

Cesena-Arezzo 2-0

Secondo turno della Coppa Italia, il Cesena ospita l’Arezzo.

Mister Massimo Drago sceglie il modulo 4-3-3 per il Cesena

Agazzi

Balzano   Capelli Perticone   Falasco

Konè  Schiavone  Garritano

Ciano            Djuric                Ragusa

Mister Stefano Sottili dispone l’Arezzo con modulo 4-4-1-1

Benassi

Luciani   Milesi  Sirri   Sabatino

Yamga  Foglia  Corradi   Masciangelo

Grossi

Moscardelli

L’Arezzo in fase difensiva attende, a volte anche dietro la propria metà campo, lasciando ai difensori centrali avversari ampio spazio per poter salire. L’obiettivo è togliere profondità al Cesena e creare spazio per i propri esterni, in particolare Yamga più offensivo di Masciangelo. Inoltre la zona centrale del campo è ben protetta dai due centrocampisti centrali. E’ una partita molto equilibrata, nessuna delle due squadre ha il predominio del campo e non si registrano azioni pericolose. Al 24′ il Cesena sfiora il gol su punizione laterale, battuta sul secondo palo con movimento ad aggirare la linea difensiva. Al 27′ Drago inverte gli esterni d’attacco Ciano e Ragusa, quest’ultimo si era reso protagonista di un episodio di nervosismo verso l’avversario Luciani. In questa fase il Cesena riesce a mantenere maggiormente il possesso palla mentre l’Arezzo ha maggiori difficoltà nella ripartenza. Ancora su punizione laterale, sempre sfruttando lo stesso movimento, il Cesena sfiora il gol al 45′. Fine primo tempo 0-0.

Le squadre tornano in campo senza modifiche da parte dei rispettivi mister. Al 48′ Moscardelli reclama un rigore per fallo in area. Al 54′ il gol di Schiavone con tiro da fuori sugli sviluppi di un corner.

Al 65′ Sottili sostituisce Masciangelo con Erpen che va a posizionarsi esterno destro e sposta Yamga sulla fascia sinistra. E’ancora il Cesena a sfiorare il gol, sempre da palla inattiva, con Perticone di testa.

Al minuto 77 Sottili effettua un doppio cambio e passa al modulo 4-2-3-1: escono Yamga e Corradi, entrano Bearzotti attaccante esterno destro e D’Ursi attaccante esterno sinistro, Grossi retrocede nella coppia centrale di centrocampo assieme a Corradi. Al 79′ primo cambio per Drago che sostituisce Djuric con l’esterno destro Severini, Ragusa diventa la punta centrale. Un minuto dopo Ragusa si fa espellere ed il Cesena resta in dieci. Dopo un paio di minuti giocati senza attaccante centrale, Drago inserisce il terzo centrale difensivo (dx) Rigione, toglie Garritano e gioca gli ultimi minuti con modulo 5-3-1.  Capelli è il centrale difensivo affiancato da Perticone (sn). Schiavone mediano basso, Konè interno destro e Severini interno sinistro, Ciano punta.

Lo svantaggio porta l’Arezzo a giocare sbilanciato in avanti, ricercando anche il lancio lungo. Nel corso del recupero, in occasione di un corner, l’Arezzo porta a saltare anche il proprio portiere: la battuta non va a buon fine, il Cesena si impossessa del pallone e riparte velocemente con Ciano che segna il gol del 2-0.

Complessivamente risultato giusto, l’Arezzo ha creato grosse difficoltà al gioco degli avversari ma a sua volta non ha costruito importanti occasioni da gol

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Sassuolo-Lucerna 3-0

Dopo l’1-1 dell’andata Sassuolo e Luzern si affrontano per la qualificazione ai Play Off di Europa League.

Mister Eusebio Di Francesco schiera il consueto 4-3-3

Consigli

Gazzola   Cannavaro   Acerbi   Peluso

Biondini    Magnanelli    Duncan

Berardi            Defrel         Sansone

Mister Markus Babbel dispone il Luzern con il modulo 4-4-2

Zibung

  1. Schneuwly RicardoCosta Puljic Lustenberger

Hyka        Kryeziu    Haas           Jantscher

M.Schneuwly   Neumayr

Il Luzern sceglie di contrastare la costruzione dal basso del Sassuolo a partire dal rinvio dal fondo del portiere, alzando a turno uno dei due centrocampisti centrali sul mediano basso avversario e tenendo le due punte sui due centrali difensivi: i neroverdi non forzano questa situazione come solitamente fanno e Consigli calcia lungo. Grazie alla loro maggior fisicità, gli svizzeri conquistano palla dal rinvio e mantengono gli avversari nella loro metà campo, procurandosi anche alcuni corner. Con palla al portiere, il Luzern rinuncia alla costruzione dal basso, la difesa accorcia a metacampo ed il portiere calcia lungo.

All’11’ Babbel è costretto ad un cambio per infortunio di Puljic, sostituito da Sarr centrale difensivo dx, con Ricardo Costa che si sposta centrale sn. Al 15′ Babbel inverte i due esterni di centrocampo Hyka e Jantscher.

La scelta aggressiva della squadra svizzera porta a liberare spazi tra la linea di difesa e di centrocampo, zona nella quale i due attaccanti esterni del Sassuolo vanno a prendere palla. Al 18′ Sassuolo in vantaggio con gol di Berardi rapido a sfruttare una corta respinta della difesa. La partita cambia poichè il Sassuolo decide di attendere la squadra avversaria, costretta ora a costruire ed in questa fase gli svizzeri manifestano grossi limiti nell’impostazione del gioco tanto che al 23′ Berardi potrebbe raddoppiare dopo aver rubato palla su un errore di palleggio. L’episodio decisivo della partita avviene al 38′ quando Berardi conquista un calcio di rigore ed il centrale Ricardo Costa viene espulso. Gol del 2-0! Il Luzern si sistema col 4-4-1: Kryezyu  retrocede in difesa al posto di Ricardo Costa e Neumayr si abbassa centrocampista centrale dx. Primo tempo che termina 2-0. Le squadre ritornano in campo senza modifiche ma la partita ora è in pieno controllo del Sassuolo che sfrutta la superiorità numerica per aggredire alto la squadra avversaria. il Luzern si rende pericoloso solo con un cross tagliato di Neumayr, il giocatore più qualitativo; il Sassuolo sfiora invece il terzo gol in più occasioni con Duncan e Defrel. Al 64′ cross di Duncan e Defrel di testa segna il 3-0 (ancora una volta azione partita da taglio centrale dell’attaccante esterno Berardi).

Al 72′ entrambi i mister fanno un doppio cambio. Di Francesco inserisce Sensi per Biondini e Politano per Berardi. Babbel toglie Neumayr sostituito da Arnold e Hyka il cui posto viene preso da Joao Oliveira. Dopo qualche minuto Joao Oliveira si sposterà a destra con Jantscher che ritorna nella posizione di partenza.

Ultimo cambio per il Sassuolo all’82’, Falcinelli al posto di Defrel.

La partita termina col risultato di 3-0, risultato giusto per il Sassuolo che soffre gli avversari solo ad inizio partita.

Sassuolo-VS-Luzern

Cesena-Pro Vercelli 2-1

39° Giornata di Serie B, allo Stadio Manuzzi si affrontano Cesena e Pro Vercelli.

Mister Drago parte inizialmente con il modulo 4-3-1-2

           Gomis

Perico   Lucchini   Magnusson   Renzetti

    Kessie    Sensi    Kone

          Falco

  Ciano             Djuric

Mister Foscarini schiera la Pro Vercelli con il modulo 4-3-1-2

          Pigliacelli

Berra   Coly   Legati   Mammarella

   Ardizzone  Budel  Scavo

         Rossi

   Marchi                  Beretta

Le due squadre si affrontano con moduli speculari, anche se per il Cesena si può parlare di disposizione asimmetrica in quanto Ciano tende a giocare largo a destra mentre Djuric per caratteristiche gioca molto accentrato. Il Cesena predilige maggiormente la costruzione dal basso, per poi ricercare il proprio trequartista Falco che riesce a smarcarsi agevolmente tra la linea di difesa ed il centrocampo avversario. La Pro Vercelli pare infatti avere un centrocampo tecnico ma lento, concedendo quindi spazi al Cesena. In attacco Marchi mette in grande difficoltà i difensori avversari, rendendosi pericoloso in particolare sulla propria fascia destra. La Pro Vercelli sfiora inoltre il gol su due situazioni di palla inattiva: uno schema su corner libera Marchi a limite area, successivamente Ardizzone ha l’occasione a pochi passi dalla porta. Al 31’ Drago effettua una modifica allo schieramento, passando al 4-2-3-1, allargando Konè a sinistra: il modulo si addice maggiormente alle caratteristiche di Ciano e Djuric, mentre Sensi sul centro sinistra e Kessie sul centro destra sono i due centrali di centrocampo. Al 43’ il Cesena passa in vantaggio con un tiro di Kessie dal limite area. Nessuna modifica all’intervallo da parte dei due mister; nella ripresa parte meglio il Cesena che riesce a mantenere con più efficacia il possesso palla e costringe gli avversari ad abbassare il loro baricentro. Al 63’ Foscarini decide il primo cambio e toglie dal campo il mediano basso Budel, nella cui posizione viene arretrato Rossi, inserendo nel ruolo di trequartista Mustacchio. La Pro Vercelli appare però in difficoltà, incapace di creare occasioni da gol; al 70’ arriva l’inevitabile raddoppio del Cesena che crea una superiorità numerica sulla fascia sinistra dove il terzino Renzetti si sovrappone a Konè e dal fondo gira all’indietro per Falco che batte a rete. Foscarini reagisce con una seconda sostituzione: Malonga al posto di Marchi (71’). Drago effettua il primo cambio al 75’: Ragusa al posto di Djuric. Al 77’ Foscarini effettua l’ultimo cambio e decide di passare ad un offensivo 4-4-2. Entra Sprocati al posto di Rossi e va a posizionarsi esterno sinistro di centrocampo, Mustacchio passa esterno destro a centrocampo, Malonga e Beretta punte centrali, Ardizzone (centro destra) e Scavone (centro sinistra) in mezzo. In questa fase è comunque il Cesena ad avere il controllo del campo ed a sfiorare il terzo gol con Ciano. All’83’ Drago sostituisce Falco con Garritano e tre minuti dopo toglie Sensi e passa al modulo 4-3-3: il neo entrato Valzania interno destro, Kessie mediano basso, Konè interno sinistro, Ciano a destra, Ragusa punta centrale e Garritano si allarga attaccante esterno sinistro. Negli ultimi minuti la Pro Vercelli riesce a rendersi pericolosa ed al 90’ riapre la partita: bel cross di Mammarella dalla sinistra, Mustacchio prima colpisce il palo di testa poi ribatte in rete per il 2-1. Negli ultimi minuti un po’ di normale sofferenza per il Cesena ma la partita termina 2-1. Risultato giusto per quanto visto dalla mezzora in avanti, mentre nella prima parte di gara la Pro Vercelli si era fatta preferire.

cesena-provercelli

Vicenza-Cagliari 0-2

32esima Giornata di Serie B, Vicenza-Cagliari.

Mister Lerda debutta sulla panchina del Vicenza dopo l’esonero di Marino ed opta per il modulo 5-3-2.

         Benussi

Laverone  Adejo  Ligi  Sampirisi Pinato

                Vita   Moretti   Bellomo

                  Ebagua  Galano

Rastelli schiera il Cagliari con il consueto 4-3-1-2.

                       Storari

Pisacane  Salamon  Ceppitelli  Murru

         Tello  Fossati   Cinelli

                     Joao Pedro

           Farias                    Sau

La partita inizia con un miglior approccio del Vicenza che sceglie di aggredire il Cagliari per impedire la costruzione di gioco dal basso. Nella fase offensiva, i biancorossi ricercano la soluzione del cambio gioco sull’esterno opposto, grazie soprattutto alle capacità tecniche del mediano Moretti. Il Cagliari ricerca il gioco manovrato, teso a servire i tre giocatori offensivi: in alcuni casi forse eccessivamente invece di ricercare l’ampiezza coi terzini. Nella fase di non possesso il Cagliari sceglie di attendere coi due attaccanti fino a pochi metri avanti la metacampo, il trequartista Joao Pedro compie un lavoro importante di schermo sul mediano avversario Moretti.

Dopo il primo quarto d’ora, complice anche il caldo improvviso, il ritmo cala ed il Cagliari mantiene con più efficacia il possesso palla; il Vicenza chiude però gli spazi agli avversari e non concede così occasioni da rete. Sulla fascia destra, Pinato soffre in uno contro uno Farias ed è costretto a fermarlo fallosamente tanto che al 42’ viene espulso per doppia ammonizione.  Lerda provvede immediatamente ad un cambio, togliendo dal campo Galano per inserire Signori. Il Vicenza si risistema in un 4-4-1 con Sampirisi che si allarga terzino sinistro, a centrocampo Vita si allarga a destra, Moretti (centro dx) e Signori (centro-sn) in mezzo, Bellomo si allarga esterno sinistro ed Ebagua è l’unica punta.

All’intervallo Rastelli effettua un cambio inserendo un attaccante Melchiorri per Tello. Non cambia la disposizione in campo, Joao Pedro arretra interno sn, Cinelli si sposta interno dx, Farias arretra trequartista.

Nonostante l’inferiorità numerica il Vicenza si difende bene, il Cagliari mantiene il possesso ma non con la necessaria velocità tanto che l’occasione più pericolosa è un tiro da fuori area di Salomon. Al 60’ Rastelli sostituisce Joao Pedro con Munari nella stessa posizione.

Al 68’ il Cagliari va in vantaggio grazie ad una grande intuizione di Fossati, il quale, di prima, mette palla dietro le spalle della linea difensiva liberando così Melchiorri che dal fondo mette in mezzo per Cinelli che insacca. (71′)Lerda reagisce allo svantaggio inserendo una punta Raicevic per Bellomo passando così al 4-3-2 (Moretti mediano basso, Vita interno destro e Signori interno sinistro). Rastelli decide di contrastare la presenza di due attaccanti forti di testa con l’inserimento di un terzo centrale difensivo (81’) Krajnic al posto di Sau: il Cagliari si dispone quindi col 5-3-2, Salamon centrale difensivo, alla sua destra Ceppitelli e alla sua sinistra Krajnic. Contemporaneamente anche Lerda effettua l’ultimo cambio sostituendo Vita con il più offensivo Sbrissa. Il Vicenza ci prova generosamente ma, costretta a scoprirsi, concede più spazi e su un contropiede subisce il secondo gol di Melchiorri.

Finisce 0-2, risultato troppo severo per il Vicenza che ha contrastato bene la forte squadra avversaria nonostante 48 minuti di inferiorità numerica.

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Fiorentina-Napoli 1-1

A Firenze si gioca il posticipo della 27’ Giornata di Serie A, Fiorentina-Napoli

Paulo Sousa schiera la Fiorentina con modulo 4-2-3-1

      Tatarusanu

Roncaglia   G.Rodriguez   Astori   Alonso

             Badelj     Vecino

Tello      MatiFernandez       BorjaValero

                Kalinic

Sarri dispone il Napoli con il consueto 4-3-3

  Reina

Hysaj   Albiol   Koulibaly   Ghoulam

      Allan   Jorginho   Hamsik

Callejon      Higuain     Insigne

La partita è bellissima, si affrontano due squadre propositive, che tentano di costruire gioco in qualsiasi zona di campo e, in fase difensiva, operano un pressing ultra-offensivo.

Dopo 5 minuti la Fiorentina giustifica il proprio miglior approccio alla partita con il vantaggio: corner di Borja Valero, Marcos Alonso sorprende la difesa a zona del Napoli. Clamorosamente il Napoli pareggia dopo pochissimi secondi, grazie ad un errore dello stesso Alonso.

Le squadre si dividono quasi equamente il possesso palla, la Fiorentina nella fase di costruzione alza Tello Mati Fernandez Borja Valero e Alonso sulla difesa avversaria, da lì iniziano poi i movimenti di smarcamento. Sulla fascia destra del Napoli la posizione avanzata del terzino Alonso genera qualche problema a Hysaj e Callejon, anche perché Allan tende per caratteristiche ad alzarsi in pressing. La Fiorentina si rende pericolosa grazie alla ricerca dell’ampiezza e, sulla propria fascia destra, si rende pericolosa con Tello fortissimo in 1vs1.

La partita è giocata a ritmi altissimi ed i pochi errori in fase di costruzione diventano occasioni per la ripartenza della squadra in non possesso. Proprio su uno sbaglio in impostazione di Koulibaly nasce l’occasione clamorosa di Kalinic che colpisce la traversa. Qualche minuto dopo, seconda traversa colpita da Tello.

Il Napoli gioca il calcio di possesso che l’ha resa protagonista quest’anno, seppur con qualche lentezza di troppo:  le occasioni più pericolose nascono da rapida ricerca della profondità.

Il secondo tempo ricomincia senza variazioni da parte dei due allenatori; al 60’ il Napoli sfiora il gol prima con Callejon poi con Higuain. Al 66’ Sarri decide il primo cambio, entra David Lopes a sostituire Allan. Tre minuti dopo anche Sousa effettua la prima sostituzione, Bernardeschi va a posizionarsi nel ruolo di Mati Fernandez  che poco prima aveva sfiorato il gol con un bel tiro da fuori.

Al 77’ Sarri sostituisce Callejon, che si è sacrificato tantissimo nella fase difensiva, con Mertens. Dopo qualche minuto Mertens si invertirà di fascia con Insigne; proprio dalla nuova posizione Insigne avrà l’ultima palla gol, servita da Gabbiadini, entrato al 90’ al posto di Higuain. Anche Sousa effettua un cambio al 90’, esce Badelj sostituito da Ilicic.

Finisce 1-1 una partita bellissima: la Fiorentina ha dimostrato una miglior gestione dell’attacco a difesa schierata, il Napoli probabilmente non è nel miglior momento della stagione e più volte è mancata un po’ di lucidità. Le occasioni da gol si equivalgono, pareggio giusto.

sousa sarri

Carpi-Udinese 2-1

Menomale che il calcio ci regala ancora storie bellissime.

Fabrizio Castori, 61 anni, 9 promozioni conquistate sul campo e debuttante in serie A, esonerato frettolosamente dopo sole 6 partite e richiamato in tutta fretta un mese dopo, si ritrova col neopromosso Carpi ancora in corsa per la salvezza al termine del girone d’andata.

Lorenzo Pasciuti, centrocampista del Carpi, scrive una pagina leggendaria nella storia del calcio, diventando il primo calciatore a segnare con la stessa squadra in 5 categorie diverse, dalla D alla A.

La partita:

Castori schiera il CARPI  4 4 1 1 confermando la stessa impostazione dello scorso anno in serie B

Belec

Zaccardo  Romagnoli  Gagliolo  Letizia

Pasciuti            Cofie    Bianco     Di gaudio

Lollo

Mbakogu

Colantuono dispone l’UDINESE  con 3 5 2

Karnezis

Piris   Danilo   Felipe

Widmer                   Lodi                Ali Adnan

Badu             B. fernandes

Perica      Therau

Mentre l’Udinese propone un palleggio lento e con numerose imprecisioni, il Carpi gioca un grande primo tempo per intensità ed applicazione, sfruttando gli errori avversari e chiudendo in vantaggio 1-0 dopo aver sfiorato più volte il secondo gol.

Gli uomini di Castori cercano soprattutto la superiorità sugli esterni, sovrapposizioni sulla fascia destra che mandano al cross Zaccardo, bravura nel 1 vs 1 di Di Gaudio sulla sinistra.

Come successo in parte anche nel primo tempo, la ripresa vede il Carpi schiacciarsi molto negli ultimi 25 metri con le due linee di difesa e centrocampo strette tra di loro.

Prima mossa di Castori al 50’: sostituzione di un centrocampista centrale, Bianco, arretramento di Lollo di fianco a Cofie ed inserimento di un’altra punta, Lasagna, allo scopo di poter ripartire meglio.

Al 51’ Colantuono sostituisce una punta Perica con un’ altra punta Di Natale. La mossa di Castori sembra aver dato i suoi frutti, Udinese non crea importanti occasioni ed il Carpi è sempre vivo nelle ripartenze.

Al 61’ entra Zapata al posto di Widmer, Colantuono passa al 4 3 1 2 Thereau trequartista dietro Di Natale e Zapata, Piris si allarga a fare il terzino destro, Ali Adnan si abbassa a fare il terzino sinistro.

Come affronta la presenza del trequartista Castori? C’è un ulteriore problema tattico, Fernandes mezzala dx, gioca molto largo; il mister biancorosso sceglie di rimanere con due linee di quattro giocatori, passa al 451 o fa altro?

Castori decide dopo pochi minuti (65’) di far entrare Crimi al posto di Di Gaudio, passando al 5 3 2 con Zaccardo che si accentra a fare il terzo centrale di difesa, Pasciuti si abbassa a fare esterno destro di difesa, Cofie mediano basso, crimi mezzala dx e lollo mezzala sn.

Al 70’ segna Lollo su una grande giocata prima di Crimi poi di Lasagna.

Al 72’ si riapre la partita, da un rimpallo la palla capita sui piedi di Zapata, 2-1.

Carpi stretto in difesa a difendere il risultato ma su un corner rischia grosso e palo Udinese.

80’ terzo cambio di Colantuono, entra Marquinho al posto di Fernandes.

Il leit motiv è sempre lo stesso, Udinese in forcing, alternando manovra e palla lunga, Carpi che difende e tenta la ripartenza con le due punte.

Al 90’ ultimo cambio di Castori, aggiunta di un altro saltatore di testa, Suagher difensore centrale per Mbakogu. Pasciuti si alza a mezzala destra, crimi passa mezzala sinistra e lollo torna dietro la punta.

Finisce così, 2-1 x il carpi, vittoria meritata!

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