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Roma-Real Madrid 0-2

17 febbraio 2016, Ottavi di Finale Champions League, Roma-Real Madrid
Spalletti schiera la Roma con il modulo 4-3-3
Szczesny
Florenzi Manolas Rudiger Digne
Pjanic Vainqueur Nainggolan
Salah Perotti El Sharawy
Zidane debutta in Champions League e dispone il Real Madrid con modulo 4-3-3
Navas
Carvajal Varane Ramos Marcelo
Modric Kroos Isco
JamesRodriguez Benzema CristianoRonaldo
Schieramenti speculari ma interpretazione molto differente da parte delle due squadre. Nella Roma l’attaccante centrale, Perotti, si muove in realtà a tutto campo e nella fase di non possesso si preoccupa di chiudere la giocata sul mediano basso avversario, Kroos. La linea di pressione giallorossa è alta, e funziona in maniera molto efficace creando anche alcune possibilità per ripartire. I terzini, preoccupati di togliere profondità ai diretti avversari, hanno minore spinta offensiva rispetto agli avversari. Gli attaccanti esterni alternano le corse in profondità a tagli dentro il campo: in particolare, Perotti ed El Sharawy si scambiano più volte la posizione.
Il Real Madrid mantiene maggiormente la palla: è un possesso attento, non velocissimo ma molto preciso, il cui sbocco più interessante è sulla fascia sinistra, dove Marcelo gioca altissimo e nelle combinazioni con Ronaldo riesce a liberarsi. Impressionante è come in una squadra di grandi talenti i principi del gioco siano rispettati: colpisce il perfetto scaglionamento dei giocatori in campo che permette di mantenere il possesso nonostante la grande organizzazione del pressing avversario. Inoltre l’imprevedibilità è una costante dei madrileni, che fanno continuo uso di finte, movimenti ad inganno e contromovimenti.
Nonostante la differenza tecnica evidente, il primo tempo è molto equilibrato e le occasioni da gol si equivalgono. Solo nella fase che va dal 25’ al 30’ la Roma va in sofferenza e non riesce più a ripartire.

Dopo l’intervallo la partita riparte con lo stesso tema poi, al minuto 57, Cristiano Ronaldo prende il tempo a Florenzi sulla corsia sinistra, rientra rapidamente sul destro ed incrocia sul palo opposto per il vantaggio del Real.
Al 63’ entrambi i mister effettuano il primo cambio: Zidane sostituisce Isco (buona gara) con Kovacic mantenendo invariata la disposizione tattica, Spalletti invece toglie dal campo El Sharawy per inserire una prima punta di peso, Dzeko, passando al modulo 4-2-3-1 con Pjanic e Vainqueur centrocampisti centrali, Naingolan avanzato dietro Dzeko, Salah a destra e Perotti a sinistra.
Da qui in avanti le due squadre si allungano in campo e ne consegue una serie di numerose occasioni da gol per entrambe. Al 77’ Spalletti modifica nuovamente lo schieramento tornando al 4-3-3: esce Vainqueur, importante per il lavoro difensivo davanti la coppia centrale, entra De Rossi che va a giocare centrale difensivo di destra, Rudiger si allarga terzino destro, Nainggolan arretra a vertice basso del centrocampo, Florenzi avanza ad interno destro con Pjanic interno sinistro. L’avanzamento di Florenzi dà subito buon esito, tanto che il capitano romanista in un inserimento centrale viene atterrato in area, sospetto rigore.
Secondo cambio di Zidane all’81’, entra Jese per james Rodriguez, ed è proprio il neo entrato che cinque minuti dopo chiude la partita: ricevuta palla dietro la metàcampo lo spagnolo parte in progressione di 40 metri, erronemamente accompagnata da Digne, e chiude con un diagonale sul palo opposto. (0-2)
Spalletti effettua ora il terzo cambio già preparato: Totti per Florenzi. Zidane due minuti dopo sostituisce il grande Cristiano Ronaldo con Casemiro che va a prendere la posizione di interno sinistro mentre Kovacic si allarga a sinistra.
Finisce così 0-2 per il Real, buonissima prova della Roma con un po’ di rammarico perché sotto porta Dzeko e Salah non hanno sfruttato a dovere delle favorevoli situazioni.

Spalletti-Zidane

Cesena-Perugia 2-1

26°Giornata del campionato di Serie B, Cesena-Perugia; calorosa accoglienza per l’ex allenatore del Cesena Pierpaolo Bisoli, ora alla guida del Perugia, autore di tre promozioni alla guida dei bianconeri.

bentornato mister

Massimo Drago schiera il Cesena con il modulo 4-3-3
Gomis
Perico Lucchini Magnusson Renzetti
Kessie Sensi Cascione
Ciano Djuric Ragusa
Pierpaolo Bisoli dispone i suoi con modulo 3-5-2
Rosati
Belmonte Volta Rossi
Del Prete Rizzo Prcic Zebli Spinazzola
Aguirre Ardemagni
In fase di non possesso palla, il Cesena si dispone con un 4-2-3-1 con uscita alta di Sensi sul playmaker avversario Prcic. Nei primi 20 minuti miglior approccio alla partita del Perugia che mantiene un miglior possesso palla, più veloce e preciso rispetto agli avversari. Nella seconda parte del primo tempo il Cesena si rende più pericoloso, soprattutto sulla corsia di sinistra, nella zona di campo tra Belmonte e Del prete . Le occasioni più pericolose sono però da tiri da fuori di Sensi e Ciano su punizione. La partita si mantiene comunque molto equilibrata.
Al 41’ viene espulso per doppia ammonizione il mediano basso del Perugia Prcic: Bisoli decide di non modificare la disposizione tattica, chiedendo solo ai due attaccanti Aguirre ed Ardemagni di attendere dentro la propria metà campo e le uscite dei centrocampisti.
All’intervallo Bisoli conferma la propria scelta ed il Perugia incomincia bene anche il secondo tempo andando in vantaggio al 54’: cross di sinistro da destra di Del Prete, giocata cercata più volte dall’esterno, colpo di testa vincente di Ardemagni. Subito dopo essere passato in vantaggio, Bisoli sostituisce Zebli con Della Rocca, nessuna modifica allo schieramento.
Al 58’ Drago effettua un doppio cambio e modifica il proprio modulo passando al 4-2-3-1. Escono Perico e Ragusa, Kessie si sposta terzino destro, Sensi e Cascione sono i due centrocampisti centrali sempre in appoggio al portatore palla, Ciano resta attaccante esterno destro, Falco trequartista centrale e Garritano a sinistra dietro la punta centrale Djuric.
In questa fase della partita il Cesena deve costruire gioco contro una squadra che si difende bene: lo spazio più interessante per i bianconeri è la trequarti dove possono andare a prendere palla tutti e tre i trequartisti bianconeri. Per coprire meglio questa zona, Bisoli effettua un secondo cambio, inserendo Molina per Aguirre: il Perugia si dispone 3-5-1 con Della Rocca mediano centrale, Molina interno destro e Rizzo (grande prestazione dal punto di vista dell’intensità) interno sinistro.
Dopo aver sfiorato il gol, il Cesena trova il pareggio al 78’ con Falco. All’81’ Bisoli effettua il terzo cambio, sostituendo uno stanco Del prete con Milos, che si rende subito efficace con alcune progressioni sulla fascia destra. Due minuti dopo Drago sostituisce Sensi con Kone.
All’89’ la rete decisiva del Cesena, grande progressione palla al piede di Renzetti sul lato sinistro, cross sul secondo palo e Ciano segna di testa.
Finisce 2-1 una partita nella quale il Perugia ha disputato un’ottima prestazione ma, nel computo globale delle occasioni da gol, il Cesena ha meritato i tre punti.

bisoli drago

C’è una verità elementare, la cui ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani: nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove. Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti mai sarebbero avvenute… Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala. L’audacia ha in sè genio, potere, magia. Incomincia adesso.

Johann Wolfgang von Goethe

Virtus Castelfranco-Bellaria 1-1

26° Giornata del campionato di Serie D , Girone D, Castelfranco-Bellaria
Chezzi, mister del Castelfranco, dispone i suoi con un 4-2-3-1
Gibertini
Sacenti A.Vinci Benedetti Laruccia
Lauricella Cortese
Oubakent Spadafora G.Vinci
Rolfini
Cioffi schiera invece il Bellaria con modulo 4-3-3
Calderoni
Saitta Brandi Petrarca Raimondo
Merito Santoni Diop
Indelicato Zogu Suriano
Partita condizionata da un fortissimo vento e da un terreno di gioco in cattive condizioni. Entrambe le squadre ricercano giocate in verticale, il Castelfranco si rende pericoloso subito con palloni in profondità alle spalle della coppia difensiva centrale, in particolare Rolfini si va ad inserire tra terzino dx e centrale di dx Brandi, mettendolo in difficoltà. Entrambe le squadre non creano particolari occasioni, se non su palle inattive: proprio da una punizione da destra nasce il vantaggio del Castelfranco al 20’.
Il Castelfranco pare avere il controllo dell’incontro anche in virtù di una superiorità tecnica, in particolare dei due centrocampisti centrali Lauricella e Cortese. Al minuto 29 episodio determinante che cambia la partita, fallo al limite dell’area di Zogu su A.Vinci ma l’arbitro inverte la decisione fischiando rigore ed espulsione. Gibertini para il tiro di Suriano, il giocatore più talentuoso del Bellaria, ma il Castelfranco è in dieci e si abbassa a difendere il vantaggio, puntando sulle ripartenze. Gli uomini di Chezzi si sistemano con modulo 4-4-1, Benedetti si sposta sul centro dx, Laruccia passa centrale centro sn, G.Vinci arretra a terzino sinistro e Spadafora si allarga ad esterno sn di centrocampo. Il primo tempo si chiude comunque sull’1-0.
All’intervallo Cioffi sostituisce Raimondo con D’Angelo nella stessa posizione di terzino sinistro. Dopo due minuti del secondo tempo, un clamoroso errore del terzino sinistro G.Vinci permette ad indelicato di pareggiare. Al 49’ Chezzi effettua il primo cambio, probabilmente per rafforzare la difesa, facendo entrare il centrale dif Biagini per Spadafora, con Laruccia e G.Vinci che tornano nelle posizioni di inizio partita.
Al 60’ secondo cambio del Castelfranco, Martina entra al posto di G.Vinci. Il cambio ha un esito importante perché il neo entrato si rende pericoloso sul lato sinistro con iniziative personali.
Al 62’ si ristabilisce la parità numerica, Brandi centrale difensivo del Bellaria è espulso per doppia ammonizione. Da qui in avanti sarà la squadra di casa a dominare la partita, schiacciando gli avversari nella propria metà campo. Cioffi effettua subito un cambio togliendo dal campo Indelicato ed inserendo nel ruolo di terzino destro Bustamante; il modulo è 4-4-1 con Suriano che si sposta sul lato destro, Merito si allarga a sinistra e la coppia centrale di centrocampo è composta da Santoni e Diop.
Il Bellaria abbassa ancora di più il proprio baricentro mentre il Castelfranco prova con un discreto possesso di palla a trovare superiorità numerica. L’occasione più importante avviene ancora da palla ferma. Cioffi decide poi al 79’ di fare un terzo cambio togliendo la punta Zogu (autore di una buona partita) per Facondini che si va a sistemare esterno dx a centrocampo mentre Merito si sposta a sinistra e Suriano fa la punta centrale provando a rendersi pericoloso nelle rare situazioni di contropiede.
Finisce 1-1 resta l’impressione che il Castelfranco sia stato fortemente penalizzato da alcuni episodi arbitrali.

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Yo siempre les digo a los muchachos que el fútbol para nosotros es movimiento, desplazamiento. Que hay que estar siempre corriendo. A cualquier jugador, y en cualquier circunstancia, le encuentro un motivo para estar corriendo. En el fútbol no existe circunstancia alguna para que un jugador esté parado en la cancha.

Io dico sempre ai ragazzi che il calcio per noi è movimento, spostamento. Bisogna sempre correre. Ogni giocatore, in ogni circostanza, ha sempre una buona ragione per correre. Nel calcio non esiste una sola circostanza in cui un giocatore possa permettersi di stare fermo in campo.

Marcelo Bielsa, Las razones del Loco. Claves para entender a Marcelo Bielsa, RIL Editores, 2009

 

Bologna-Fiorentina 1-1

24. Giornata di campionato, al Dall’Ara si affrontano Bologna e Fiorentina.
Mister Donadoni conferma il modulo 4-3-3
Da Costa
Mbaye Gastaldello Maietta Masina
Donsah Diawara Taider
Mounier Destro Giaccherini
Paulo Sousa (squalificato) schiera invece la Fiorentina con un inedito 4-4-2
Tatarusanu
Roncaglia G.Rodriguez Astori Pasqual
Bernardeschi B.Valero Vecino Tello
M.Fernandez Babacar
Per mettere in difficoltà il possesso palla viola, caratteristica principale della Fiorentina, il Bologna parte con un pressing ultra-offensivo nei primi dieci minuti. Superata questa fase, senza aver avuto importanti occasioni da gol, i rossoblu si abbassano e decidono di attendere gli avversari.
La Fiorentina mantiene il possesso non forzando quasi mai le giocate; l’impressione è che la strategia sia quella di attendere che il Bologna si scopra, viste le caratteristiche dei giocatori d’attacco, più portati al gioco in campo aperto. Infatti la prima occasione pericolosa dei viola, a metà primo tempo, nasce sulla fascia destra dove Tello, velocissimo, prende il tempo a Mbaye e si invola verso la porta, parata di da Costa. Subito dopo c’è una seconda grossa occasione per Babacar, nata da una bella azione corale della Fiorentina, sviluppata sulla destra.
In numerose occasioni Mati Fernandez e Bernardeschi si scambiano la posizione.
In fase di non possesso, la Fiorentina attua un pressing ben organizzato, che coinvolge tutti i giocatori; il lavoro alternato delle due punte toglie spazio al playmaker rossoblu Diawara.
All’intervallo Sousa effettua una sostituzione, entra Kalinic per Babacar.
Al 56’ episodio importante, viene espulso per doppia ammonizione Mati Fernandez. La Fiorentina rimane in campo senza variazioni, modulo 4-4-1.
Nonostante l’inferiorità, al 59’ arriva il gol dello 0-1, azione lineare con Borja Valero che gioca palla verticale per Kalinic che controlla di petto ed allarga sulla destra per Tello, palla in mezzo per Bernardeschi che segna.
Al 63’ arriva l’immediato pareggio rossoblu, l’azione è simile, con Fiorentina schierata a difesa dell’area Giaccherini da sinistra decide di allargare sul lato opposto, Mbaye gioca sulla sovrapposizione di Donsah che va sul fondo e gira all’indietro per lo stesso Giaccherini che ha seguito l’azione, 1-1.
Due minuti dopo Donadoni effettua il secondo cambio, entra Floccari per Mounier; un minuto dopo si decide l’inversione degli esterni d’attacco, Floccari a sinistra e Giaccherini a destra.(Durerà per 10 minuti, poi torneranno ad invertirsi)
In questa fase il copione è chiaro, la Fiorentina in inferiorità numerica si difende ed il Bologna fa la partita, cercando di girare velocemente palla da un lato all’altro. In questa fase i terzini del bologna sono più liberi di alzarsi e Diawara soprattutto gode di maggiore libertà per impostare l’azione. (sup. centrale). I viola faticano a ripartire nonostante davanti dispongano di Kalinic molto bravo nel tenere palla. Soprattutto Bernardeschi pare accusare la stanchezza ma Sousa all’81’ decide di sostituire Tello con Zarate e disporre la Fiorentina con un 4-3-2, Borja Valero vertice basso, Bernardeschi interno sn, Vecino interno dx probabilmente più adatto per caratteristiche fisiche ad andare a chiudere sulle avanzate del terzino sn Masina. Il cambio crea qualche problema alla fase difensiva del Bologna, per la posizione di Zarate, abile a ricevere palla tra le due linee.
All’82’ ultimo cambio di Donadoni, sostituzione di Taider con un centrocampista più tecnico, Brienza. Per alcuni minuti il Bologna pare disporsi con un 4-2-3-1 con Brienza avanzato rispetto a Donsah e Diawara.
Il Bologna crea un paio di occasioni senza trovare il gol. Al 90’ esce lo stremato Bernardeschi ed entra Tomovic che si va a posizionare nell’inedita posizione di interno dx di centrocampo.
Finisce 1-1, un pareggio giusto ma rimane il rammarico del Bologna di non aver sfruttato meglio i 35 minuti di superiorità numerica.

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