Archivi tag: modulo

Forlì-Pordenone 0-2

Seconda Giornata del Campionato di Lega Pro, Girone B, al Morgagni il Forlì ospita il Pordenone.

Mister Massimo Gadda sceglie il modulo 4-5-1 per i padroni di casa

Turrin

Adobati   Cammaroto   Conson   Franchetti

Tonelli  Ferretti  Capelupo  Spinosa  Ponsat

Bardelloni

Mister Bruno Tedino dispone il Pordenone con modulo 4-3-3

Tomei

Pellegrini   Stefani   Ingegneri   Semenzato

Buratto   Misuraca   Suciu

Cattaneo  Arma  Berrettoni

Il Pordenone ha uno schieramento asimmetrico sul campo, Berrettoni tende ad accentrarsi andando a giocare vicino Arma, Cattaneo si mantiene invece largo a destra. L’accentramento di Berrettoni permette a Semenzato di inserirsi continuamente sulla sua corsia di sinistra, costituendo nel primo tempo la soluzione offensiva migliore. Il Forlì ha uno schieramento compatto e riesce fin dai primi minuti a togliere spazi agli avversari. La punta Bardelloni molto generosa, si sacrifica tanto nel lavoro di pressione sui giocatori avversari in possesso palla, così che il mediano basso avversario ha difficoltà nell’impostare il gioco. Col passare dei minuti i romagnoli riescono anche a recuperare palla in posizione più avanzata ed a creare pericoli agli avversari: Adobati a destra mette un bel cross che Bardelloni non finalizza, lo stesso terzino vince un 1vs1 in fascia e serve Tonelli che sfiora il gol con un tiro a girare sull’angolo opposto, sempre Tonelli al 40’ sfiora il gol con un tiro da fuori area che Tomei tocca sopra la traversa. Al 28’ Tedino reagisce alle difficoltà della propria squadra con l’inversione degli esterni Berrettoni e Cattaneo; due minuti dopo effettua una seconda modifica, passando al 4-2-3-1 con Berrettoni trequartista dietro Arma, Buratto esterno destro, Misuraca (centro-dx) e Suciu (centro-sn) in mezzo, Cattaneo resta attaccante esterno sinistro. Il primo tempo termina 0-0, risultato che non premia la bella prestazione del Forlì che ha messo sotto gli avversari sul piano del ritmo ed anche nel computo delle occasioni da gol create.

Una sostituzione all’intervallo per mister Tedino: l’esterno destro Azzi sostituisce Buratto. L’inserimento ha da subito un effetto positivo, il neo-entrato si dimostra forte in 1vs1 in fascia e mette in difficoltà il rivale Franchetti. Il Pordenone conquista un corner sul quale Arma impegna di testa Turrin. Le squadre cominciano ad allungarsi in campo complice il grande caldo ed anche la voglia di vincere la partita porta a prendersi qualche rischio in più. Al minuto 61 episodio decisivo della partita: Ponsat chiude male un triangolo a metà campo con Bardelloni, palla recuperata e servita velocemente a Berrettoni che sfrutta gli spazi lasciati dai difensori del Forlì che si erano alzati per la fase offensiva e prolunga in fascia ad Azzi, cross basso per Arma che mette in rete. Dopo soli 6 minuti il Pordenone raddoppia: Azzi entra dentro il campo palla al piede ed apre a sinistra per Cattaneo che, lasciato a troppa distanza dagli avversari Tonelli e Adobati, ha tempo per crossare in area dove Berrettoni di testa batte Turrin. Mister Gadda reagisce al doppio svantaggio inserendo due giocatori, la prima punta Parigi che va in attacco ad affiancare Bardelloni e l’esterno Cappellini al posto di Ponsat. Esce l’interno Ferretti, il modulo è ora 4-4-2. Sempre al minuto 67 Tedino inserisce il mediano basso Gerbaudo al posto di Berrettoni: si passa al modulo 4-3-3 con Misuraca e Suciu che si alzano a mezzali.

I cambi però non portano l’effetto sperato, il Forlì non riesce più a rendersi pericoloso se non in una sola occasione con un colpo di testa su punizione laterale. Finisce 0-2, vittoria che premia il cinismo del Pordenone che ha sfruttato un errore degli avversari. Il Forlì non merita la sconfitta per quanto visto nei primi 60 minuti, vero però che dopo il doppio svantaggio la squadra non è riuscita a creare pericoli agli avversari.

forli-pordenone

 

Bologna-Crotone 1-0

Prima giornata di Serie A, al Dall’Ara il Bologna ospite il Crotone.

Mister Roberto Donadoni conferma il modulo 4-3-3.

Mirante

Krafth   Gastaldello   Maietta   Masina

   Taider    Pulgar   Nagy

Verdi            Destro                 Krejci

Anche Mister Davide Nicola ripropone il modulo 3-4-3 già utilizzato nella prima uscita stagionale in Coppa Italia.

Cordaz

Ceccherini   Claiton   Ferrari

Sampirisi   Rodhen Salzano   Martella

Stoian         Simy         Palladino

La partita inizia con un copione imprevisto: il Bologna attua una tattica attendista, lasciando al Crotone il possesso palla. Presumibilmente Donadoni vuole creare profondità da attaccare alle spalle dei tre centrali avversari. La scelta si conferma azzeccata poiché nei primi venti minuti Verdi libera per due volte i compagni davanti al portiere: prima Destro si fa parare il tiro dal portiere, poi Krejci mette in rete ma il guardalinee segnala un inesistente fuorigioco. Nei primi minuti anche il Crotone si rende pericoloso: gli esterni Martella da sinistra e Sampirisi da destra si liberano nel duello con gli attaccanti esterni Verdi e Krejci e arrivano al cross ma la punta centrale Simy non sfrutta questi palloni. Palladino, tagliando in zona centrale alle spalle degli interni avversari, è il giocatore più importante per la manovra calabrese. Col passare dei minuti è però solamente il Bologna a rendersi pericoloso: oltre alle due occasioni già citate, si contano due pali, un gol annullato a Destro ed un sospetto rigore. Nel Bologna Krejci gioca spesso in posizione centrale quasi affiancando Destro. Al 32’ Donadoni inverte gli esterni d’attacco Verdi e Krejci ma dopo soli cinque minuti li riporta nelle posizioni iniziali. Il primo tempo termina 0-0 ma i rossoblu meriterebbero il vantaggio.

Nel secondo tempo le squadre tornano in campo con gli stessi elementi ma al 55’ Donadoni è costretto ad un cambio per infortunio, esce Maietta ed entra Oikonomu. Contemporaneamente sostituisce anche Verdi con Rizzo, che si mette subito in luce con alcune accelerazioni palla al piede. Col passare dei minuti il Crotone abbassa il suo baricentro ma il Bologna ha difficoltà nella costruzione del gioco e, per mancanza di lucidità o per ansia di trovare il gol, ricerca in più occasioni il lancio lungo facilitando così il compito dei centrali difensivi avversari. Al 78’ Donadoni effettua il terzo cambio, dentro Dzemaili per Nagy. Primo cambio per Nicola all’80’: De Giorgio al posto di Stoian. All’84’ Nicola inserisce Fazzi al posto di Martella: il neo-entrato si posiziona esterno destro a centrocampo, Sampirisi si sposta sul lato sinistro. Conseguentemente Donadoni inverte gli esterni d’attacco, Rizzo e Krejci. All’86’ Dzemaili strappa palla a centrocampo dai piedi di Palladino e fa partire un rapido contropiede che Destro finalizza. Il risultato non cambia nei rimanenti minuti di gioco.

1-0 risultato giusto per quanto visto in campo, la produzione offensiva del Crotone è stata nulla mentre per il Bologna si contano ben diciotto occasioni da gol.

nicola-donadoni-300x180

Verona-Crotone 2-1

Terzo Turno di Coppa Italia, partita ad eliminazione diretta, Verona-Crotone.

Mister Fabio Pecchia schiera il Verona con modulo 4-3-3

Rafael

Pisano   Bianchetti   Helander   Romulo

Fossati   Greco   Valoti

Fares           Pazzini           Luppi

Mister Davide Nicola sceglie il modulo 3-4-3 per il Crotone

Cordaz

Barberis   Claiton   Ceccherini

Fazzi   Capezzi   Salzano   Di Roberto

Stoian         Palladino        Tonev

La partita comincia con un netto predominio dei padroni di casa che costruiscono da subito occasioni da gol. In particolare funziona molto bene la catena di sinistra con Romulo che appoggia costantemente l’azione del talentuoso Luppi e dell’interno Valoti. Il Crotone fatica a costruire gioco, i tre attaccanti sono statici, la circolazione della palla è lenta ed imprecisa, numerosi i passaggi sbagliati. All’11’ il Verona è già in vantaggio, azione nata da sinistra con cross di Luppi e successiva ribattuta a rete di Fossati su respinta corta (complice anche Stoian che inciampa). I crotonesi faticano nelle scalate sugli attaccanti avversari e questo costringe i due esterni di centrocampo a giocare allineati alla linea difensiva. Nella fase centrale del primo tempo Pecchia effettua due modifiche: al 21’ inverte gli attaccanti esterni Luppi e Fares, al 27’ cambia il triangolo di centrocampo spostando Fossati nel ruolo di mediano basso: la posizione di interno sinistro viene occupata da Greco, Valoti diventa interno destro. Dopo la mezzora il Crotone riesce ad entrare in partita, grazie anche ai maggiori rientri di Palladino verso il centrocampo allo scopo di aiutare la costruzione del gioco. Il Crotone conquista alcuni corner, tutti battuti dal mancino Salzano. Il primo tempo termina col vantaggio del Verona per 1-0.

All’intervallo Nicola inserisce la punta Nwankwo al posto di Stoian (Palladino si allarga a sinistra e Tonev passa a destra), e Rodhen al posto di Capezzi. I due cambi ed una migliore lettura delle scalate difensive, con Barberis e Ceccherini che si allargano sul lato della palla e permettono una maggiore aggressività agli esterni di centrocampo, rendono il secondo tempo più combattuto.  La presenza di una punta fisica (Nkwankwo) consente al Crotone di poter accorciare maggiormente in fase offensiva. Inoltre nel secondo tempo i giocatori di Nicola trovano più velocemente il lancio sugli esterni di centrocampo rispetto alla manovra sul corto. Nei primi venti minuti del secondo tempo si alternano occasioni in serie per entrambe le squadre, favorite dalla propensione offensiva di tanti giocatori in campo. Al 50’ Pecchia riporta gli esterni d’attacco Luppi e Fares nelle posizioni di partenza. Al 61’ Pecchia abbassa Fares terzino sinistro, avanza Romulo attaccante esterno sinistro e porta nuovamente Luppi sul lato destro del campo. Il Verona viene più volte infilato tra il centrale Helander ed il terzino. Al 63’ il Crotone pareggia con Nkwankwo che scatta sul filo del fuorigioco e trafigge Rafael.

Al 64’ Pecchia inserisce l’interno destro Zuculini per Greco, Valoti ritorna alla sua iniziale posizione di interno sinistro.  Secondo cambio del Verona al 71’, esce Luppi ed entra l’attaccante Ganz che si posiziona sul lato sinistro, Romulo attaccante esterno destro. Sono 25 minuti molto spettacolari e ricchi di emozioni, successivamente a questi nessuna delle due squadre sembra avere la forza per trovare il gol decisivo ed i supplementari diventano la variante più probabile. Al minuto 78 però il Verona torna in vantaggio: ingenuità di Claiton che batte una punizione dalla difesa non accorgendosi della presenza di un avversario, palla persa e riconquistata da Ganz che gira in fascia a Romulo, passaggio in mezzo per Zuculini che segna. E’ il gol decisivo. All’86’ Nicola effettua la terza sostituzione, Nalini per Di Roberto. Al 90’ terzo cambio per Pecchia, entra Wszolek esterno destro, Romulo arretra nei tre di centrocampo (interno sn), esce Valoti.

La partita finisce 2-1 per il Verona che passa il turno, meritatamente per quanto fatto vedere nel primo tempo mentre la ripresa è stata molto equilibrata ed il Crotone ha avuto numerose occasioni da gol.

verona crotone

Carpi-Maceratese 3-2

Coppa Italia Secondo turno, Carpi contro Maceratese.

Mister Fabrizio Castori schiera il Carpi con modulo 4-4-1-1

                             Colombi

Letizia   Romagnoli   Blanchard   Gagliolo

Pasciuti     Sabbione  Fedele      Di Gaudio

                          Catellani

                              Comi

Mister Federico Giunti sceglie il modulo 4-3-1-2 per la Maceratese

                               Forte

Franchini   Marchetti   Gattari   Broli

      Malaccari  Quadri  De Grazia

                          Turchetta

            Colombi                 Kouko

Il Carpi, pur presentando cinque nuovi acquisti, conferma l’impostazione tattica degli ultimi due anni: poca costruzione dal basso e ricerca della profondità attaccata dalle punte e dai centrocampisti esterni. La Maceratese al contrario inizia la partita ricercando il gioco palla a terra fin dal portiere. Il mediano basso Quadri si abbassa tra i due difensori centrali per creare un’iniziale superiorità numerica. Sul lato sinistro la squadra di Giunti è pericolosa grazie alle iniziative di Kouko e soprattutto De Grazia, supportati dagli inserimenti del terzino Broli. Nonostante la differenza di categoria, la squadra in trasferta gioca alla pari anche se al 10′ un errore del portiere porta alla concessione del rigore che Catellani trasforma, Carpi avanti 1-0. Il gol subito toglie sicurezza ai giocatori della Maceratese che rinunciano in più occasioni alla costruzione iniziale privilegiando il lancio lungo. Inoltre l’allineamento di Turchetta sulla linea degli attaccanti facilita il compito alla linea difensiva avversaria. Il Carpi tiene alto il ritmo e si rende pericoloso con la soluzione del lancio sugli esterni, in particolare è Blanchard a cercare Di Gaudio e Pasciuti. Al 28′ è però il talentuoso Turchetta a sfiorare il pari con un tiro a girare sul secondo palo. Al 35′ il Carpi raddoppia grazie ad una sfortunata autorete di Marchetti. Primo tempo che termina sul 2-0.

Nel secondo tempo la Maceratese si ripresenta in campo con un 4-3-3, De Grazia si allarga sul lato sinistro, Kouko attaccante esterno destro e Colombi è la punta centrale. Castori effettua una modifica a centrocampo, invertendo i due centrocampisti centrali Fedele e Sabbione. Al 47′ Catellani scatta sul filo del fuorigioco e segna il 3-0. Catellani ha poi altre due occasioni per il quarto gol. La partita sembra chiusa…

Al 66′ Giunti effettua la prima sostituzione: Palmieri attaccante esterno destro sostituisce Colombi, Kouko diventa la punta centrale. Un minuto dopo, primo cambio di Castori: esce Di Gaudio sostituito da Poli terzino destro, Letizia si alza ad esterno sinistro di centrocampo. Al 69′ un cambio per parte: Giunti inserisce il terzino destro Ventola per Malaccari, Franchini si alza interno dx di centrocampo. Castori sostituisce Comi con De Marchi. Il neo-entrato sfiora subito il gol con un tiro al volo.

Al 73′ Blanchard viene espulso e Castori riorganizza la squadra con modulo 4-3-1-1: Letizia arretra terzino destro, Poli si accentra, a centrocampo Sabbione è il mediano basso, Fedele si sposta sul centro-dx e Pasciuti si accentra interno sinistro.

Terzo cambio di Castori al 76′: Mbaye entra al posto di Pasciuti e si posiziona mediano basso, Fedele si alza interno sinistro. Nei primi minuti di superiorità numerica la Maceratese non riesce a sfruttare la situazione, l’aggressione è individuale e non di squadra così il Carpi controlla la partita. Dall’80’ però i padroni di casa abbassano il baricentro e gli ospiti creano alcune occasioni; all’86′ una giocata di Turchetta, momentaneamente spostatosi a destra, porta al 3-1 di Palmieri. Dopo il gol, Castori passa al 4-4-1: arretra Catellani a sinistra, sposta Sabbione esterno destro, in mezzo Mbaye centro-dx e Fedele centro-sn.

Terzo cambio all’88′ per Giunti, Bondioli per Gattari. La Maceratese attacca e sfiora il 3-2 con Marchetti che colpisce la traversa. Al quarto dei cinque minuti di recupero ancora Turchetta è decisivo andando a procurarsi un rigore che Quadri trasforma. E’ 3-2 ma non c’è più tempo: il Carpi, con qualche sofferenza nel finale, passa meritatamente il turno.    

carpi-maceratese

   

Cesena-Spezia 1-2

Gara ad eliminazione diretta dei Play-Off di Serie B, Cesena-Spezia.

Mister Drago sceglie per il Cesena il modulo 4-2-3-1

      Gomis

Fontanesi   Capelli   Magnusson   Renzetti

    Kessie     Cascione

Ciano               Falco                  Ragusa

      Djuric

Mister Di Carlo dispone lo Spezia con il modulo 4-3-3

         Chichizola

De Col   Valentini   Terzi   Migliore

      Sciaudone   Errasti   Pulzetti

Piccolo      Catellani      Kvrzic

Entrambe le squadre partono con atteggiamento aggressivo, cercando di impedire agli avversari la costruzione dal basso. In particolare, il Cesena dispone i quattro giocatori d’attacco contro i rispettivi difensori avversari ed il portiere Chichizola è costretto al rinvio lungo. Il Cesena avrebbe qualche chance in più di iniziare l’azione dal fondo, ma Gomis decide comunque per il calcio lungo. Le caratteristiche della prima punta Djuric, fortissimo di testa, consentono al Cesena di uscire dalla pressione con lancio lungo centrale; diversamente, lo Spezia ha una prima punta più portata allo scambio a terra, Catellani, che tende a venire sempre incontro, per cui la profondità è data dal movimento degli attaccanti esterni. Al 18’ da rilevare una bella azione corale del Cesena che parte palla a terra dalla difesa e, dopo 10-12 passaggi consecutivi, arriva alla conclusione sul lato sinistro con Ragusa. Lo Spezia tende a chiudere tutti gli spazi in zona centrale, coi tre centrocampisti in mezzo a stretta distanza così da occuparsi a turno del trequartista avversario Falco. Le occasioni più importanti per lo Spezia arrivano da palla inattiva, mentre il Cesena si rende pericoloso con un tiro da fuori di Kessie. Sul lato destro difensivo, Fontanesi pare in grossa difficoltà, tanto che  al minuto 32 Cascione e Kessie invertono le loro posizioni allo scopo di aiutare maggiormente il terzino. Dopo cinque minuti i due giocatori si riposizionano nelle zone di partenza. La partita è molto equilibrata: al 40’, su corner, lo Spezia va in vantaggio.

Dopo l’intervallo, le squadre tornano in campo con gli stessi schieramenti: lo Spezia ha un miglior approccio alla gara tanto da avere una grossa occasione da gol con Kvrzic per chiudere l’incontro. Drago effettua due cambi al 51’: Konè entra al posto di Fontanesi, Kessie retrocede a terzino destro, mentre Sensi sostituisce Cascione. Al 54’ Drago effettua l’inversione degli esterni d’attacco, Ragusa a destra e Ciano a sinistra. Al 55’ primo cambio per Di Carlo che è costretto a sostituire per infortunio il difensore Valentini con Postigo. Al 64’ rimessa laterale alta dentro l’area di rigore, Djuric spizzica la palla sul secondo palo dove Ragusa viene atterrato da De Col: rigore di Ciano e 1-1. Al minuto 69 Drago inverte nuovamente gli esterni d’attacco. Al 76’ Di Carlo inserisce Situm al posto di Piccolo: l’attaccante esterno si va a sistemare sul lato sinistro mentre Kvrzic passa a destra. Nonostante le squadre comincino ad accusare un po’ di stanchezza e ad allungarsi sul campo, non si registrano importanti occasioni da gol. Si avvicinano i tempi supplementari ma al minuto 84 lo Spezia trova il gol, nuovamente su corner, con Postigo che sfrutta un velo di Situm ed un rimpallo favorevole per battere a rete. Drago effettua subito il terzo cambio (85′) ed inserisce un’altra punta centrale, Rosseti, al posto di Ragusa (bella prestazione), spostando Falco a sinistra. Terza sostituzione (87′) anche per Di Carlo, Martic per Kvrzic sul lato destro. Il Cesena ci prova fino alla fine, Rosseti ha una buona opportunità, ma non c’è nulla da fare. Finisce 1-2, passa lo Spezia, con una prestazione molto concreta e non certo spettacolare.

Serie B, Cesena-Spezia il primo playoff

Chiediamolo al… MISTER

Esposito (1)

Conosciamo meglio mister STEFANO ESPOSITO, Allenatore Professionista UEFA A, che dirigerà il Modulo di TECNICA E TATTICA CALCISTICA all’interno di GENIUS COACH LAB. Esposito è stato nelle ultime due stagioni Allenatore in Seconda in LEGA PRO (Tuttocuoio e Pistoiese); in precedenza ha allenato 2 anni in serie D il Giorgione dopo avere ottenuto la promozione dall’Eccellenza. Proviene da una lunga e fruttuosa gavetta nei settori giovanili: Professionistici di Padova, Cittadella e Castel San Pietro; Dilettantistici alla Fortitudo e al Progresso. E’ stato collaboratore per la rivista “Il Nuovo Calcio” e relatore in numerosi convegni fra cui lo Stage nazionale di aggiornamento AIAC di Sportilia.

Ha risposto con generosità a tre domande di GENIUS COACH ed è a disposizione di tutti gli utenti che volessero approfondire i quesiti posti, scrivendo a geniuscoach2016@gmail.com

Ci racconti la tua esperienza in Lega Pro al fianco di mister Alvini?

L’esperienza con mister Alvini è nata per caso sui banchi del Corso Uefa A a Coverciano dove ci siamo conosciuti e fin da subito “studiati”, rimanendo incuriositi reciprocamente riguardo le nostre metodiche di allenamento piuttosto diverse ma, cosa fondamentale, complementari e indirizzate verso un’idea di calcio affine. Così tre anni fa Alvini si è persuaso a chiedermi se poteva interessarmi un’esperienza da staff in Lega Pro con lui ed io ho accettato. Ho inteso questa opportunità soprattutto come sfida con me stesso: avevo la possibilità di confrontarmi con una prima squadra a livello Professionistico, conoscerne meglio le dinamiche e infine vedere se le mie competenze a livello calcistico e psicologico potevano esserne adeguate. Dopo questi 2 anni e mezzo devo dire che è stata un’esperienza davvero interessante sotto tutti i punti di vista. Per quel che riguarda il campo, ad esempio, avevo responsabilità dirette nella metodologia degli allenamenti (gestione di esercitazioni tecniche/situazionali e partite a tema, improntate ogni settimana sulla partita successiva) e nello studio, con relative proposte pratiche, dei calci piazzati a favore e contro.

Mi sono poi spesso occupato, in affiancamento all’analista, della visione delle ultime (4/5) partite degli avversari e della successiva preparazione di relazione e video da portare alla squadra. Il confronto continuo dal punto di vista tattico è stato fruttuoso e stimolante, anche perchè Alvini è un innamorato maniacale di questo aspetto e davvero vi eccelle.

Anche nel momento della partita si lavorava nei minimi dettagli, curando ogni aspetto collettivo ed individuale, sia dal punto di vista tattico che psicologico. Infine, fuori dal campo supportavo il mister nella gestione dello spogliatoio, soprattutto nei rapporti col singolo calciatore. Ripensando a questi anni credo sinceramente di essere riuscito ad entrare al meglio, e con profitto per il nostro lavoro comune, in un ruolo per me nuovo ed inedito, con meno responsabilità di quelle che sono sempre stato abituato a fronteggiare da primo allenatore ma non per questo meno interessante e fonte di crescita.

Alla luce della tua lunga esperienza nel settore giovanile, qual è il tuo giudizio sulla situazione attuale?

Sinceramente penso che il livello dei giovani che arrivano in prima squadra si è abbassato e chiaramente questo determina  un fenomeno a cascata: in serie A e B arrivano i migliori ma in pochi trovano spazio quindi spesso preferiscono o sono costretti ad accettare la Lega Pro per testarsi con gli adulti da protagonisti. Solo chi dimostra di avere le qualità e la testa necessaria riesce a giocare con continuità. Purtroppo nei dilettanti vanno gli altri, soprattutto perchè necessari come fuori quota più che altro, finendo spesso per non giocare appena passano di età. Per fortuna che ogni anno succede ancora che qualcuno riesce ad emergere dai dilettanti, o per una maturazione ritardata o perchè nei Prof hanno errato le valutazioni. Diverso invece il discorso per i ragazzi africani che appaiono dal nulla ma con grandi motivazioni e a volte anche qualità spesso fisiche, riuscendo così a bruciare le tappe. Io comunque continuo ad essere dell’idea che bisognerebbe investire e credere di più nei giovani e in squadre giovani, sebbene anche se constato che la voglia di lavorare duro e soffrire è sempre più un bene raro…e senza queste qualità difficilmente si riesce ad emergere.

Quali sono le differenze principali che hai potuto vedere passando ad allenare adulti professionisti rispetto a dilettanti di eccellenza e serie D?

Innanzitutto mi sembra di poter dire, alla luce delle tante partite viste fra Lega Pro e Serie D (soprattutto Toscana, Emilia Romagna e Veneto), che il divario tra Prof e Dilettanti è aumentato: forse ha inciso la scomparsa della Lega Pro 2.

E’ quasi scontato affermare che fare il calciatore a tempo pieno determina una differenza sia a livello comportamentale che mentale. Non è detto che questo aspetto renda il lavoro dell’allenatore più facile però è chiaro che la gestione dei tempi e degli allenamenti è sicuramente migliore e questo ti permette di pretendere dai giocatori sempre il massimo in ogni momento ed aspetto. Questo fa la differenza!

Chiaro che poi ci sono altri fattori da considerare quali il diverso tasso di qualità dei giocatori o la possibilità di allenarsi in strutture adeguate. C’è una regola non scritta che vale sempre: come ti alleni si vede in campo, sia a livello di squadra sia a maggior ragione individuale. E a questo proposito faccio un’osservazione trasversale a prof e dilettanti, adulti e giovani: noto che in allenamento c’è sempre meno voglia di pensare, per assurdo parecchi giocatori preferiscono correre  piuttosto che affrontare esercitazioni più impegnative a livello cognitivo. Mi farebbe piacere confrontarmi a tal proposito durante il GENIUS COACH LAB con gli allenatori e relatori che interverranno: si dice sempre che la differenza in partita la fanno le qualità tecniche e temperamentali sia individuali che collettive ma non pensate che possa essere determinante la capacità di sapere ragionare e scegliere?

Carpi-Empoli 1-0

35° Giornata di Serie A, Carpi-Empoli

Mister Castori schiera il Carpi con il modulo 4-4-1-1

               Belec

Letizia   Romagnoli   Poli   Gagliolo

Pasciuti  Crimi  Bianco  Di Gaudio

               Lollo

             Mbakogu

Marco Giampaolo dispone l’Empoli con il consueto 4-3-1-2

                     Pelagotti

Zambelli   Cosic   Costa   Mario Rui

   Zielinski   Paredes   Buchel

                Saponara

   Mchelidze         Pucciarelli

Il Carpi ha un iniziale miglior approccio alla partita, puntando sull’aggressione alta e rendendosi subito pericoloso su corner: Mbakogu anticipa i difensori avversari, disposti a zona, e sfiora il gol di testa. L’Empoli ricerca il possesso palla sfruttando in particolare la densità a centrocampo: il mediano basso Paredes viene cercato e si propone costantemente nella fase di costruzione, andando poi a trovare spesso la palla verticale sul vertice alto del rombo Saponara. Col passare dei minuti l’Empoli acquista il controllo della partita seppur al minuto 25 rimane in 10 per espulsione della punta Mchelidze. Nella stessa occasione viene espulso anche Mister Castori. Giampaolo decide di non variare lo schieramento tattico nonostante l’inferiorità numerica (modulo 4-3-1-1). In questa fase i quattro centrocampisti azzurri riescono a sopperire all’uomo in meno grazie alla grande abilità nel palleggio. I terzini Mario Rui e Zambelli appoggiano l’azione per cui l’Empoli controlla agevolmente la partita e sfiora anche il gol del vantaggio con uno spunto personale di Buchel, ben liberato da Saponara.

Nessuna variazione all’intervallo, il primo cambio arriva al 54’ quando Castori sostituisce Crimi e passa al modulo 4-4-2 inserendo la seconda punta Lasagna. Lollo arretra sulla linea dei centrocampisti di fianco a Bianco che si sposta sul centro destra. Al 62’ sulla fascia destra Pasciuti mette un bel cross per Mbakogu che sbaglia da buona posizione. Al 64’ Castori effettua una seconda modifica, inserendo De Guzman al posto di Di Gaudio e passa al modulo 3-4-1-2. La difesa a tre è composta da Poli – Romagnoli – Gagliolo. Pasciuti esterno destro, la coppia centrale rimane invariata, Letizia si sposta sull’esterno sinistro. De Guzman trequartista dietro le due punte. Quattro minuti dopo Giampaolo effettua il primo cambio, inserendo Croce al posto di Buchel. Il cambio di Castori non ha però effetto positivo, il Carpi si allunga sul campo e lascia maggiore spazio alle ripartenze avversarie. In particolare, Pucciarelli sfiora il gol del vantaggio, bella parata del portiere Belec.

Al 78’ Castori modifica la situazione e ritorna al modulo 4-4-2. Esce Mbakogu sostituito da Mancosu, si ricostituisce la catena di destra Letizia – Pasciuti, De Guzman si allarga esterno sinistro a centrocampo, Gagliolo torna terzino sinistro. Proprio dalla fascia destra arriva il cross di Pasciuti che Lasagna mette in rete per il gol dell’1-0 (84′). Giampaolo reagisce subito allo svantaggio inserendo un attaccante, Maccarone, al posto di Paredes. L’Empoli si dispone col modulo 4-2-1-2, Zielinski (centro destra) e Croce (centro sinistra) in mezzo, Saponara dietro le due punte. All’87’ terzo cambio dell’Empoli, Bittante per Zambelli.  Al 90’ il Carpi resta in 10 per l’espulsione di Lollo. Per i minuti finali la squadra emiliana si dispone col 4-4-1, Pasciuti si accentra a fianco di Bianco, Mancosu si abbassa esterno destro di centrocampo.

Il Carpi resiste e porta a casa la vittoria per 1-0, tre punti importantissimi che consentono di mantenere il vantaggio sul terzultimo posto.

Giampaolo-Castori-e1461403030192

Hertha Berlino-Bayern Monaco 0-2

WP_20160423_011Olympiastadion di Berlino, 31°Giornata di Bundesliga, Hertha Berlino quarta in classifica ospita il Bayern Monaco di Pep Guardiola.

Mister Pal Dardai schiera l’Hertha con modulo 4-4-1-1

Kraft

Pekarik   Langkamp   Lustenberger   Plattenhardt

Mittelstadt  Cigerci   Stark     Stocker

 Weiser

           Ibisevic

Pep Guardiola dispone il Bayern con modulo 4-2-3-1

             Neuer

Rafinha   Benatia   Tasci   Kimmich

           Vidal   Thiago Alcantara

   Muller       Gotze                  Douglas Costa

                       Lewandowski

L’Hertha Berlino parte con grande aggressività per disturbare sul nascere la costruzione dal basso del Bayern Monaco. In particolare, quando la palla arriva ai terzini del Bayern vengono chiusi tutti gli appoggi vicini e i giocatori di Guardiola devono uscire con utilizzo del portiere. La manovra del Bayern passa poi attraverso i due centrocampisti centrali che si alternano nel dare appoggio basso ai difensori. In attacco, Lewandowski si occupa di attaccare la profondità tutte le volte che un compagno riceve palla e può vedere la profondità. In alternativa, è Muller che effettua questo tipo di movimento, mentre Douglas Costa predilige la posizione larghissima a sinistra. In alcune situazioni, Lewandowski e Muller invertono le posizioni. Non ci sono occasioni da gol, ad eccezione di un corner dell’Hertha e di un’occasione per Thiago. Al 20’ Guardiola inverte i propri terzini, Kimmich passa a destra e Rafinha a sinistra. Come da abitudine, il Bayern mantiene costantemente il possesso palla, la squadra ha un baricentro avanzato e questo la espone al rischio di ripartenza veloce su palla recuperata: in particolare, il trequartista Weiser si rende più volte pericoloso con azioni personali. Intorno alla mezzora, l’Hertha abbassa il proprio baricentro ma si difende bene senza rischiare nulla. Il primo tempo termina 0-0 ed all’intervallo Dardai effettua una sostituzione, esce Ibisevic ed entra al suo posto Schleber.

Dopo due minuti del secondo tempo la partita si sblocca: azione corale del Bayern che muove palla dalla fascia sinistra per poi liberare pochi metri fuori area Vidal che calcia a rete, tiro deviato da un avversario e gol dell’1-0. Subito il gol, Hertha Berlino non modifica il suo atteggiamento né la disposizione.  Al 57’ Guardiola effettua un doppio cambio: Alaba sostituisce Rafinha nel ruolo di terzino sinistro mentre Ribery entra nel ruolo di attaccante esterno sinistro, Muller lascia il campo e Douglas Costa si sposta a giocare attaccante esterno destro a piede invertito. Al 64’ secondo cambio di Dardai, esce Stocker ed entra il più offensivo Kalou. L’Hertha Berlino non riesce a rendersi pericoloso, la squadra di Guardiola controlla la partita pur senza creare grandi occasioni. Al 78’ una grandissima giocata di Douglas Costa chiude la partita: dopo aver ricevuto palla sull’esterno, rientra un paio di metri dentro il campo ed incrocia sull’angolo opposto, palla nel sette, un grande gol! All’80’ minuto Dardai inverte l’attaccante Schleber con Kalou. All’ 83’ terzo cambio dell’Hertha, entra Kohls per Cigarci. Un minuto dopo Guardiola effettua l’ultima sostituzione, esce Lewandowski e la squadra si dispone ora col 4-3-3. Gotze diventa la prima punta, il neo entrato Martinez si posiziona mediano basso, Vidal e Thiago Alcantara, entrambi ammoniti, si alzano ad interni di centrocampo.

Finisce 0-2, una grande prova di forza della squadra di Guardiola contro una formazione quarta in classifica che si è difesa con grande ordine, pur senza rendersi pericolosa in attacco ad eccezione dei primi venti minuti.

fbl-ger-bundesliga-herta-berlin-bayern-munich-foto-53-666x444

Modena-Perugia 3-0

37° Giornata del campionato di serie B, si affrontano Modena e Perugia.

Mister Bergodi schiera il Modena con il modulo 4-3-1-2

     Manfredini

Osuji   Gozzi   Marzoratti   Rubin

   Nardini  Giorico   Bentivoglio

    Mazzarani

   Stanco            Granoche

Mister Bisoli dispone il Perugia con il 4-2-3-1

                 Rosati

Del Prete  Volta  Belmonte  Spinazzola

              Zebli    Prcic

Aguirre     Della Rocca    Drolè

                    Bianchi

Entrambe le squadre prediligono giocate in verticale, non ricercando, almeno inizialmente, la costruzione dal basso. Nessuna delle squadre ha il predominio del campo, si ricerca grande aggressività sull’avversario. Nei primi minuti il Perugia si rende pericoloso con azione personale di Aguirre, il Modena sfiora il gol con una girata aerea di Mazzarani. Col passare dei minuti il Modena si rende più pericoloso, sfruttando in particolare la situazione di superiorità numerica che si viene a creare sulla parte sinistra del campo (anche a causa dell’assenza di lavoro in fase difensiva di Aguirre) , dove Bentivoglio si allarga in appoggio al mediano basso Giorico, il terzino sinistro Rubin si alza in fascia ed il trequartista Mazzarani o la punta Stanco si propongono per la giocata verticale. Inoltre il Modena crea pericoli all’avversario su corner, situazione nella quale il Perugia si dispone a zona ma i giocatori non sono reattivi nel colpire la palla. Proprio da un corner, battuto con scambio corto Mazzarani – Giorico – Mazzarani, arriva il vantaggio modenese di Granoche.

Immediatamente dopo essere passato in svantaggio (29’), Bisoli effettua una modifica allo schieramento, portando Della Rocca sul lato sinistro, spostando Aguirre a sostegno della punta centrale con Drolè dalla parte destra. E’ proprio su questo lato, a causa di un intervento falloso dovuto a copertura fatta in ritardo dello stesso Drolè, che il Modena si procura un calcio di rigore. Granoche si fa respingere il tiro ma ribatte in rete per il 2-0 (32’). Si arriva all’intervallo senza particolari occasioni, eccezion fatta per i tiri da fuori di Mazzarani e Prcic. All’intervallo Bisoli toglie dal campo uno spaesato Drolè ed inserisce Fabinho sull’esterno sinistro, Della Rocca si sposta esterno destro. Al 53’ nuova inversione degli esterni Fabinho (dx)- Della Rocca (sn). Allo stesso minuto Bergodi è costretto a togliere l’infortunato Mazzarani ed inserire al suo posto Belingheri. Al 56’ Fabinho si rende pericoloso con un’azione personale sulla fascia destra ed arriva al tiro.

Al 58’ Bisoli effettua la seconda sostituzione, inserendo Ardemagni al posto di Bianchi. Dal 65’ circa il Perugia ha il predominio del campo: in questa fase la circolazione della palla è più fluida e la squadra in trasferta riesce a muovere da un lato all’altro per arrivare a liberare i terzini che si inseriscono. E’ una fase di sofferenza del Modena, spezzata però dal terzo gol di Granoche, arrivato subito dopo il terzo cambio di Bisoli, Molina per Della Rocca. (74’). Sul 3-0 Bergodi effettua il secondo cambio, Luppi per Stanco. Nonostante lo svantaggio pesante il Perugia continua a fare la partita ma senza creare occasioni gol. Ultimo cambio per Bergodi all’85’, esce Bentivoglio sostituito da Besea interno destro, Nardini si sposta interno sinistro.

Finisce 3-0 per il Modena, una vittoria nel complesso meritata.

1461069583301.jpg--modena_perugia__fischio_d_inizio_ore_20_30_

Sassuolo-Genoa 0-1

Per la 32° Giornata di Serie A si incontrano Sassuolo e Genoa.

Mister Di Francesco conferma il modulo 4-3-3

 Consigli

Vrsaljko  Cannavaro  Acerbi  Peluso

  Biondini   Magnanelli   Duncan

Berardi         Defrel         Sansone

Gasperini schiera il Genoa con il modulo 3-5-2

      Perin

   Marchese   Munoz   De Maio

Fiamozzi Rigoni Rincon Dzemaili Gabriel Silva

      Matavz          Suso

Entrambe le squadre privilegiano la costruzione del gioco dal basso. A centrocampo si delineano tre duelli individuali: nella metàcampo avversaria, il Sassuolo lavora sui tre centrocampisti del Genoa in contrapposizione uomo contro uomo, per cui è Magnanelli ad uscire dalla posizione di mediano basso per andare a prendere il mediano basso avversario Rincon. Nella propria metàcampo invece il comportamento dei tre centrocampisti è a protezione della zona, con scalate in funzione della palla.

Il Genoa in fase di non possesso palla lavora con una prima uscita della propria punta sul terzino avversario; sul giro palla, (ES. lato sinistro) sul terzino opposto fa un’uscita veloce l’interno di centrocampo, l’esterno si abbassa con l’attaccante esterno, il centrale difensivo di destra esce alto a metàcampo per prendere l’interno destro avversario. Nella fase di possesso palla, il Genoa ricerca nello sviluppo l’uscita sul lato debole avversario, sfruttando l’ampiezza data da esterno di centrocampo con interno che porta la superiorità numerica.

La partita è bella nonostante non ci siano tante occasioni da gol: al 29’ il Sassuolo sfiora il vantaggio con Sansone sul quale effettua una grande parata Perin. Da segnalare che questa azione nasce da una riconquista bassa da parte di Peluso, il quale non butta via la palla pur in situazione di pressione ma la gioca a Duncan che fa partire l’azione. Al 42’ il Genoa passa in vantaggio, Dzemaili appoggia in rete il tiro di Matavz ribattuto dal palo.

Nessuna modifica dei due allenatori all’intervallo. Il secondo tempo inizia con il Sassuolo che mantiene il possesso palla e dopo pochi minuti chiude gli avversari nella loro metàcampo costringendoli prevalentemente alla difesa del risultato. Solo in rare circostanze il Genoa riesce a ripartire. In questa fase si mette in luce soprattutto Duncan che è autore di numerosi inserimenti in zona centrale. Probabilmente per limitare questa situazione, Gasperini al 64’ inserisce un giocatore con caratteristiche più difensive, Ansaldi, per Rigoni. Al 71’ il mister del Genoa effettua il secondo cambio, Pavoletti per Matavz. Da alcuni minuti Suso ha abbassato la sua posizione andando a giocare nella zona del mediano basso Magnanelli, trasformando quindi il modulo rossoblu in 3-5-1-1.

Al 74’ Di Francesco sostituisce Berardi con Politano. Al 79’ il mister del Sassuolo passa al 4-2-4: esce Biondini, in mezzo Magnanelli (centro sinistra) e duncan (centro destra), Politano attaccante esterno destro, Sansone attaccante esterno sinistro, Defrel ed il neo entrato Falcinelli punte centrali. Un minuto dopo Gasperini decide l’ultimo cambio: entra Tachsidis che si posiziona mediano basso davanti la difesa, l’ottimo Rincon si sposta interno destro, Ansaldi si abbassa esterno destro e Fiamozzi si sistema nella posizione occupata da Marchese, centrale difensivo di destra.

Nonostante i continui attacchi il Sassuolo non riesce a trovare il gol, anche per l’ottima prova difensiva della squadra di Gasperini. Finisce 0-1.

Gasperini-Di-Francesco-e1460060862826