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LA FASE TATTICA DEI GESTI TECNICI

Sabato 17 marzo alle ore 9,30 presso il Centro Sportivo di Calderino (BO), ospiti della ASD MSP CALCIO, si terrà il nuovo incontro dedicato agli allenatori di settore giovanile dal titolo “LA FASE TATTICA DEI GESTI TECNICI”.

Relatore del corso è Alessandro Zauli, allenatore di lunga esperienza nei vivai di club professionistici quali Ravenna e Forlì ma anche alla guida di prime squadre (Forlì, Russi, Copparese).

“L’insegnamento della tecnica calcistica è determinante per la formazione e il consolidamento del calciatore; le strade per raggiungere l’obiettivo possono e debbono essere diverse per ogni singolo allenatore, ma la cosa importante è che di diverso non vi sia mai l’impegno e la passione nel trasmettere il proprio sapere. Insegnare, a tutti i livelli, è prima di tutto una missione, è la gioia di condividere con altri le proprie conoscenze e di riceverne a propria volta delle nuove; insegnare è fare qualcosa per gli altri, senza secondi fini o vantaggi vari; questa dovrebbe essere la morale di ogni esistenza.”

Chiediamolo al… MISTER

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Fabio Lopez è un allenatore italiano che dal 2006 ha intrapreso una carriera professionistica fuori dai confini nazionali, un’esperienza unica che lo ha portato a confrontarsi con culture calcistiche e popolazioni molto diverse tra loro.

CT della Nazionale del Bangladesh con la quale ha partecipato alle Qualificazioni Mondiali, Allenatore nella massima serie di Lituania, Malaysia, Indonesia, Maldive, in tutte le sue esperienze è riuscito ad imporsi con grande professionalità ed ha ottenuto dovunque ottimi risultati.

Ha accettato con grande gentilezza la richiesta di rispondere a tre nostre domande.

Alla luce delle tue diverse esperienze estere, quali ritieni essere gli aspetti principali che un allenatore deve considerare per svolgere al meglio il suo lavoro ?

Difficile poter rispondere in modo sintetico a questa domanda. Sono certo che una dote indispensabile per affrontare determinate situazioni, parlo soprattutto di paesi extraeuropei, è una grande capacità di adattamento che consenta di adeguarti velocemente alla cultura differente e alle esigenze societarie. Chi è abituato al grado di professionalità del nostro calcio deve sapere che si troverà spesso a lavorare ad un livello molto inferiore. In particolare, ho più volte dovuto constatare la mancanza di rispetto dei ruoli, le gerarchie non sono ben definite e succede che i rapporti tra societàgiocatori e società-mister non siano quelli auspicabili. Spesso in questi paesi l’allenatore viene considerato un mero esecutore di ordini sul campo e questo fa si che sia difficile farsi apprezzare, farsi conoscere e far conoscere il nostro vero ruolo. E’ questo il motivo principale delle frequenti rescissioni di contratto che riguardano soprattutto noi allenatori provenienti dal calcio europeo. Nella maggior parte dei casi i club tendono ad avere un atteggiamento da padre padrone nei confronti dei giocatori, dimenticando che noi alleniamo degli atleti e non delle macchine e questo a mio parere è fonte di risultati negativi. Per poter lavorare in questi contesti bisogna adattarsi ma essere forti caratterialmente.

Entrando più nello specifico sul campo, che tipo di lavoro hai svolto nel corso degli anni?

Ho guidato spesso club di livello calcistico medio alto, pur non avendo mai allenato squadre attrezzate per la vittoria del campionato. Dal punto di vista metodologico, in sintesi posso dire che il 75-80 % del lavoro è svolto con la palla, spesso sin dal riscaldamento. Non disdegno comunque il lavoro atletico a secco, in determinati momenti della stagione. Tatticamente amo avere giocatori adattabili in più ruoli, è una convinzione che mi porto dietro da tanti anni e che sostengo con forza. Per fare un esempio pratico, già anni fa ero convinto che giocatori come De Rossi potessero giocare sia nella zona centrale del campo sia più indietro nel ruolo di difensore centrale. I fatti mi hanno dato ragione…allo stesso modo penso che tanti famosi esterni d’attacco possono giocare anche nel ruolo di difensore esterno. Nella tattica in fase di non possesso palla ritengo fondamentale lavorare sulla chiusura delle linee di passaggio, forzando la squadra avversaria a giocare palla nelle zone da me preferite e da loro deboli: esercitare quindi un pressing ad invito, anche alto, con l’obiettivo di indirizzare l’avversario forzandone le aree di gioco per ridurre spazi e tempi di giocata, allo scopo di facilitare il recupero palla e la transizione positiva.

L’Idea di gioco è sempre modificabile, molto dipende dalle qualità individuali, certo ritengo fondamentale NON PRENDERE GOAL quindi lavoro molto e costantemente nella fase di non possesso. Il lavoro sulla fase offensiva parte dalla costruzione dell’azione e dai principi di occupazione dello spazio dei giocatori, poi è giusto lasciare spazio alla fantasia dei singoli.

Cosa pensi e che esperienza hai riguardo alla Analisi Video?

Considero il supporto del videoanalista tattico sicuramente importante per il buon funzionamento della squadra, al pari degli altri componenti dello staff; tutti utili ma nessuno determinante di per sé. E’ la somma di questi fattori, coordinata dalla figura del mister, che determina la bontà del lavoro. Sicuramente è importante poter disporre di dati che riguardano sia la squadra avversaria ma anche la nostra, poiché ti permette di individuare determinati problemi sui quali andare a lavorare sul campo.

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Cesena-Carpi 1-0

Terza giornata del campionato di Serie B, il Cesena ospita il Bari.

Mister Massimo Drago sceglie il modulo 4-3-3

Agazzi

Perticone   Capelli   Ligi   Renzetti

 Cinelli   Schiavone   Konè

Vitale     Djuric      Di Roberto

Mister Fabrizio Castori, festeggiatissimo ex, dispone il Carpi con il modulo 4-5-1

Colombi

Struna   Romgnoli   Gagliolo   Poli

Letizia  Crimi  Mbaye  Bianco Di Gaudio

Catellani

Partita ricca di spunti tattici nella quale i due allenatori hanno più volte modificato la propria squadra nel tentativo di avere la meglio sull’avversario.

Partenza positiva dei padroni di casa che riescono fin dai primi minuti a costruire gioco e ad ottenere un paio di corner; in particolare il taglio dentro il campo degli attaccanti esterni coordinato con l’inserimento dei terzini porta il Cesena ad arrivare sul fondo. Il Carpi punta sulle ripartenze, attendendo gli avversari all’interno della propria metacampo per poi ripartire rapidamente. Anche il Cesena nella fase difensiva concede tanti metri agli avversari, le punte iniziano a lavorare 10 metri avanti la propria metacampo. In fase di possesso palla iniziale, Cinelli si alza sulla linea d’attacco a creare un 4 contro 4 che abbassa la linea avversaria e crea spazi di gioco. Dopo un quarto d’ora nel quale i suoi giocatori hanno spesso corso a vuoto, in balia del possesso palla avversario, Castori decide di alzare Crimi in opposizione al mediano basso avversario Schiavone, il modulo è ora il consueto 4-4-1-1. Al 16’ veloce contropiede del Carpi, Catellani calcia forte, Agazzi devia in corner. Grande equilibrio nella fase centrale del primo tempo. Al 29’ Drago porta Vitale a giocare stabilmente da trequartista: Di Roberto si sposta a destra, il modulo è un asimmetrico 4-3-1-2 con Kone che sulla parte sinistra si occupa delle uscite sull’esterno. Al 35’ Castori risponde alla modifica abbassando nuovamente Mbaye mediano basso, Bianco interno dx e Crimi interno sn (4-5-1). La contrapposizione al trequartista viene comunque fatta con uno dei due difensori centrali, il terzino sinistro Poli lavora contro il diretto avversario Di Roberto, l’altro centrale difensivo gioca 1 contro 1 con Djuric visto le caratteristiche simili. Il primo tempo termina 0-0.

Il Cesena si schiera nel secondo tempo con modulo 4-2-3-1: stessa linea difensiva, Schiavone centro-dx e Kone centro-sn in mezzo, Cinelli attaccante esterno destro, Vitale trequartista, Di Roberto attaccante esterno sinistro, Djuric punta centrale. Il Carpi riparte con il 4-4-1-1 come a metà primo tempo, Crimi trequartista dietro Catellani. Al 58’ Castori inserisce l’attaccante Lasagna per poter essere più incisivo nelle ripartenze, esce Di Gaudio, il modulo ora è 5-3-2: difesa da destra a sinistra Struna Poli Romagnoli Gagliolo Letizia, a centrocampo si ricompone il terzetto inziale con Mbaye mediano basso, Crimi interno destro e Bianco interno sinistro. Nonostante aumenti il potenziale offensivo della squadra, il Carpi non si rende pericoloso grazie anche ad un’ottima applicazione delle coperture preventive da parte dei padroni di casa.

E’ invece il Cesena a gestire bene il possesso palla e a schiacciare gli avversari nella loro metacampo. Al 73’ Drago inserisce Garritano per Vitale; cinque minuti dopo effettua il secondo cambio, dentro Cascione al posto di Schiavone. Secondo cambio per Castori al minuto 82: Pasciuti per Catellani. All’86’ il Cesena passa in vantaggio: su cross da destra di Cinelli, grande giocata di Djuric che effettua un primo movimento di preparazione ad allargarsi per poi anticipare l’avversario Poli e battere Colombi. Immediatamente entrambi i mister modificano i loro schieramenti. Drago passa al 5-3-1-1: entra il centrale difensivo Rigione (centro-dx) che si dispone al fianco di Capelli e di ligi (centro-sn). Schiavone si abbassa interno dx, Cascione è il mediano basso, Konè interno sn. Castori toglie Poli ed inserisce un altro attaccante, Comi al fianco di Lasagna: il modulo è 4-4-2 con linea difensiva da destra a sinistra Struna Romagnoli Gagliolo Letizia, linea di centrocampo da destra a sinistra Pasciuti Mbaye Bianco Crimi. Il Cesena si difende con ordine e non rischia nulla nei restanti minuti, portando a casa una vittoria meritata.

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Forlì-Pordenone 0-2

Seconda Giornata del Campionato di Lega Pro, Girone B, al Morgagni il Forlì ospita il Pordenone.

Mister Massimo Gadda sceglie il modulo 4-5-1 per i padroni di casa

Turrin

Adobati   Cammaroto   Conson   Franchetti

Tonelli  Ferretti  Capelupo  Spinosa  Ponsat

Bardelloni

Mister Bruno Tedino dispone il Pordenone con modulo 4-3-3

Tomei

Pellegrini   Stefani   Ingegneri   Semenzato

Buratto   Misuraca   Suciu

Cattaneo  Arma  Berrettoni

Il Pordenone ha uno schieramento asimmetrico sul campo, Berrettoni tende ad accentrarsi andando a giocare vicino Arma, Cattaneo si mantiene invece largo a destra. L’accentramento di Berrettoni permette a Semenzato di inserirsi continuamente sulla sua corsia di sinistra, costituendo nel primo tempo la soluzione offensiva migliore. Il Forlì ha uno schieramento compatto e riesce fin dai primi minuti a togliere spazi agli avversari. La punta Bardelloni molto generosa, si sacrifica tanto nel lavoro di pressione sui giocatori avversari in possesso palla, così che il mediano basso avversario ha difficoltà nell’impostare il gioco. Col passare dei minuti i romagnoli riescono anche a recuperare palla in posizione più avanzata ed a creare pericoli agli avversari: Adobati a destra mette un bel cross che Bardelloni non finalizza, lo stesso terzino vince un 1vs1 in fascia e serve Tonelli che sfiora il gol con un tiro a girare sull’angolo opposto, sempre Tonelli al 40’ sfiora il gol con un tiro da fuori area che Tomei tocca sopra la traversa. Al 28’ Tedino reagisce alle difficoltà della propria squadra con l’inversione degli esterni Berrettoni e Cattaneo; due minuti dopo effettua una seconda modifica, passando al 4-2-3-1 con Berrettoni trequartista dietro Arma, Buratto esterno destro, Misuraca (centro-dx) e Suciu (centro-sn) in mezzo, Cattaneo resta attaccante esterno sinistro. Il primo tempo termina 0-0, risultato che non premia la bella prestazione del Forlì che ha messo sotto gli avversari sul piano del ritmo ed anche nel computo delle occasioni da gol create.

Una sostituzione all’intervallo per mister Tedino: l’esterno destro Azzi sostituisce Buratto. L’inserimento ha da subito un effetto positivo, il neo-entrato si dimostra forte in 1vs1 in fascia e mette in difficoltà il rivale Franchetti. Il Pordenone conquista un corner sul quale Arma impegna di testa Turrin. Le squadre cominciano ad allungarsi in campo complice il grande caldo ed anche la voglia di vincere la partita porta a prendersi qualche rischio in più. Al minuto 61 episodio decisivo della partita: Ponsat chiude male un triangolo a metà campo con Bardelloni, palla recuperata e servita velocemente a Berrettoni che sfrutta gli spazi lasciati dai difensori del Forlì che si erano alzati per la fase offensiva e prolunga in fascia ad Azzi, cross basso per Arma che mette in rete. Dopo soli 6 minuti il Pordenone raddoppia: Azzi entra dentro il campo palla al piede ed apre a sinistra per Cattaneo che, lasciato a troppa distanza dagli avversari Tonelli e Adobati, ha tempo per crossare in area dove Berrettoni di testa batte Turrin. Mister Gadda reagisce al doppio svantaggio inserendo due giocatori, la prima punta Parigi che va in attacco ad affiancare Bardelloni e l’esterno Cappellini al posto di Ponsat. Esce l’interno Ferretti, il modulo è ora 4-4-2. Sempre al minuto 67 Tedino inserisce il mediano basso Gerbaudo al posto di Berrettoni: si passa al modulo 4-3-3 con Misuraca e Suciu che si alzano a mezzali.

I cambi però non portano l’effetto sperato, il Forlì non riesce più a rendersi pericoloso se non in una sola occasione con un colpo di testa su punizione laterale. Finisce 0-2, vittoria che premia il cinismo del Pordenone che ha sfruttato un errore degli avversari. Il Forlì non merita la sconfitta per quanto visto nei primi 60 minuti, vero però che dopo il doppio svantaggio la squadra non è riuscita a creare pericoli agli avversari.

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Vicenza-Carpi 0-2

Prima giornata del campionato di Serie B, al Romeo Menti si affrontano Vicenza e Carpi.

Mister Franco Lerda schiera il Vicenza con modulo 4-3-3

        Benussi

Bianchi   Bogdan   Fontanini  Pucino

          Siega   Rizzo    Signori

Galano          Raicevic         Vita

Mister Fabrizio Castori dispone il Carpi con modulo 4-4-2

     Colombi

Poli   Romagnoli   Gagliolo   Letizia

Pasciuti     Lollo   Bianco       Bifulco

            De Marchi   Catellani

Dopo soli 25 secondi il Carpi ha una grande occasione per andare in vantaggio, De Marchi scatta sul filo del fuorigioco e si invola verso la porta ma il suo tiro diagonale esce a lato. L’inizio del Carpi è positivo, l’aggressione a centrocampo dà i suoi frutti e al 9’ da una palla recuperata in mezzo nasce l’azione che  porta Catellani a sfiorare il gol con una girata aerea. Il Vicenza rinuncia alla costruzione dal fondo ed in fase offensiva ha come costante di gioco il lancio lungo addosso o per la testa della punta centrale Raicevic. Galano parte da destra ma tende spesso ad accentrarsi mentre Vita a sinistra gioca largo e ricerca 1contro1 col diretto avversario. Il Carpi ha linee di gioco verticali, Catellani attacca prevalentemente la parte sinistra del campo sfruttando lo spazio creato dal movimento incontro di Bifulco, De Marchi attacca centralmente e sul lato destro. Col passare dei minuti il Vicenza guadagna campo e grazie al talentuoso Galano riesce anche a rendersi pericoloso con un paio di conclusioni da lontano. Dopo aver abbassato il proprio baricentro, solo nel finale il Carpi torna ad attaccare e sfiora il gol al 45’ con un corner a rientrare. Nessuna modifica da parte dei due mister nell’intervallo; nel secondo tempo il Vicenza parte meglio, la squadra in attacco riesce a svolgere buone combinazioni in velocità, il Carpi si difende. Castori lamenta una mancanza di aggressività nella fase difensiva da parte delle punte e decide così di rinforzare il centrocampo inserendo Mbaye al minuto 56 per l’attaccante De Marchi. Il neo-entrato prende il posto di Lollo che si alza in posizione di trequartista dietro Catellani. Due minuti dopo, inserimento di Letizia in fascia sinistra sul quale Galano prova a rientrare ma invano, cross dentro l’area di rigore, Bogdan buca l’intervento e Bifulco è bravissimo nel controllo orientato e successivo tiro in porta: Carpi in vantaggio. Al 67’ Castori effettua un secondo cambio, dentro Lasagna per Bifulco infortunato: cambia il modulo, si passa al 3-5-2 con i difensori schierati da dx a sn Poli-Romagnoli-Gagliolo, Pasciuti esterno destro, Mbaye mediano basso, Lollo interno dx, Bianco interno sn, Letizia esterno sinistro. In attacco Catellani e Lasagna. Neanche il tempo di sistemarsi e Bianco raddoppia con un tiro dal limite area su respinta da calcio d’angolo.

Lerda modifica il suo schieramento per cercare di recuperare lo svantaggio (69’): dentro Fabinho che si posiziona attaccante esterno sinistro, fuori Siega, Galano si accentra seconda punta dietro Raicevic, Vita si sposta a destra. Il modulo è il 4-2-3-1, a centrocampo si sistemano Rizzo centrodx e signori centrosn. Al 73’ da destra nasce una sovrapposizione Vita-Bianchi che porta il terzino al cross, Raicevic colpisce ma non segna.

La posizione di Mbaye davanti alla difesa costituisce un ulteriore schermo aereo per i lanci lunghi del Vicenza a cercare Raicevic. Al 76’ Lerda inserisce un altro attaccante Cernigoi con caratteristiche simili a quelle di Raicevic: l’obiettivo è avere una doppia opzione aerea in area di rigore avversaria. Esce Vita, Galano si allarga attaccante esterno destro, il modulo è 4-2-4.Terza sostituzione di Castori al minuto 83: Fedele al posto di Bianco. Al minuto 84 l’occasione più pericolosa del Vicenza: cross tagliato da sinistra di Signori, Galano colpisce al volo davanti a Colombi che respinge.  Finisce 0-2 per il Carpi, una vittoria meritata se consideriamo le occasioni da gol, il Vicenza paga una scarsa produzione offensiva.

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Bologna-Crotone 1-0

Prima giornata di Serie A, al Dall’Ara il Bologna ospite il Crotone.

Mister Roberto Donadoni conferma il modulo 4-3-3.

Mirante

Krafth   Gastaldello   Maietta   Masina

   Taider    Pulgar   Nagy

Verdi            Destro                 Krejci

Anche Mister Davide Nicola ripropone il modulo 3-4-3 già utilizzato nella prima uscita stagionale in Coppa Italia.

Cordaz

Ceccherini   Claiton   Ferrari

Sampirisi   Rodhen Salzano   Martella

Stoian         Simy         Palladino

La partita inizia con un copione imprevisto: il Bologna attua una tattica attendista, lasciando al Crotone il possesso palla. Presumibilmente Donadoni vuole creare profondità da attaccare alle spalle dei tre centrali avversari. La scelta si conferma azzeccata poiché nei primi venti minuti Verdi libera per due volte i compagni davanti al portiere: prima Destro si fa parare il tiro dal portiere, poi Krejci mette in rete ma il guardalinee segnala un inesistente fuorigioco. Nei primi minuti anche il Crotone si rende pericoloso: gli esterni Martella da sinistra e Sampirisi da destra si liberano nel duello con gli attaccanti esterni Verdi e Krejci e arrivano al cross ma la punta centrale Simy non sfrutta questi palloni. Palladino, tagliando in zona centrale alle spalle degli interni avversari, è il giocatore più importante per la manovra calabrese. Col passare dei minuti è però solamente il Bologna a rendersi pericoloso: oltre alle due occasioni già citate, si contano due pali, un gol annullato a Destro ed un sospetto rigore. Nel Bologna Krejci gioca spesso in posizione centrale quasi affiancando Destro. Al 32’ Donadoni inverte gli esterni d’attacco Verdi e Krejci ma dopo soli cinque minuti li riporta nelle posizioni iniziali. Il primo tempo termina 0-0 ma i rossoblu meriterebbero il vantaggio.

Nel secondo tempo le squadre tornano in campo con gli stessi elementi ma al 55’ Donadoni è costretto ad un cambio per infortunio, esce Maietta ed entra Oikonomu. Contemporaneamente sostituisce anche Verdi con Rizzo, che si mette subito in luce con alcune accelerazioni palla al piede. Col passare dei minuti il Crotone abbassa il suo baricentro ma il Bologna ha difficoltà nella costruzione del gioco e, per mancanza di lucidità o per ansia di trovare il gol, ricerca in più occasioni il lancio lungo facilitando così il compito dei centrali difensivi avversari. Al 78’ Donadoni effettua il terzo cambio, dentro Dzemaili per Nagy. Primo cambio per Nicola all’80’: De Giorgio al posto di Stoian. All’84’ Nicola inserisce Fazzi al posto di Martella: il neo-entrato si posiziona esterno destro a centrocampo, Sampirisi si sposta sul lato sinistro. Conseguentemente Donadoni inverte gli esterni d’attacco, Rizzo e Krejci. All’86’ Dzemaili strappa palla a centrocampo dai piedi di Palladino e fa partire un rapido contropiede che Destro finalizza. Il risultato non cambia nei rimanenti minuti di gioco.

1-0 risultato giusto per quanto visto in campo, la produzione offensiva del Crotone è stata nulla mentre per il Bologna si contano ben diciotto occasioni da gol.

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Verona-Crotone 2-1

Terzo Turno di Coppa Italia, partita ad eliminazione diretta, Verona-Crotone.

Mister Fabio Pecchia schiera il Verona con modulo 4-3-3

Rafael

Pisano   Bianchetti   Helander   Romulo

Fossati   Greco   Valoti

Fares           Pazzini           Luppi

Mister Davide Nicola sceglie il modulo 3-4-3 per il Crotone

Cordaz

Barberis   Claiton   Ceccherini

Fazzi   Capezzi   Salzano   Di Roberto

Stoian         Palladino        Tonev

La partita comincia con un netto predominio dei padroni di casa che costruiscono da subito occasioni da gol. In particolare funziona molto bene la catena di sinistra con Romulo che appoggia costantemente l’azione del talentuoso Luppi e dell’interno Valoti. Il Crotone fatica a costruire gioco, i tre attaccanti sono statici, la circolazione della palla è lenta ed imprecisa, numerosi i passaggi sbagliati. All’11’ il Verona è già in vantaggio, azione nata da sinistra con cross di Luppi e successiva ribattuta a rete di Fossati su respinta corta (complice anche Stoian che inciampa). I crotonesi faticano nelle scalate sugli attaccanti avversari e questo costringe i due esterni di centrocampo a giocare allineati alla linea difensiva. Nella fase centrale del primo tempo Pecchia effettua due modifiche: al 21’ inverte gli attaccanti esterni Luppi e Fares, al 27’ cambia il triangolo di centrocampo spostando Fossati nel ruolo di mediano basso: la posizione di interno sinistro viene occupata da Greco, Valoti diventa interno destro. Dopo la mezzora il Crotone riesce ad entrare in partita, grazie anche ai maggiori rientri di Palladino verso il centrocampo allo scopo di aiutare la costruzione del gioco. Il Crotone conquista alcuni corner, tutti battuti dal mancino Salzano. Il primo tempo termina col vantaggio del Verona per 1-0.

All’intervallo Nicola inserisce la punta Nwankwo al posto di Stoian (Palladino si allarga a sinistra e Tonev passa a destra), e Rodhen al posto di Capezzi. I due cambi ed una migliore lettura delle scalate difensive, con Barberis e Ceccherini che si allargano sul lato della palla e permettono una maggiore aggressività agli esterni di centrocampo, rendono il secondo tempo più combattuto.  La presenza di una punta fisica (Nkwankwo) consente al Crotone di poter accorciare maggiormente in fase offensiva. Inoltre nel secondo tempo i giocatori di Nicola trovano più velocemente il lancio sugli esterni di centrocampo rispetto alla manovra sul corto. Nei primi venti minuti del secondo tempo si alternano occasioni in serie per entrambe le squadre, favorite dalla propensione offensiva di tanti giocatori in campo. Al 50’ Pecchia riporta gli esterni d’attacco Luppi e Fares nelle posizioni di partenza. Al 61’ Pecchia abbassa Fares terzino sinistro, avanza Romulo attaccante esterno sinistro e porta nuovamente Luppi sul lato destro del campo. Il Verona viene più volte infilato tra il centrale Helander ed il terzino. Al 63’ il Crotone pareggia con Nkwankwo che scatta sul filo del fuorigioco e trafigge Rafael.

Al 64’ Pecchia inserisce l’interno destro Zuculini per Greco, Valoti ritorna alla sua iniziale posizione di interno sinistro.  Secondo cambio del Verona al 71’, esce Luppi ed entra l’attaccante Ganz che si posiziona sul lato sinistro, Romulo attaccante esterno destro. Sono 25 minuti molto spettacolari e ricchi di emozioni, successivamente a questi nessuna delle due squadre sembra avere la forza per trovare il gol decisivo ed i supplementari diventano la variante più probabile. Al minuto 78 però il Verona torna in vantaggio: ingenuità di Claiton che batte una punizione dalla difesa non accorgendosi della presenza di un avversario, palla persa e riconquistata da Ganz che gira in fascia a Romulo, passaggio in mezzo per Zuculini che segna. E’ il gol decisivo. All’86’ Nicola effettua la terza sostituzione, Nalini per Di Roberto. Al 90’ terzo cambio per Pecchia, entra Wszolek esterno destro, Romulo arretra nei tre di centrocampo (interno sn), esce Valoti.

La partita finisce 2-1 per il Verona che passa il turno, meritatamente per quanto fatto vedere nel primo tempo mentre la ripresa è stata molto equilibrata ed il Crotone ha avuto numerose occasioni da gol.

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Bologna-Trapani 2-0

Bologna e Trapani si affrontano per il terzo turno della Coppa Italia.

Mister Roberto Donadoni schiera il Bologna con modulo 4-3-3

 Mirante

Krafth   Gastaldello   Maietta   Masina

   Taider    Pulgar   Nagy

Verdi            Destro                 Krejci

Mister Serse Cosmi sceglie il modulo 5-3-2 per il Trapani

Guerrieri

Balasa   Fazio  Pagliarulo  Casasola  Rizzato

             Machin  Scozzarella   Nizzetto

             Coronado  De Cenco

Primo tempo a senso unico giocato molto bene dal Bologna: circolazione della palla rapida a pochi tocchi, ricerca del lato debole avversario, numerose palle gol create anche se non concretizzate. Il modulo 4-3-3 diventa spesso in fase offensiva 4-2-3-1 con Verdi che va a giocare centralmente sotto la prima punta Destro e Taider che si allarga a destra. Il Trapani non riesce a controbattere: la squadra ha baricentro basso, tenta un’iniziale aggressione con le due punte e gli interni di centrocampo ma il costante arretramento degli esterni difensivi sulla linea dei centrali consente al Bologna di trovare facilmente linee di passaggio.

Già nei primi dieci minuti il Bologna potrebbe andare più volte a rete, con Destro e poi con il taglio centrale di Krejci. L’occasione migliore capita a Verdi, liberato da un grande assist di Destro, ma il tiro finisce fuori. La rete del meritato vantaggio arriva solo al 41’, a seguito di una palla persa in partenza dell’azione dai giocatori del Trapani.    

Al ritorno dagli spogliatoi, Cosmi presenta una modifica allo schieramento del Trapani: dispone i suoi con il modulo 4-3-1-2, Fazio si allarga terzino destro, Pagliarulo (cn-dx) e Casasola (cn-sn) centrali, Rizzato terzino sinistro, Scozzarella mediano basso, il neo-entrato Barillà interno sinistro, Nizzetto interno destro e Machin vertice alto del rombo di centrocampo, presumibilmente con l’intenzione di contrastare il mediano basso avversario Pulgar. Invariata la coppia d’attacco, esce Balasa.

Al 47’ il Bologna raddoppia con Taider, al termine di una prolungata azione corale nella quale la squadra di casa, con pazienza, ha girato palla, a pochi tocchi individuali, in attesa del varco.

La modifica di Cosmi permette alla sua squadra di alzare il baricentro e costruire maggiormente il gioco. Il Bologna si abbassa e si rende pericoloso in contropiede, in particolare con Verdi che colpisce un palo. Donadoni effettua il primo cambio al minuto 63: esce Krejci sostituito da Di Francesco. Al 68’ Cosmi fa un cambio in attacco, Curiale per De Cenco. Al 75’ secondo cambio di Donadoni che passa al 4-2-3-1, esce Pulgar sostituito da Donsah, centrale di destra a centrocampo insieme a Nagy, Taider si allarga a destra, Di Francesco seconda punta dietro Destro. E’ una modifica che dura però pochi minuti per poi ritornare al modulo di partenza 4-3-3. (80’) Cosmi inserisce Ciaramitaro interno destro e toglie il giovane talentuoso Machin la cui posizione viene presa da Nizzetto. Anche Donadoni effettua la terza sostituzione (83’), dentro Brienza per Destro. Una vittoria netta, più di quanto il punteggio dica, 2-0, testimoniata anche dalle dichiarazioni di Cosmi nel dopo partita.    

Cesena-Arezzo 2-0

Secondo turno della Coppa Italia, il Cesena ospita l’Arezzo.

Mister Massimo Drago sceglie il modulo 4-3-3 per il Cesena

Agazzi

Balzano   Capelli Perticone   Falasco

Konè  Schiavone  Garritano

Ciano            Djuric                Ragusa

Mister Stefano Sottili dispone l’Arezzo con modulo 4-4-1-1

Benassi

Luciani   Milesi  Sirri   Sabatino

Yamga  Foglia  Corradi   Masciangelo

Grossi

Moscardelli

L’Arezzo in fase difensiva attende, a volte anche dietro la propria metà campo, lasciando ai difensori centrali avversari ampio spazio per poter salire. L’obiettivo è togliere profondità al Cesena e creare spazio per i propri esterni, in particolare Yamga più offensivo di Masciangelo. Inoltre la zona centrale del campo è ben protetta dai due centrocampisti centrali. E’ una partita molto equilibrata, nessuna delle due squadre ha il predominio del campo e non si registrano azioni pericolose. Al 24′ il Cesena sfiora il gol su punizione laterale, battuta sul secondo palo con movimento ad aggirare la linea difensiva. Al 27′ Drago inverte gli esterni d’attacco Ciano e Ragusa, quest’ultimo si era reso protagonista di un episodio di nervosismo verso l’avversario Luciani. In questa fase il Cesena riesce a mantenere maggiormente il possesso palla mentre l’Arezzo ha maggiori difficoltà nella ripartenza. Ancora su punizione laterale, sempre sfruttando lo stesso movimento, il Cesena sfiora il gol al 45′. Fine primo tempo 0-0.

Le squadre tornano in campo senza modifiche da parte dei rispettivi mister. Al 48′ Moscardelli reclama un rigore per fallo in area. Al 54′ il gol di Schiavone con tiro da fuori sugli sviluppi di un corner.

Al 65′ Sottili sostituisce Masciangelo con Erpen che va a posizionarsi esterno destro e sposta Yamga sulla fascia sinistra. E’ancora il Cesena a sfiorare il gol, sempre da palla inattiva, con Perticone di testa.

Al minuto 77 Sottili effettua un doppio cambio e passa al modulo 4-2-3-1: escono Yamga e Corradi, entrano Bearzotti attaccante esterno destro e D’Ursi attaccante esterno sinistro, Grossi retrocede nella coppia centrale di centrocampo assieme a Corradi. Al 79′ primo cambio per Drago che sostituisce Djuric con l’esterno destro Severini, Ragusa diventa la punta centrale. Un minuto dopo Ragusa si fa espellere ed il Cesena resta in dieci. Dopo un paio di minuti giocati senza attaccante centrale, Drago inserisce il terzo centrale difensivo (dx) Rigione, toglie Garritano e gioca gli ultimi minuti con modulo 5-3-1.  Capelli è il centrale difensivo affiancato da Perticone (sn). Schiavone mediano basso, Konè interno destro e Severini interno sinistro, Ciano punta.

Lo svantaggio porta l’Arezzo a giocare sbilanciato in avanti, ricercando anche il lancio lungo. Nel corso del recupero, in occasione di un corner, l’Arezzo porta a saltare anche il proprio portiere: la battuta non va a buon fine, il Cesena si impossessa del pallone e riparte velocemente con Ciano che segna il gol del 2-0.

Complessivamente risultato giusto, l’Arezzo ha creato grosse difficoltà al gioco degli avversari ma a sua volta non ha costruito importanti occasioni da gol

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Carpi-Maceratese 3-2

Coppa Italia Secondo turno, Carpi contro Maceratese.

Mister Fabrizio Castori schiera il Carpi con modulo 4-4-1-1

                             Colombi

Letizia   Romagnoli   Blanchard   Gagliolo

Pasciuti     Sabbione  Fedele      Di Gaudio

                          Catellani

                              Comi

Mister Federico Giunti sceglie il modulo 4-3-1-2 per la Maceratese

                               Forte

Franchini   Marchetti   Gattari   Broli

      Malaccari  Quadri  De Grazia

                          Turchetta

            Colombi                 Kouko

Il Carpi, pur presentando cinque nuovi acquisti, conferma l’impostazione tattica degli ultimi due anni: poca costruzione dal basso e ricerca della profondità attaccata dalle punte e dai centrocampisti esterni. La Maceratese al contrario inizia la partita ricercando il gioco palla a terra fin dal portiere. Il mediano basso Quadri si abbassa tra i due difensori centrali per creare un’iniziale superiorità numerica. Sul lato sinistro la squadra di Giunti è pericolosa grazie alle iniziative di Kouko e soprattutto De Grazia, supportati dagli inserimenti del terzino Broli. Nonostante la differenza di categoria, la squadra in trasferta gioca alla pari anche se al 10′ un errore del portiere porta alla concessione del rigore che Catellani trasforma, Carpi avanti 1-0. Il gol subito toglie sicurezza ai giocatori della Maceratese che rinunciano in più occasioni alla costruzione iniziale privilegiando il lancio lungo. Inoltre l’allineamento di Turchetta sulla linea degli attaccanti facilita il compito alla linea difensiva avversaria. Il Carpi tiene alto il ritmo e si rende pericoloso con la soluzione del lancio sugli esterni, in particolare è Blanchard a cercare Di Gaudio e Pasciuti. Al 28′ è però il talentuoso Turchetta a sfiorare il pari con un tiro a girare sul secondo palo. Al 35′ il Carpi raddoppia grazie ad una sfortunata autorete di Marchetti. Primo tempo che termina sul 2-0.

Nel secondo tempo la Maceratese si ripresenta in campo con un 4-3-3, De Grazia si allarga sul lato sinistro, Kouko attaccante esterno destro e Colombi è la punta centrale. Castori effettua una modifica a centrocampo, invertendo i due centrocampisti centrali Fedele e Sabbione. Al 47′ Catellani scatta sul filo del fuorigioco e segna il 3-0. Catellani ha poi altre due occasioni per il quarto gol. La partita sembra chiusa…

Al 66′ Giunti effettua la prima sostituzione: Palmieri attaccante esterno destro sostituisce Colombi, Kouko diventa la punta centrale. Un minuto dopo, primo cambio di Castori: esce Di Gaudio sostituito da Poli terzino destro, Letizia si alza ad esterno sinistro di centrocampo. Al 69′ un cambio per parte: Giunti inserisce il terzino destro Ventola per Malaccari, Franchini si alza interno dx di centrocampo. Castori sostituisce Comi con De Marchi. Il neo-entrato sfiora subito il gol con un tiro al volo.

Al 73′ Blanchard viene espulso e Castori riorganizza la squadra con modulo 4-3-1-1: Letizia arretra terzino destro, Poli si accentra, a centrocampo Sabbione è il mediano basso, Fedele si sposta sul centro-dx e Pasciuti si accentra interno sinistro.

Terzo cambio di Castori al 76′: Mbaye entra al posto di Pasciuti e si posiziona mediano basso, Fedele si alza interno sinistro. Nei primi minuti di superiorità numerica la Maceratese non riesce a sfruttare la situazione, l’aggressione è individuale e non di squadra così il Carpi controlla la partita. Dall’80’ però i padroni di casa abbassano il baricentro e gli ospiti creano alcune occasioni; all’86′ una giocata di Turchetta, momentaneamente spostatosi a destra, porta al 3-1 di Palmieri. Dopo il gol, Castori passa al 4-4-1: arretra Catellani a sinistra, sposta Sabbione esterno destro, in mezzo Mbaye centro-dx e Fedele centro-sn.

Terzo cambio all’88′ per Giunti, Bondioli per Gattari. La Maceratese attacca e sfiora il 3-2 con Marchetti che colpisce la traversa. Al quarto dei cinque minuti di recupero ancora Turchetta è decisivo andando a procurarsi un rigore che Quadri trasforma. E’ 3-2 ma non c’è più tempo: il Carpi, con qualche sofferenza nel finale, passa meritatamente il turno.    

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