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Carpi-Maceratese 3-2

Coppa Italia Secondo turno, Carpi contro Maceratese.

Mister Fabrizio Castori schiera il Carpi con modulo 4-4-1-1

                             Colombi

Letizia   Romagnoli   Blanchard   Gagliolo

Pasciuti     Sabbione  Fedele      Di Gaudio

                          Catellani

                              Comi

Mister Federico Giunti sceglie il modulo 4-3-1-2 per la Maceratese

                               Forte

Franchini   Marchetti   Gattari   Broli

      Malaccari  Quadri  De Grazia

                          Turchetta

            Colombi                 Kouko

Il Carpi, pur presentando cinque nuovi acquisti, conferma l’impostazione tattica degli ultimi due anni: poca costruzione dal basso e ricerca della profondità attaccata dalle punte e dai centrocampisti esterni. La Maceratese al contrario inizia la partita ricercando il gioco palla a terra fin dal portiere. Il mediano basso Quadri si abbassa tra i due difensori centrali per creare un’iniziale superiorità numerica. Sul lato sinistro la squadra di Giunti è pericolosa grazie alle iniziative di Kouko e soprattutto De Grazia, supportati dagli inserimenti del terzino Broli. Nonostante la differenza di categoria, la squadra in trasferta gioca alla pari anche se al 10′ un errore del portiere porta alla concessione del rigore che Catellani trasforma, Carpi avanti 1-0. Il gol subito toglie sicurezza ai giocatori della Maceratese che rinunciano in più occasioni alla costruzione iniziale privilegiando il lancio lungo. Inoltre l’allineamento di Turchetta sulla linea degli attaccanti facilita il compito alla linea difensiva avversaria. Il Carpi tiene alto il ritmo e si rende pericoloso con la soluzione del lancio sugli esterni, in particolare è Blanchard a cercare Di Gaudio e Pasciuti. Al 28′ è però il talentuoso Turchetta a sfiorare il pari con un tiro a girare sul secondo palo. Al 35′ il Carpi raddoppia grazie ad una sfortunata autorete di Marchetti. Primo tempo che termina sul 2-0.

Nel secondo tempo la Maceratese si ripresenta in campo con un 4-3-3, De Grazia si allarga sul lato sinistro, Kouko attaccante esterno destro e Colombi è la punta centrale. Castori effettua una modifica a centrocampo, invertendo i due centrocampisti centrali Fedele e Sabbione. Al 47′ Catellani scatta sul filo del fuorigioco e segna il 3-0. Catellani ha poi altre due occasioni per il quarto gol. La partita sembra chiusa…

Al 66′ Giunti effettua la prima sostituzione: Palmieri attaccante esterno destro sostituisce Colombi, Kouko diventa la punta centrale. Un minuto dopo, primo cambio di Castori: esce Di Gaudio sostituito da Poli terzino destro, Letizia si alza ad esterno sinistro di centrocampo. Al 69′ un cambio per parte: Giunti inserisce il terzino destro Ventola per Malaccari, Franchini si alza interno dx di centrocampo. Castori sostituisce Comi con De Marchi. Il neo-entrato sfiora subito il gol con un tiro al volo.

Al 73′ Blanchard viene espulso e Castori riorganizza la squadra con modulo 4-3-1-1: Letizia arretra terzino destro, Poli si accentra, a centrocampo Sabbione è il mediano basso, Fedele si sposta sul centro-dx e Pasciuti si accentra interno sinistro.

Terzo cambio di Castori al 76′: Mbaye entra al posto di Pasciuti e si posiziona mediano basso, Fedele si alza interno sinistro. Nei primi minuti di superiorità numerica la Maceratese non riesce a sfruttare la situazione, l’aggressione è individuale e non di squadra così il Carpi controlla la partita. Dall’80’ però i padroni di casa abbassano il baricentro e gli ospiti creano alcune occasioni; all’86′ una giocata di Turchetta, momentaneamente spostatosi a destra, porta al 3-1 di Palmieri. Dopo il gol, Castori passa al 4-4-1: arretra Catellani a sinistra, sposta Sabbione esterno destro, in mezzo Mbaye centro-dx e Fedele centro-sn.

Terzo cambio all’88′ per Giunti, Bondioli per Gattari. La Maceratese attacca e sfiora il 3-2 con Marchetti che colpisce la traversa. Al quarto dei cinque minuti di recupero ancora Turchetta è decisivo andando a procurarsi un rigore che Quadri trasforma. E’ 3-2 ma non c’è più tempo: il Carpi, con qualche sofferenza nel finale, passa meritatamente il turno.    

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Hertha Berlino-Bayern Monaco 0-2

WP_20160423_011Olympiastadion di Berlino, 31°Giornata di Bundesliga, Hertha Berlino quarta in classifica ospita il Bayern Monaco di Pep Guardiola.

Mister Pal Dardai schiera l’Hertha con modulo 4-4-1-1

Kraft

Pekarik   Langkamp   Lustenberger   Plattenhardt

Mittelstadt  Cigerci   Stark     Stocker

 Weiser

           Ibisevic

Pep Guardiola dispone il Bayern con modulo 4-2-3-1

             Neuer

Rafinha   Benatia   Tasci   Kimmich

           Vidal   Thiago Alcantara

   Muller       Gotze                  Douglas Costa

                       Lewandowski

L’Hertha Berlino parte con grande aggressività per disturbare sul nascere la costruzione dal basso del Bayern Monaco. In particolare, quando la palla arriva ai terzini del Bayern vengono chiusi tutti gli appoggi vicini e i giocatori di Guardiola devono uscire con utilizzo del portiere. La manovra del Bayern passa poi attraverso i due centrocampisti centrali che si alternano nel dare appoggio basso ai difensori. In attacco, Lewandowski si occupa di attaccare la profondità tutte le volte che un compagno riceve palla e può vedere la profondità. In alternativa, è Muller che effettua questo tipo di movimento, mentre Douglas Costa predilige la posizione larghissima a sinistra. In alcune situazioni, Lewandowski e Muller invertono le posizioni. Non ci sono occasioni da gol, ad eccezione di un corner dell’Hertha e di un’occasione per Thiago. Al 20’ Guardiola inverte i propri terzini, Kimmich passa a destra e Rafinha a sinistra. Come da abitudine, il Bayern mantiene costantemente il possesso palla, la squadra ha un baricentro avanzato e questo la espone al rischio di ripartenza veloce su palla recuperata: in particolare, il trequartista Weiser si rende più volte pericoloso con azioni personali. Intorno alla mezzora, l’Hertha abbassa il proprio baricentro ma si difende bene senza rischiare nulla. Il primo tempo termina 0-0 ed all’intervallo Dardai effettua una sostituzione, esce Ibisevic ed entra al suo posto Schleber.

Dopo due minuti del secondo tempo la partita si sblocca: azione corale del Bayern che muove palla dalla fascia sinistra per poi liberare pochi metri fuori area Vidal che calcia a rete, tiro deviato da un avversario e gol dell’1-0. Subito il gol, Hertha Berlino non modifica il suo atteggiamento né la disposizione.  Al 57’ Guardiola effettua un doppio cambio: Alaba sostituisce Rafinha nel ruolo di terzino sinistro mentre Ribery entra nel ruolo di attaccante esterno sinistro, Muller lascia il campo e Douglas Costa si sposta a giocare attaccante esterno destro a piede invertito. Al 64’ secondo cambio di Dardai, esce Stocker ed entra il più offensivo Kalou. L’Hertha Berlino non riesce a rendersi pericoloso, la squadra di Guardiola controlla la partita pur senza creare grandi occasioni. Al 78’ una grandissima giocata di Douglas Costa chiude la partita: dopo aver ricevuto palla sull’esterno, rientra un paio di metri dentro il campo ed incrocia sull’angolo opposto, palla nel sette, un grande gol! All’80’ minuto Dardai inverte l’attaccante Schleber con Kalou. All’ 83’ terzo cambio dell’Hertha, entra Kohls per Cigarci. Un minuto dopo Guardiola effettua l’ultima sostituzione, esce Lewandowski e la squadra si dispone ora col 4-3-3. Gotze diventa la prima punta, il neo entrato Martinez si posiziona mediano basso, Vidal e Thiago Alcantara, entrambi ammoniti, si alzano ad interni di centrocampo.

Finisce 0-2, una grande prova di forza della squadra di Guardiola contro una formazione quarta in classifica che si è difesa con grande ordine, pur senza rendersi pericolosa in attacco ad eccezione dei primi venti minuti.

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Carpi-Sassuolo 1-3

Derby Modenese al Braglia, 31° Giornata della Serie A, Carpi-Sassuolo.

Mister Castori decide di schierare il Carpi con il modulo 4-5-1

   Belec

Letizia   Romagnoli   Gagliolo   Poli

Di Gaudio Bianco Porcari Kofie Pasciuti

      Mancosu

*Porcari pare sia stato scelto in extremis a sostituire Lollo infortunatosi nel riscaldamento.

Eusebio Di Francesco schiera il Sassuolo con il consueto modulo 4-3-3

     Consigli

Vrsaljko   Acerbi   Peluso   Longhi

      Biondini Magnanelli Duncan

Berardi        Defrel        Sansone

I primi minuti vedono un approccio aggressivo del Carpi ma, al 4’ minuto, complice un errato posizionamento di Romagnoli, il Sassuolo passa in vantaggio con Sansone. Qui la partita cambia completamente, il Sassuolo mantiene costantemente il possesso palla, la squadra di Castori non riesce ad opporsi con la necessaria efficacia. La pressione dei biancorossi avviene spesso in ritardo ed il continuo movimento coordinato dei giocatori di Di Francesco fa si che il Sassuolo possa comandare la partita. In fase di non possesso palla, non esiste una marcatura specifica sul mediano basso Magnanelli, escono a turno Bianco, Porcari e Kofie.

Gli unici problemi per il Sassuolo nascono dalla coppia centrale difensiva improvvisata e non ben assortita per caratteristiche: sia Peluso che Acerbi sono infatti giocatori alti, dalle lunghe leve, e possono essere messi in difficoltà in situazione di rapida ripartenza, sia contro Mancosu che contro Di Gaudio. L’occasione più pericolosa per il Carpi capita sui piedi di Kofie che sfrutta un’uscita in ritardo di Acerbi ma calcia fuori.

Al minuto 25 il Carpi pareggia con Gagliolo che mette in rete di testa una punizione laterale. Il gol non cambia però la partita, ed al minuto 36, a seguito di un’aggressione altissima degli attaccanti, il Sassuolo torna in vantaggio con Defrel. Il primo tempo si chiude 1-2, risultato stretto per la squadra di Di Francesco.

All’intervallo Castori effettua un cambio di modulo, inserisce l’attaccante Lasagna al posto di Porcari e passa al 4-4-2, la coppia di centrocampo si risistema con Kofie centro-destra e Bianco centro-sinistra. Pur senza creare clamorose occasioni da gol, il Carpi dimostra di poter riaprire la partita: nel secondo tempo i biancorossi sono più efficaci nel pressing alto e la costruzione dal basso sistematica (dal 1’ al 90’!) del Sassuolo è messa in difficoltà. In particolare, al 52’, nonostante un momento di difficoltà nelle ultime giocate, Consigli non rinuncia servire palla a terra i suoi compagni.

Al 63’ Castori effettua il secondo cambio, toglie Di Gaudio, nonostante mostrasse brillantezza nelle situazioni di 1vs1, ed inserisce Verdi. Al 67’ Di Francesco ricompone la coppia difensiva titolare inserendo Cannavaro: esce Longhi, Peluso si allarga terzino sinistro. Al 73’ il gol che chiude la partita: corner per il Sassuolo, Acerbi colpisce di testa dentro l’area piccola sfruttando l’errato intervento di Romagnoli. Al 78’ Castori effettua il terzo cambio, esce Mancosu sostituito da De Guzman, attaccante più portato al raccordo col centrocampo. Secondo cambio di Di Francesco all’80’, Politano sostituisce Berardi; quattro minuti dopo esce Biondini, al suo posto Pellegrini.

Finisce 3-1 per il Sassuolo una partita che, se escludiamo una ventina di minuti del secondo tempo, è sembrata nettamente squilibrata: la squadra di Di Francesco conferma di essere una delle più belle della Serie A 2015/2016 per gioco espresso, il Carpi stasera non ha fatto vedere quelli che sono stati finora i suoi punti di forza, ovvero intensità ed aggressività.

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Novara-Vicenza 4-0

Novara e Vicenza si affrontano per la 30°Giornata di Serie B
Mister Baroni dispone i suoi uomini con modulo 4-4-2
Da Costa
Faraoni Troest Dall’Orco Garofalo
Faragò Casarini Viola Corazza
Gonzalez Lanzafame
Marino schiera il Vicenza con modulo 5-2-3
Vigorito
Laverone Sampirisi Brighenti Ligi Pinato
Moretti Signori
Galano Ebagua Giacomelli
Il Novara ha un miglior approccio alla partita nel primo quarto d’ora, cercando giocate rapide per poi attaccare la profondità. Marino propone una difesa a cinque che consente la superiorità numerica difensiva. Dopo una buona occasione con Corazza, è però il Vicenza ad entrare in partita; sfruttando la superiorità difensiva, i biancorossi conquistano il possesso palla ed il Novara va in difficoltà. I padroni di casa cercano infatti un’aggressione alta ma mancano le distanze giuste e gli avversari riescono con un buon giro palla a mandarli a vuoto. Grazie al buon scaglionamento esterno-attaccante esterno, il Vicenza crea problemi nelle due zone di trequarti del Novara, tra terzino-mediano ed esterno. Dalla fascia sinistra nasce prima il cross di Pinato colpito da Ebagua che centra la traversa, poi il cross rasoterra di Giacomelli per Galano che mette fuori. Il primo tempo si chiude sullo 0-0.
All’intervallo Baroni decide un cambio, entra una prima punta di peso, Evacuo, esce Lanzafame, allo scopo di avere un’alternativa di gioco usata spesso dal Novara, il lancio lungo. Al 48’ episodio importante, Pinato viene ammonito per la seconda volta e deve uscire dal campo. Marino passa al modulo 4-4-1, Sampirisi si sposta terzino sinistro, Brighenti e Ligi sono i due centrali, Laverone terzino destro, Galano e Giacomelli si abbassano sulla linea dei centrocampisti. Il Novara alza i ritmi e trova subito il gol al 50’ con una grande giocata di Gonzalez che mette in porta Corazza per il vantaggio. Al 57’ Baroni decide la seconda sostituzione, Dickmann per l’ammonito Faraoni. Nonostante la superiorità numerica il Novara non riesce però a gestire il possesso palla ed il Vicenza rimane in partita, tanto da creare una pericolosissima palla gol da destra, cross di Ebagua per galano solo dentro l’area. (65’) Marino decide al 77’ il primo cambio: inserisce un’altra prima punta, Raicevic, togliendo Giacomelli. Vicenza che si risistema 4-3-2 Moretti mediano basso, Galano interno sn e Signori interno destro. L’intento è quello di rinunciare alla costruzione bassa e cercare il lancio lungo sulle due punte. Questa situazione si verifica dopo pochi minuti e, da una spizzicata di Raicevic, Ebagua si libera davanti al portiere ma mette fuori la clamorosa occasione del pareggio.
Secondo cambio di Marino all’82’, esce Moretti ed entra Bellomo interno dx, Signori scala mediano basso.
Un minuto dopo Baroni modifica il proprio schieramento per riportare parità numerica a centrocampo: 4-3-3 con Viola mediano basso, Faragò interno destro e Casarini interno sinistro, Gonzalez si allarga attaccante esterno destro, Evacuo unica punta e Corazza esterno sinistro. La mossa dà i suoi frutti poichè il Vicenza è sbilanciato e subisce prima il 2-0 all’86’ con Evacuo, poi in successione altri due gol di Faragò eViola. Al 91’ ultimo cambio di Baroni: esce Troest sostituito da Mantovani.
4-0 per il Novara, sicuramente un passivo troppo pesante per il Vicenza che ha giocato pressochè tutto il secondo tempo in inferiorità numerica e nonostante questo ha dato impressione di poter pareggiare la gara.

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Fiorentina-Napoli 1-1

A Firenze si gioca il posticipo della 27’ Giornata di Serie A, Fiorentina-Napoli

Paulo Sousa schiera la Fiorentina con modulo 4-2-3-1

      Tatarusanu

Roncaglia   G.Rodriguez   Astori   Alonso

             Badelj     Vecino

Tello      MatiFernandez       BorjaValero

                Kalinic

Sarri dispone il Napoli con il consueto 4-3-3

  Reina

Hysaj   Albiol   Koulibaly   Ghoulam

      Allan   Jorginho   Hamsik

Callejon      Higuain     Insigne

La partita è bellissima, si affrontano due squadre propositive, che tentano di costruire gioco in qualsiasi zona di campo e, in fase difensiva, operano un pressing ultra-offensivo.

Dopo 5 minuti la Fiorentina giustifica il proprio miglior approccio alla partita con il vantaggio: corner di Borja Valero, Marcos Alonso sorprende la difesa a zona del Napoli. Clamorosamente il Napoli pareggia dopo pochissimi secondi, grazie ad un errore dello stesso Alonso.

Le squadre si dividono quasi equamente il possesso palla, la Fiorentina nella fase di costruzione alza Tello Mati Fernandez Borja Valero e Alonso sulla difesa avversaria, da lì iniziano poi i movimenti di smarcamento. Sulla fascia destra del Napoli la posizione avanzata del terzino Alonso genera qualche problema a Hysaj e Callejon, anche perché Allan tende per caratteristiche ad alzarsi in pressing. La Fiorentina si rende pericolosa grazie alla ricerca dell’ampiezza e, sulla propria fascia destra, si rende pericolosa con Tello fortissimo in 1vs1.

La partita è giocata a ritmi altissimi ed i pochi errori in fase di costruzione diventano occasioni per la ripartenza della squadra in non possesso. Proprio su uno sbaglio in impostazione di Koulibaly nasce l’occasione clamorosa di Kalinic che colpisce la traversa. Qualche minuto dopo, seconda traversa colpita da Tello.

Il Napoli gioca il calcio di possesso che l’ha resa protagonista quest’anno, seppur con qualche lentezza di troppo:  le occasioni più pericolose nascono da rapida ricerca della profondità.

Il secondo tempo ricomincia senza variazioni da parte dei due allenatori; al 60’ il Napoli sfiora il gol prima con Callejon poi con Higuain. Al 66’ Sarri decide il primo cambio, entra David Lopes a sostituire Allan. Tre minuti dopo anche Sousa effettua la prima sostituzione, Bernardeschi va a posizionarsi nel ruolo di Mati Fernandez  che poco prima aveva sfiorato il gol con un bel tiro da fuori.

Al 77’ Sarri sostituisce Callejon, che si è sacrificato tantissimo nella fase difensiva, con Mertens. Dopo qualche minuto Mertens si invertirà di fascia con Insigne; proprio dalla nuova posizione Insigne avrà l’ultima palla gol, servita da Gabbiadini, entrato al 90’ al posto di Higuain. Anche Sousa effettua un cambio al 90’, esce Badelj sostituito da Ilicic.

Finisce 1-1 una partita bellissima: la Fiorentina ha dimostrato una miglior gestione dell’attacco a difesa schierata, il Napoli probabilmente non è nel miglior momento della stagione e più volte è mancata un po’ di lucidità. Le occasioni da gol si equivalgono, pareggio giusto.

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Reggiana-FeralpiSalò 3-0

Reggiana e Feralpi Salò si affrontano per la 24’Giornata del campionato di LegaPRO

Colombo schiera la Reggiana col modulo 3-5-2

 Perilli

    Spanò   Parola   Sabotic

Mogos Bruccini Pazienza Maltese Siega

        Arma   Letizia

Diana dispone la Feralpisalò con modulo 4-3-3

Caglioni

Tantardini Leonarduzzi Ranellucci Allievi

   Fabris  Settembrini   Maracchi

Bracaletti     Romero       Cesaretti

La Feralpisalò mantiene il possesso palla mentre la Reggiana adotta una tattica attendista, baricentro della squadra basso, difesa a 5 giocatori, la prima uscita sugli esterni è ad opera degli interni di centrocampo. Dei tre centrocampisti della squadra di Diana, Settembrini e Maracchi rimangono in appoggio mentre Fabris si alza sistematicamente in avanti.  Nei primi 15 minuti i granata sono precipitosi nella costruzione e commettono numerosi errori. In fase di non possesso, la Feralpi lascia la costruzione ai tre difensori centrali avversari, al punta Romero si occupa di chiudere la giocata sul mediano basso, i due attaccanti esterni chiudono la giocata centrale-esterno.

La partita si decide dal 14’ al 23’ quando la Reggiana segna tre gol: dapprima sugli sviluppi di un corner con Arma, poi su azione successiva sempre ad un corner, infine con una bella combinazione sulla fascia sinistra Maltese-Siega (i due migliori in campo).

La situazione da cui nasce il secondo gol si ripeterà più volte nell’arco dell’incontro: spesso Maltese e Bruccini recuperano palla, senza pressione, sull’esterno, dove gli attaccanti esterni della Feralpi saranno lenti nel riposizionamento, e rimettono da lì palla in area con forti cross.

Sul 3-0, la Reggiana sfrutta la superiorità numerica dei tre difensori centrali, gli attaccanti avversari non modificano il loro comportamento.

All’intervallo Diana effettua il primo cambio sostituendo Maracchi con Quadri che va a sistemarsi mediano basso con Settembrini che si sposta interno sinistro. Al 52’ Tortori sostituisce Cesaretti. La Reggiana riesce a chiudere ogni spazio agli avversari per cui Diana decide con il terzo cambio di cambiare modulo passando al 4-2-4 (65’): esce l’attaccante esterno Bracaletti,  Fabris passa attaccante esterno destro, Tortori va a giocare centrale di fianco a Romero, il neo-entrato Bertolucci si posiziona attaccante esterno sinistro. Quadri e Settembrini sono i due centrocampisti centrali. Anche questa scelta non dà i suoi frutti, anzi è la Reggiana che si rende maggiormente pericolosa in un paio di occasioni.

Al 72’ Colombo effettua il primo cambio sostituendo Letizia con Nolè. Secondo cambio all’84’ con Danza che sostituisce Pazienza. Nel finale, (91’), Mecca sostituisce Maltese.

Finisce 3-0 una partita sostanzialmente decisa in nove minuti e che la FeralpiSalo, nonostante un buon inizio di gara, non è mai riuscita a riaprire.

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Roma-Real Madrid 0-2

17 febbraio 2016, Ottavi di Finale Champions League, Roma-Real Madrid
Spalletti schiera la Roma con il modulo 4-3-3
Szczesny
Florenzi Manolas Rudiger Digne
Pjanic Vainqueur Nainggolan
Salah Perotti El Sharawy
Zidane debutta in Champions League e dispone il Real Madrid con modulo 4-3-3
Navas
Carvajal Varane Ramos Marcelo
Modric Kroos Isco
JamesRodriguez Benzema CristianoRonaldo
Schieramenti speculari ma interpretazione molto differente da parte delle due squadre. Nella Roma l’attaccante centrale, Perotti, si muove in realtà a tutto campo e nella fase di non possesso si preoccupa di chiudere la giocata sul mediano basso avversario, Kroos. La linea di pressione giallorossa è alta, e funziona in maniera molto efficace creando anche alcune possibilità per ripartire. I terzini, preoccupati di togliere profondità ai diretti avversari, hanno minore spinta offensiva rispetto agli avversari. Gli attaccanti esterni alternano le corse in profondità a tagli dentro il campo: in particolare, Perotti ed El Sharawy si scambiano più volte la posizione.
Il Real Madrid mantiene maggiormente la palla: è un possesso attento, non velocissimo ma molto preciso, il cui sbocco più interessante è sulla fascia sinistra, dove Marcelo gioca altissimo e nelle combinazioni con Ronaldo riesce a liberarsi. Impressionante è come in una squadra di grandi talenti i principi del gioco siano rispettati: colpisce il perfetto scaglionamento dei giocatori in campo che permette di mantenere il possesso nonostante la grande organizzazione del pressing avversario. Inoltre l’imprevedibilità è una costante dei madrileni, che fanno continuo uso di finte, movimenti ad inganno e contromovimenti.
Nonostante la differenza tecnica evidente, il primo tempo è molto equilibrato e le occasioni da gol si equivalgono. Solo nella fase che va dal 25’ al 30’ la Roma va in sofferenza e non riesce più a ripartire.

Dopo l’intervallo la partita riparte con lo stesso tema poi, al minuto 57, Cristiano Ronaldo prende il tempo a Florenzi sulla corsia sinistra, rientra rapidamente sul destro ed incrocia sul palo opposto per il vantaggio del Real.
Al 63’ entrambi i mister effettuano il primo cambio: Zidane sostituisce Isco (buona gara) con Kovacic mantenendo invariata la disposizione tattica, Spalletti invece toglie dal campo El Sharawy per inserire una prima punta di peso, Dzeko, passando al modulo 4-2-3-1 con Pjanic e Vainqueur centrocampisti centrali, Naingolan avanzato dietro Dzeko, Salah a destra e Perotti a sinistra.
Da qui in avanti le due squadre si allungano in campo e ne consegue una serie di numerose occasioni da gol per entrambe. Al 77’ Spalletti modifica nuovamente lo schieramento tornando al 4-3-3: esce Vainqueur, importante per il lavoro difensivo davanti la coppia centrale, entra De Rossi che va a giocare centrale difensivo di destra, Rudiger si allarga terzino destro, Nainggolan arretra a vertice basso del centrocampo, Florenzi avanza ad interno destro con Pjanic interno sinistro. L’avanzamento di Florenzi dà subito buon esito, tanto che il capitano romanista in un inserimento centrale viene atterrato in area, sospetto rigore.
Secondo cambio di Zidane all’81’, entra Jese per james Rodriguez, ed è proprio il neo entrato che cinque minuti dopo chiude la partita: ricevuta palla dietro la metàcampo lo spagnolo parte in progressione di 40 metri, erronemamente accompagnata da Digne, e chiude con un diagonale sul palo opposto. (0-2)
Spalletti effettua ora il terzo cambio già preparato: Totti per Florenzi. Zidane due minuti dopo sostituisce il grande Cristiano Ronaldo con Casemiro che va a prendere la posizione di interno sinistro mentre Kovacic si allarga a sinistra.
Finisce così 0-2 per il Real, buonissima prova della Roma con un po’ di rammarico perché sotto porta Dzeko e Salah non hanno sfruttato a dovere delle favorevoli situazioni.

Spalletti-Zidane

Virtus Castelfranco-Bellaria 1-1

26° Giornata del campionato di Serie D , Girone D, Castelfranco-Bellaria
Chezzi, mister del Castelfranco, dispone i suoi con un 4-2-3-1
Gibertini
Sacenti A.Vinci Benedetti Laruccia
Lauricella Cortese
Oubakent Spadafora G.Vinci
Rolfini
Cioffi schiera invece il Bellaria con modulo 4-3-3
Calderoni
Saitta Brandi Petrarca Raimondo
Merito Santoni Diop
Indelicato Zogu Suriano
Partita condizionata da un fortissimo vento e da un terreno di gioco in cattive condizioni. Entrambe le squadre ricercano giocate in verticale, il Castelfranco si rende pericoloso subito con palloni in profondità alle spalle della coppia difensiva centrale, in particolare Rolfini si va ad inserire tra terzino dx e centrale di dx Brandi, mettendolo in difficoltà. Entrambe le squadre non creano particolari occasioni, se non su palle inattive: proprio da una punizione da destra nasce il vantaggio del Castelfranco al 20’.
Il Castelfranco pare avere il controllo dell’incontro anche in virtù di una superiorità tecnica, in particolare dei due centrocampisti centrali Lauricella e Cortese. Al minuto 29 episodio determinante che cambia la partita, fallo al limite dell’area di Zogu su A.Vinci ma l’arbitro inverte la decisione fischiando rigore ed espulsione. Gibertini para il tiro di Suriano, il giocatore più talentuoso del Bellaria, ma il Castelfranco è in dieci e si abbassa a difendere il vantaggio, puntando sulle ripartenze. Gli uomini di Chezzi si sistemano con modulo 4-4-1, Benedetti si sposta sul centro dx, Laruccia passa centrale centro sn, G.Vinci arretra a terzino sinistro e Spadafora si allarga ad esterno sn di centrocampo. Il primo tempo si chiude comunque sull’1-0.
All’intervallo Cioffi sostituisce Raimondo con D’Angelo nella stessa posizione di terzino sinistro. Dopo due minuti del secondo tempo, un clamoroso errore del terzino sinistro G.Vinci permette ad indelicato di pareggiare. Al 49’ Chezzi effettua il primo cambio, probabilmente per rafforzare la difesa, facendo entrare il centrale dif Biagini per Spadafora, con Laruccia e G.Vinci che tornano nelle posizioni di inizio partita.
Al 60’ secondo cambio del Castelfranco, Martina entra al posto di G.Vinci. Il cambio ha un esito importante perché il neo entrato si rende pericoloso sul lato sinistro con iniziative personali.
Al 62’ si ristabilisce la parità numerica, Brandi centrale difensivo del Bellaria è espulso per doppia ammonizione. Da qui in avanti sarà la squadra di casa a dominare la partita, schiacciando gli avversari nella propria metà campo. Cioffi effettua subito un cambio togliendo dal campo Indelicato ed inserendo nel ruolo di terzino destro Bustamante; il modulo è 4-4-1 con Suriano che si sposta sul lato destro, Merito si allarga a sinistra e la coppia centrale di centrocampo è composta da Santoni e Diop.
Il Bellaria abbassa ancora di più il proprio baricentro mentre il Castelfranco prova con un discreto possesso di palla a trovare superiorità numerica. L’occasione più importante avviene ancora da palla ferma. Cioffi decide poi al 79’ di fare un terzo cambio togliendo la punta Zogu (autore di una buona partita) per Facondini che si va a sistemare esterno dx a centrocampo mentre Merito si sposta a sinistra e Suriano fa la punta centrale provando a rendersi pericoloso nelle rare situazioni di contropiede.
Finisce 1-1 resta l’impressione che il Castelfranco sia stato fortemente penalizzato da alcuni episodi arbitrali.

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